CONTI DI DEPOSITO, INTERESSI AL RIALZO MA QUANTI VINCOLI…

Borse in altalena. Tsunami e terremoti. Guerre e carestie. Debiti degli stati sovrani sempre più fuori controllo. Non siamo di fronte alla fine del mondo (almeno di quello finanziario) ma per i risparmiatori che vivono l’investimento con il cuore in mano e puntano a vincere i 100 metri i conti deposito sono fra le poche forme di impiego dei propri risparmi che assicurano un rendimento con il segno più davanti e mette al riparo il proprio denaro dalle tempeste dei mercati borsistici.

I rendimenti per chi può bloccare il proprio capitale per almeno 18 mesi possono arrivare a un “mirabolante” 3,5% lordo annuo che dedotte le tasse (che si portano via un terzo degli interessi) significa un 2,56% netto. Molto rispetto a un Bot a 12 mesi che non arrivano al 2% netto. Molto rispetto ai conti correnti tradizionali i cui rendimenti sono di poco superiori allo zero.

In proposito il bollettino “Moneta e banche” diffuso dalla Banca d’Italia ha rilevato che a gennaio 2011 gli interessi riconosciuti sui conti correnti sono stati pari in medi allo 0,35% lordo. Molto anche rispetto ai tradizionali pronti contro termine bancari che non arrivano all’1% netto.

Ma sempre poco rispetto ai bond. Perché quelli di serie A e di matrice bancaria possono arrivare al 4% lordo che al netto della tassazione fa il 3,5% netto se si investe con un orizzonte temporale di qualche anno. Ovvero un punto percentuale in più all’anno di rendimento rispetto ai conti di deposito.

Certo qualche rischio c’è, ma l’investimento non dovrebbe essere visto come una corsa ma piuttosto come una maratona. In cui alla fine la spunta chi non si accontenta e con tenacia e determinazione non si fa troppo coinvolgere e sconvolgere dalle notizie dell’ultimo minuto che si abbattono sui mercati avendo ben presente il proprio obiettivo finale: la crescita del proprio patrimonio. Senza illudersi che tale crescita possa avvenire senza scosse.

CONTI DI DEPOSITO, C’E’ IL FONDO DI TUTELA PER 100.000 euro MA SE FALLISSE UNA BANCA MEDIO-GRANDE…

Nonostante le diffidenze di molti italiani che ricercano lo sportello tradizionale, la banca fisica, l’impiegato in carne e ossa, i conti di deposito on line sono una forma di impiego della liquidità altrettanto sicura. Sono protetti (ieri fino a 103 mila euro dal 10 marzo scorso fino a 100 mila euro di liquidità per ogni depositante) dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi Interbancari che al 30 giugno 2010 ha da fronteggiare 430 miliardi di depositi ovvero rimborsare idealmente 4,3 milioni di risparmiatori che avessero depositato ciascuno 100 mila euro in caso di default delle rispettive banche.

Una garanzia (è bene sempre ricordarlo) che evidentemente non potrebbe coprire un buco senza fine…dato che le banche che aderiscono al Fondo per gli Interventi si impegnano a versare in caso di default di una o più delle banche consorziate una somma fra lo 0,4% e lo 0,8% dei fondi rimborsabili. Ovvero in linea teorica alla chiamata all’appello le banche aderenti al Fidt (salvo un possibile intervento ulteriore dello Stato) potrebbero mettere in campo dagli 1,72 ai 3,44 miliardi di euro per coprire eventuali falle.

Una somma certo non capiente per coprire l’eventuale default di una banca medio grande se si considera che solo il conto Arancio raccoglie in conto deposito più di 23 miliardi di euro, CheBanca circa 10 miliardi di euro…

Ma quali i conti di deposito più interessanti e remunerativi secondo il giudizio di MoneyReport.it?

 

CONTI DI DEPOSITO, LE TIPOLOGIE

Liberi o vincolati. Sono queste le due principali tipologie di conti di deposito. I primi garantiscono un rendimento minore, ma lasciano al risparmiatore la possibilità di cambiare idea e forma di parcheggio della liquidità. I conti di deposito vincolati costringono invece a tenere impegnata la liquidità per un periodo predeterminato (almeno tre mesi ma le offerte più ghiotte sono su vincoli da 18 mesi e più). La remunerazione in questo caso è però predeterminata mentre sui conti di deposito liberi il tasso offerto è variabile a ancorato al tasso BCE. Il che nelle condizioni attuali di mercato in cui si va verso un rialzo dei tassi non costituisce un problema.

I conti di deposito liberi sono quindi interessanti per chi ricerca un parcheggio temporaneo della liquidità in attesa di essere altrimenti impiegata. L’offerta più interessante è sempre quella di Rendimax di Banca Ifis, banca specializzata nel factoring e quotata in Borsa, che offre l’1,68% netto. Un tasso molto vantaggioso di cui possono beneficiare sia i privati sia le imprese.

CONTI DI DEPOSITO VINCOLATI, IL TEMPO FA DECOLLARE L’INTERESSE
I conti di deposito vincolati costringono a un minimo di pianificazione finanziaria ma assicurano in cambio rendimenti di gran lunga superiori ai conti di deposito liberi. Si può arrivare a spuntare nella migliore delle ipotesi (Iwpower) un rendimento fino al 2,92% netto. Con molti se e molti ma. Primo: si può essere già clienti Iwbank ma si deve apportare denaro fresco ovvero solo “nuova liquidità” conferita su IWBank dopo il 1/02/2011 (somma algebrica di entrate e uscite).

Secondo: i soldi non si toccano fino al 31/03/13. La promozione scade il 30/04/2011. E’ possibile depositare qualsiasi importo anche in più tranche. Il rendimento di IWPower Special è determinato da due componenti distinte: una remunerazione certa allineata al tasso variabile BCE (oggi 1,25% lordo – con accredito mensile degli interessi) e una remunerazione bonus che cresce nel tempo fino al 2,75% lordo se non si effettuano prelievi. Con il vantaggio ulteriore di beneficiare di eventuali nuovi rialzo del tasso BCE che aumenterebbero ulteriormente il rendimento.

È sempre possibile effettuare trasferimenti in uscita verso il conto IW: si rinuncia alla remunerazione bonus che sarà assegnata a scadenza, ma non si perde l’accredito interessi mensili remunerati al tasso BCE.

Interessanti in termini di rendimenti anche le offerte di Santander Time Deposit di Banca Santander e Rendimax di Banca Ifis che sul deposito a 24 mesi offrono il 2,56% netto. Mentre sui vincoli a 12 mesi i rendimenti netti scendono al 2,26% netto di Rendimax, al 2,19% netto di Santander Time Deposit e anche di Conto Arancio di Ing Direct grazie all’opzione Arancio + che però è riservata ai nuovi clienti e solo sui primi 50 mila euro di depositi.

Tra i conti di deposito vincolati citiamo anche Iwpower 365 Turbo che offre un rendimento del 1,90% netto e il conti di deposito vincolato offerto da Che Banca che offre l’1,83% netto.

CASH IS KING, LA RIMONTA DEGLI ISTITUTI DI CREDITO TRADIZIONALI

Pressati dalle esigenze di aumentare la propria solidità patrimoniale, le banche anche quelle più tradizionali stanno offrendo conti correnti che prevedono una buona remunerazione della liquidità per avere maggiori depositi con cui fronteggiare i propri impieghi. Unicredit ha lanciato un conto corrente, Salvadanaio Special che offre una remunerazione della liquidità dell’1,46% netto ma l’operatività come conto corrente è molto limitata e anche in questo caso il tasso è offerto solo ai nuovi clienti o ai vecchi che apportano denaro fresco.

Il Banca Popolare promuove invece ai propri sportelli (ma solo per i nuovi clienti o per i vecchi che apportano nuova liquidità) Rendiconto Step Up che prevede una remunerazione delde’’1,825% netto per quest’anno e il prossimo, per il 2013 del 2% netto e per il 2014 del 2,19% netto Peccato che questi tassi d’interesse annui siano riservati solo a chi non effettua prelievi fino al 01/01/2015. Insomma dalle banche tradizionali le offerte se analizzate con attenzione non sono mai alla fine veramente interessanti.

Al contrario di quelle delle banche come Banca Sella e Webank del gruppo Bipiemme che per prime hanno investito e creduto nel canale online e che offrono ai propri clienti conti di deposito con tassi di interesse elevati. Banca Sella sul deposito online a 12 mesi offre l’1,83% netto mentre Webank offre sui depositi a 12 mesi il 2,19% netto.

MA L’INVESTIMENTO E’ UNA MARATONA NON UNA CORSA. E ALLORA…

I conti di deposito possono essere usati come impiego temporaneo della liquidità. Gli interessi sono aumentati da quando il 7 aprile scorso la Bce ha annunciato il tanto atteso aumento dei tassi, che sono passati dall’1 all’1,25% dopo quasi due anni di stabilità (l’ultimo rialzo risaliva al luglio 2008). I rendimenti offerti arrivano all’1,68% netto per i depositi liberi e all’2,92% netto per i depositi vincolati che per le caratteristiche dell’offerta sono però di fatto riservati solo a chi apporta nuova liquidità.

Chi non è in grado di farlo deve accontentarsi di molto meno ovvero poco più del 2% netto. Quando il mercato obbligazionario offre bond di matrice bancaria che possono rendere il 4% netto con scadenze entro i due anni. Come abbiamo spiegato in questo articolo https://www.moneyreport.it/guadagnare-il-3-netto-a-un-anno-ecco-10-idee-per-riuscirci-rischiando-il-giusto-o-quasi/ E per chi cerca un consiglio su misura su scelte già fatte o da fare per impiegare al meglio il proprio patrimonio è sempre a disposizione la consulenza personalizzata offerta da www.soldiexpert.com : con un durata media di 2 anni un buon portafoglio obbligazionario ben diversificato può rendere quasi il 4% annuo.

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