Triplicato costo dei container, in salita i prezzi di alimentari e semiconduttori: l’inflazione rialzerà la testa?

Il coronavirus ha provocato diversi effetti sui prezzi di diversi settori e sul livello di inflazione. Ecco cosa ne pensa UBS

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Il peggio della pandemia sembra essere passato, ma quali sono gli effetti sui prezzi dei container piuttosto che quelli alimentari o dei semiconduttori? E sul tasso di inflazione? A queste domande risponde la banca di investimento svizzera UBS.

Secondo gli analisti della banca svizzera con il picco dei ricoveri ormai superato e un nuovo picco degli stimoli fiscali in vista, l’inflazione sembra rialzare la testa in alcune aree dell’economia. A gennaio l’indice US ISM Prices Paid (che misura i prezzi pagati dalle aziende manifatturiere per gli input produttivi) è salito a 82,1 punti, dai 77,6 di dicembre e dal minimo di 35,3 lo scorso aprile.

Sempre a gennaio l’indice dei prezzi alimentari della FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, è cresciuto del 4,3% su base mensile, dopo che il mais è salito dell’11%, il livello più alto dal 2014.

Inoltre, la carenza globale di chip causata dall’impennata della domanda di elettronica, che si è verificata durante la pandemia, secondo UBS potrebbe spingere i prezzi dei semiconduttori in rialzo del 10% nel 2021.

Un aspetto sottolineato dal report della banca svizzera è che il costo di spedizione dei container è aumentato facendo triplicare il valore dell’indice Shanghai Containerized Freight da metà 2020 come si può osservare nel grafico seguente:

Costo di spedizione dei container dal 2015 a oggi

 

Impennata dell’inflazione solo temporanea

 

Gli esperti di UBS credono che l’attuale impennata dell’inflazione durerà poco. L’aumento dei prezzi atteso riflette in larga misura l’insolito squilibrio tra domanda e offerta registrato quest’anno, che dovrebbe correggersi con il ritorno dell’economia alla normalità.

UBS reputa eccessivi anche i timori che un massiccio stimolo fiscale possa innescare un incremento duraturo dell’inflazione.

Le misure d’emergenza attuate l’anno scorso negli Stati Uniti hanno cercato di compensare il tracollo dell’attività nel settore privato, con l’intento di riportare l’economia ai livelli pre-pandemia. Il governo Trump ha anche tagliato le imposte per stimolare la crescita economica, ma l’inflazione non è comunque salita sopra il 2%.

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