(CORSO BASE) Cosa rischio a investire? Posso perdere tutto?

Dopo aver parlato nel capitolo precedente del momento ideale per iniziare a farlo, analizziamo una delle principali remore psicologiche a investire: la paura di perdere. Molte persone preferiscono lasciare i soldi sul conto corrente o comprare immobili perché pensano che se investissero in Borsa potrebbero correre il rischio di perdere tutto. E’ una paura molto irrazionale.

 

Il rischio se lo conosci, lo controlli

Certamente non esiste investimento che non comporti dei rischi.  Il rischio è il fondamento di ogni investimento ed è il presupposto per ottenere un certo livello di rendimento dal proprio capitale.

Identificare i rischi di qualsiasi investimento è fondamentale prima di iniziare a investire in qualcosa, in qualsiasi cosa. Anche gli investimenti apparentemente più “innocui” come comprare una casa o depositare i propri soldi sul conto corrente presentano dei rischi. Ecco una mappa dei rischi dei principali investimenti.

 

Se investo in Borsa corro il rischio di perdere tutto?

Le persone che investono per la prima volta sui mercati finanziari hanno a volte paure esagerate, come quella di perdere tutti i soldi investiti. Come vedremo, se si diversifica il capitale su strumenti diversi esponendosi a diversi tipi di rischi non collegati tra loro, la paura di perdere tutto è irrazionale.

Gli strumenti finanziari consentono di investire

  • su un’azienda
  • su un gruppo di aziende appartenenti a un determinato settore (per esempio le banche)
  • su aziende caratterizzate da elementi comuni (per esempio piccole aziende le cosiddette “small cap” o grandi aziende)
  • su una o più materie prime (oro, argento, petrolio…)
  • su un Paese

Attraverso gli strumenti finanziari si puo’ sostenere quindi lo sviluppo delle società comprando il debito o diventandone azionisti direttamente (acquistando in Borsa le azioni) o in modo indiretto acquistando fondi o etf che hanno in pancia quell’azienda e altre dello stesso settore o paese.

Gli strumenti finanziari (i principali sono le azioni, i titoli obbligazionari, gli etf e i fondi) sono caratterizzati da differenti livelli di rischio. Le azioni, anche quelle emesse da aziende molto note, possono comportare la perdita anche di oltre il 90% del capitale investito. Non capita spesso, ma puo’ succedere. E’ accaduto con le azioni Cirio, Banca Carige, Banca Mps, Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza, Saipem, Seat Pagine Gialle, Tiscali, Premafin per citare solo i nomi più noti.

 

Il “nome” non è tutto

Per quanto riguarda i titoli azionari o obbligazionari, un nome noto non da maggiori garanzie di non subire perdite di una società meno conosciuta. In pochi giorni per esempio a inizio novembre 2017 il colosso della difesa italiana, Leonardo, è arrivata a perdere in Borsa il 30% della propria capitalizzazione (il valore in Borsa di una società quotata) dopo aver annunciato una revisione delle stime dei propri utili e ricavi per l’anno in corso.

 

Il consiglio per non perdere tutto

Qualsiasi investitore consapevole non metterà mai più del 10% del proprio capitale su un unico titolo per non esporsi al rischio di perdere una parte importante del proprio capitale investendo su un’azienda che per ragioni interne o esterne inizia a chiudere i bilanci in rosso.

 

Il mio nome è Bond

Meno rischiose delle azioni sono le obbligazioni (“bond” in inglese), ma anche qui ci sono stati investitori che in passato hanno perso soldi e parecchi. Anni fa chi ha acquistato titoli obbligazionari emessi da banche irlandesi ai tempi della crisi del Paese è stato “azzerato” (un modo “carino” per dire in finanza che ha perso tutti i soldi investiti). Non è andata meglio a chi a comprato le obbligazioni delle prime quattro banche “risolte” in Italia: Cariferrara, Carichieti, Banca Etruria e Banca Marche. “Risolte” è altro termine “carino” per dire che sono state soggette al “bail in”, il nuovo modo di salvare le banche non immettendo soldi statali o di enti sovragovernativi (out) ma attraverso le risorse investite da coloro che hanno dato fiducia alla banca (in primis azionisti poi obbligazionisti poi correntisti con depositi superiori ai 100.000,00 euro).

Coloro che in Italia hanno comprato le azioni e le obbligazioni di queste quattro banche italiane sottoposte al “bail in” hanno perso tutto il capitale investito.

 

Obbligazioni e buoi dei paesi tuoi

Alcuni risparmiatori che non si vogliono accontentare dei miseri rendimenti delle obbligazioni statali italiane (che offrono rendimenti intorno all’1,5% e stiamo parlando di titoli con scadenza 10 anni), comprano titoli “esotici”. Ovvero obbligazioni emesse da paesi stranieri in valuta estera (per esempio bond emessi da stati come Argentina, Russia, Venezuela…)

Molti di questi investitori hanno subito pesanti perdite. Chi ha comprato obbligazioni emesse in lira turca per esempio solo negli ultimi mesi ha perso il 17% sul cambio lira turca/euro mentre chi ha investito nei bond (obbligazioni) del Venezuela a causa della crisi del Paese ha perso fino al 70% del capitale investito.

 

Le uova? Mai tutte nello stesso paniere

Un’accortezza riguardo le obbligazioni è sempre quella di non farsi ingolosire dall’interesse che offrono i singoli emittenti: normalmente maggiore è l’interesse che offrono, maggiore è il rischio. Nessuno regala niente. Più chi emette il titolo obbligazionario è rischioso più è alto l’interesse che deve offrire sul prestito che emette per trovare chi è disposto a concedergli credito.

Investire massicciamente in singoli obbligazionari è quindi molto rischioso e si consiglia per prudenza di non investire più del 10% del proprio capitale su un singolo emittente (la stessa regola vale per le azioni).

 

Capitali taglia “small” o “medium”

Per chi deve investire un capitale inferiore ai 50 mila euro investire su singoli titoli azionari e obbligazionari puo’ esporre al rischio (investendo al massimo il 10% del proprio patrimonio su ogni singolo titolo) di non riuscire a costruirsi un portafoglio sufficientemente diversificato. In questo caso vengono in aiuto i fondi, le sicav e gli ETF.

Introduzione agli ETF: perché agli investitori piacciono questi nuovi prodotti

Tutti questi strumenti non investono in singoli titoli azionari o obbligazionari ma in panieri di titoli diminuendo il cosiddetto rischio emittente, ovvero il rischio di incappare in una società i cui titoli emessi (che si tratti di azioni o obbligazioni) perdono velocemente valore.

Quando si investe, se non si vuole il rischio di perdere tutto, meglio diversificare l’investimento su un paniere di titoli. Ma a chi è possibile chiedere un consiglio per investire? Ne parliamo nel prossimo capitolo. Intanto chi vuole puo’ leggere i paragrafi seguenti che fanno riflettere sul fatto che investimenti totalmente “risk free” non esistano. Analizziamo due casi emblematici: le case e i conti correnti.

 

Investimenti sicuri? Ma quando mai…

Alcuni investitori intimoriti dai saliscendi dei mercati azionari e obbligazionari si rifugiano in investimenti che ritengono assolutamente privi di qualsiasi rischio. Purtroppo questi investimenti non esistono.

Anche gli investimenti più innocui e sicuri (come acquistare un immobile a scopo abitativo o per metterlo a frutto) comportano dei rischi. Possono essere rischi non percepiti, ma questo non significa che non esistano. Il capitale investito in un immobile può svalutarsi per svariati motivi

  • diminuisce la richiesta di case nel luogo in cui l’abbiamo comprato
  • si degrada il quartiere in cui è ubicato l’alloggio
  • a causa della crisi economica molte case vengono messe in vendita a prezzi molto bassi da persone che non riescono a pagare il mutuo e quindi la nostra casa improvvisamente è fuori mercato come prezzo
  • il nostro paese modifica la propria politica di accoglienza e si rende meno interessante per gli stranieri anche qualificati (è quello che è successo con la Brexit all’Inghilterra per esempio) quindi viene meno parte della domanda
  • gli scambi si rarefanno: al prezzo a cui le persone vogliono in media vendere gli immobili, non c’è nessun compratore che in media sia disposto ad acquistarli

 

Il conto corrente? Sicuro fino a un certo punto

Oggigiorno anche lasciare i nostri soldi sul conto corrente è un rischio. Molte persone alle prime armi nel mondo nella finanza non lo sanno, ma come recita l’articolo 1834 del codice civile “nei depositi di una somma di danaro presso una banca, questa ne acquista la proprietà, ed è obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria, alla scadenza del termine convenuto ovvero a richiesta del depositante, con la osservanza del periodo di preavviso stabilito dalle parti o dagli usi”.

La banca utilizza i soldi dei depositanti per esercitare la propria attività bancaria prestandoli a imprese o risparmiatori comuni in cambio di un interesse. Se nell’esercizio di questa funzione creditizia la banca non fa bene il suo lavoro e presta i soldi a debitori che poi si rivelano insolventi, la capacità della banca di far fronte ai suoi impegni è compromessa. Con la nuova normativa sul “bail in” entrata in vigore il 01.01.2016 i depositi bancari sopra i 100.000,00 mila euro, possono insieme alle azioni e alle obbligazioni emesse da una banca, venire aggrediti. Le banche italiane sono obbligate ad aderire al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi che garantisce ogni singolo depositante, per le disponibilità risultanti sul conto, sino a 100.000,00 euro. Oltre questa cifra si rischia, e secondo alcune opinioni anche prima, quando con troppa leggerezza si apre il conto con la banca che offre i tassi di interesse più favorevoli sul conto deposito. La solidità dell’istituto bancario è un elemento importante da prendere in considerazione insieme alle condizioni offerte per decidere con quale banca aprire il conto.

 

SCOPRI LE ALTRE SEI RISPOSTE ALLE DOMANDE PIU’ FREQUENTI DEL CORSO BASE COME INVESTIRE

Domanda 1 Quanto devo avere per iniziare a investire?

Domanda 2 Quale banca è meglio scegliere per investire?

Domanda 3 Qual è il momento migliore per investire?

Domanda 4 Cosa rischio a investire? Posso perdere tutto?

Domanda 5 A chi posso chiedere un consiglio per investire?

Domanda 6 Quanto costa investire? Quanto si può guadagnare?

Domanda 7 Come mettere da parte la somma necessaria per investire?

Il Blog di SoldiExpert SCF

Cerchi consigli per investire in modo
intelligente i tuoi risparmi?

Affidati ai professionisti della
consulenza finanziaria indipendente di
SoldiExpert SCF

PARLA CON NOI

Scopri cosa possiamo fare per il tuo piccolo o grande patrimonio e contattaci per fissare un primo appuntamento telefonico gratuito con uno dei nostri consulenti

PARLA CON NOI