CONTI DI DEPOSITO: SE LI CONOSCI ALCUNI LI EVITI, ALTRI LI SOTTOSCRIVI

Con il tasso BCE fermo ai minimi storici, per ottenere una remunerazione decente della liquidità di cui si dispone occorre darsi da fare. Le offerte sono numerose. Si va dai conti di deposito, liberi o vincolati, ai pronti contro termine offerti dalla banche on line più dinamiche aI nuovi conti correnti che per attirare nuova clientela offrono per alcuni mesi una remunerazione extra mercato.

Ma quali sono le offerte più ghiotte e quelle meno interessanti? E quanto si può guadagnare senza rischiare (quasi nulla)? Il 2% netto. Parcheggiare la liquidità in un conto deposito può essere un’alternativa vantaggiosa rispetto a lasciar poltrire i soldi sul conto corrente con interessi ormai ridotti al lumicino. In attesa di tempi (borsistici) migliori. E in attesa che i titoli di stato offrano rendimenti meno risicati di quelli attuali degli emittenti più sicuri (2% per i titoli di stato a 10 ann tedeschi).

L’importante è comprendere che il conto di deposito è solo un pit stop in attesa di ripartire verso nuovi lidi. Perché chi si deve occupare di investire stabilmente il proprio patrimonio deve orientarsi verso forme di investimento e non di parcheggio del proprio patrimonio. E anche tra i parcheggi occorre fra qualche distinzione. Perchè ce ne sono di più e meno sicuri. Di più o meno flessibili. Di onesti e di ingannevoli.

Conti di deposito liberi, per chi cerca una sosta

I conti di deposito liberi sono lo strumento consigliato a chi ricerca un parcheggio temporaneo, ma remunerativo, della liquidità che ha in portafoglio. Si può spuntare fino all’1,53% netto su base annua. Non hanno spese, di nessun tipo. E per aprirli basta un click. Ci si collega al sito internet dell’intermediario che propone il conto di deposito, si compila on line il modulo di apertura, lo si stampa, si appone la firma e lo si invia per posta insieme a una copia della propria carta d’identità e del codice fiscale. Un bonifico, anche di pochi euro, è sufficiente per essere identificati ai fini della normativa anti riciclaggio.Non occorre quindi recarsi fisicamente presso alcuno sportello. Si fa tutto on line. Entro qualche giorno dall’invio della documentazione il conto di deposito è attivo e si può usarlo come un salvadanaio elettronico. Se si ha sul conto corrente della liquidità in eccesso la si versa sul conto di deposito per sfruttare il maggior tasso di remunerazione che offre. Se invece si ha bisogno di liquidità la si preleva dal conto deposito e la si trasferisce sul proprio conto corrente.I conti di deposito sono sicuri come i conti correnti essendo protetti fino a 103 mila euro di giacenza dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. E offrono rendimenti di tutto rispetto: dallo 0,73% all’1,53%. Un bel passo avanti rispetto a quanto la banca remunera la giacenza sul conto. I soldi sono sempre disponibili. Gli unici punti di debolezza sono due. L’importo massimo investibile su questi conti è in alcuni casi molto basso: 50 mila euro o 100 mila euro. E il tasso offerto da alcune banche è solo promozionale, e quindi valido solo per pochi mesi.

Ragionate con la vostra (di zucca)

Se è vero che i conti di deposito sono protetti dall’ombrello del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (ma solo fino a 103 mila euro) è meglio privilegiare se la prudenza è il vostro faro istituti di credito che offrono le maggiori garanzie di solvibilità e solidità.Le banche italiane sono in questo senso messe meglio di quelle straniere. Soprattutto se la banca straniera è quella che ha sbancato il botteghino convincendo 1.206.000 italiani ad aprire un conto di deposito. Stiamo parlando dell’olandese Ing e del suo cavallo di Troia sul mercato italiano: il Conto Arancio. La banca ha migliorato nel 2009 rispetto al 2008 la sua leva finanziaria, passando da un rapporto tra totale dell’attivo tangibile e patrimonio netto tangibile del 128,5 a un più contenuto 51.Livello comunque molto tirato se confrontato con il 21,4 su cui viaggia la nostrana Intesa Sanpaolo e il 24,4 di Unicredit. La leva finanziaria indica quante volte la banca presta i propri soldi e quindi è un indicatore della vulnerabilità a movimenti avversi del mercato e dei propri debitori. La leva finanziaria dice quanto le attività della banca sono coperte dal capitale. Semplificando più è basso questo valore meno la banca corre dei rischi.

Leva sotto controllo ma solo tra cinque anni

Nel 2015, le banche dovranno avere un coefficiente minimo di liquidità rispetto agli impegni finanziari assunti nel breve periodo. Fino ad allora ogni banca può di fatto assumersi i rischi che vuole. E l’escalation in questi anni su questo fronte è stata notevole. Secondo i calcoli dell’Ufficio Studi di Mediobanca la leva finanziaria in Europa è passata da quota 26 nel 1999 a 44 nel 2008.Le attività sono aumentate molto più velocemente del capitale. E banche con leve finanziarie fuori controllo (tra cui Ing ma manche Dexia e Ubs) sono state oggetto di ricapitalizzazioni da parte dei rispettivi Stati. Nessun correntista per ora ci ha rimesso una lira grazie a questi interventi, ma potendo scegliere perché rischiare? Meglio puntare su istituti più tranquilli come Che Banca, Banca Ifis, Banca Carige o Iwbank che non hanno indicatori così tirati. Anche perché il gioco in questo caso (i rendimenti offerti dalla Zucca non sono più alti di quelli offerti da Rendimax) non vale decisamente la candela.
Conti di deposito vincolati, per chi cerca un parcheggio

Se non si ha bisogno della liquidità per almeno tre mesi si può aprire un conto di deposito vincolato. Come i conti di deposito liberi, le spese sono nulle. Rispetto ai conti di deposito liberi, si guadagna di più a patto di rispettare il vincolo che si è scelto (mantenere la liquidità sul conto deposito per almeno 3 6 o 12 mesi).Il guadagno inoltre oltre che maggiore è anche certo rispetto alla maggior parte dei conti di deposito liberi: si può sapere in anticipo quanto si guadagnerà nel periodo prescelto indipendentemente dalle modifiche ai tassi decise dalla BCE. I rendimenti partono dall’1,095% per arrivare al 2,044%.Se non si ha la certezza di poter rispettare il vincolo offerto meglio Che Banca di Rendimax in quanto offre la possibilità di interrompere il vincolo prima della scadenza.

Evviva, arrivano i conti di deposito per i titolari di partite iva
Sono due i conti di deposito che possono essere aperti non solo dai privati ma anche da professionisti, imprese e commercianti. Oltre allo storico Rendimax di Banca Ifis che offre tassi fino al 2% netto, sulla scadenza a 12 mesi anche Che Banca ha lanciato un conto di deposito riservato ai titolari di partite Iva. Si chiama Conto Deposito Business, non ha spese e offre un tasso di remunerazione sul deposito vincolato a 12 mesi del 1,6425% netto.
Pronti contro termine, online è tutto un altro interesse
I pronti contro termine non si fanno più solo allo sportello. Diverse banche riservano la possibilità anche senza aprire un conto corrente di sottoscrivere pronti contro termine on line a tassi agevolati. I pronti contro termine riconoscono gli interessi alla scadenza. A parità di istituto proponente rendono più dei conti di deposito vincolati.Ma se interrotti prima della scadenza (cosa non sempre possibile) non permettono di incassare alcun rendimento. I pronti contro termine inoltre a differenza dei conti di deposito e dei conti correnti non godono della garanzia del Fondo Interbancario di tutela dei depositi. I rendimenti variano dallo 0,65% all’1,75%.

Con un’operazione di pronti contro termine il Cliente acquista un certo quantitativo di obbligazioni o di Titoli di Stato, con l’impegno della Banca a riacquistarli, a una data predefinita, ad un prezzo più alto di quello pagato. La differenza tra i due prezzi di acquisto e di vendita del pacchetto di titoli rappresenta la remunerazione sull’operazione.Normalmente le banche offrono come sottostante dell’operazione proprie obbligazioni quindi Che Banca confeziona pronti contro termine con obbligazioni Mediobanca e Fineco con titoli emessi da Unicredito. A differenza dei conti correnti i pronti contro termine non godono della garanzia del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.Per questo su questi strumenti le banche offrono rendimenti maggiori. Perchè in caso di problemi non c’è nessun ente terzo che faccia da garante ultimo dell’operazione.

Conti correnti dove il cash è king
Da qualche anno accanto ai tradizionali conti di deposito sono nati dei conti correnti che hanno nella elevata remunerazione della liquidità una delle loro maggiori leve di marketing. L’offerta è numerosa. E per allettare il risparmiatore spesso gli indici sintetici di costo di questi conti correnti sono pari a zero.
L’offerta sbanca tutto è attualmente quella di Webank che offre ai nuovi correntisti la possibilità di parcheggiare la liquidità su un conto di deposito vincolato che offre un rendimento annuo del 2,044% per 15 mesi il che significa guadagnare il 2,555% netto in poco più di un anno. Certo non siamo al bengodi della Spagna dove diverse banche premiano i nuovi correntisti con un tasso del 4,5% lordo, ma bisogna accontentarsi di quello che passa il convento.
Freedom, il conto civetta la butta sul sociale

Tra i conti correnti che promettono tassi irresistibili non si può non citare l’ultima iniziativa tirata fuori dal cilindro senza fondo di Ennio Doris, padre padrone di Banca Mediolanum. Un conto corrente che sulla carta offre il 2,20% netto. Peccato che poi leggendo bene tra le righe del messaggio pubblicitario questo rendimento su un capitale di 30 mila euro sia la metà e solo per tre mesi.Questo perché Mediolanum Freedom non è un conto corrente classico, ma una polizza vita. Sui primi 15 mila euro il rendimento di Mediolanum Freedom è infatti zero a differenza di un qualsiasi conto corrente. Sui successivi 15 mila euro arriva al 2,2% ma per soli tre mesi e solo sottoscrivendo la polizza Mediolanum Plus.Trascorse 12 settimane il tasso lo decide Mediolanum trimestre per trimestre in base all’andamento del Fondo MEDIOLANUM FREEDOM FUND e di quanto decide di questo rendimento di trattenersi la Compagnia. Mediolanum può trattenersi fino al 20% del rendimento del fondo. La compagnia quindi non riconosce al sottoscrittore del conto Freeedom un tasso certo di rivalutazione trascorso il brevissimo periodo promozionale.

Ma lo riconosce a sè medesima: in caso di rendimento positivo della gestione del fondo può trattenere ogni tre mesi o un quinto del rendimento o lo 0,5%. A titolo di esempio, nel caso in cui il rendimento conseguito dal fondo fosse pari al 4,00%, Mediolanum può trattenere fino allo 0,8%; nel caso il rendimento del fondo fosse pari allo 0,80%, la trattenuta potrà essere dello 0,5%.

Mediolanum ha raccolto 5,8 miliardi lo scorso anno con conto Freedom. La multa quindi che gli ha comminato l’Antitrust di 200 mila euro per «pratica commerciale scorretta» associata a Freedom non deve avergli pesato molto. La compagnia, grazie a questo prodotto, è balzata ai primi posti nella classifica italiana del ramo vita. Forse per questo successo e con buona pace dell’Antitrust (e correggendo il tiro pubblicitario) è nata l’idea di devolvere 15,00 euro ai bambini di Haiti per ogni conto Freedom aperto.

Bazzecole viste le milionate di euro raccolte grazie a Freedom. Al 30 giugno 2010 erano oltre 132 mila i conti Freedom aperti. E Mediolanum ha incassato la bellezza di 4 milioni di euro di premi netti grazie alla nuova produzione Vita generata dalle polizze abbinate al conto corrente Freedom. Nella relazione semestrale si parla del prodotto per quello che è e si parla dello scopo per cui è stato concepito: vendere polizze vita. Ma nelle pubblicità questo non è poi tanto chiaro visto che il messaggio che si vuol far passare è che Freedom sia un conto corrente. Ma ormai questo è un segreto di Pulcinella.

Cicala o Formica?

L’investimento in conti deposito o conti correnti ad alta remunerazione ha senso soprattutto se si vuole far fruttare della liquidità  destinata ad essere spesa o impiegata a breve termine per acquisti o per investimenti in Borsa. Offrono più dei Bot o di molte obbligazioni a breve e anche a lungo termine visto che i rendimenti dei titoli di Stato con rating tripla A dell’Eurozona non arrivano al 2% su scadenze decennali.Figuriamoci su scadenze più brevi. Alcuni di questi conti possono competere anche con i fondi monetari visti i costi più bassi che li caratterizzano.

Ma è scorretto impiegare simili conti a nostro parere come una vera e propria forma di investimento. Questa “miopia” finanziaria nel tempo può costare, infatti, molto cara. Meglio optare in questi casi per investimenti veri e propri, molto diversificati, e con la possibilità di spaziare su tutti i mercati obbligazionari a livello mondiale, dove si possono trovare delle vere e proprie perle di rendimento come le obbligazioni dei Paesi Emergenti, tema di investimento da diversi mesi presente nei nostri portafogli di fondi ed Etf. Con grande soddisfazione dei nostri Clienti. Che anziché accontentarsi dell’uovo oggi puntano alla gallina domani.

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