I crediti sanitari e la figuraccia da 80 mln di Banca Generali

La vicenda sulla brutta figura di Banca Generali sui crediti sanitari commentata da Salvatore Gaziano. Con l’idea di cercare nuove fonti di rendimento la banca ha deciso di puntare sul crediti Asl ma adesso il recupero di questi crediti si sta dimostrando complesso: quello che era stato venduto come la quadratura del cerchio in realtà è un percorso di guerra.

MoneyReport, il blog di SoldiExpert SCF

Scopri cosa possiamo fare per il tuo piccolo o grande patrimonio e contattaci per fissare un primo check-up gratuito o una valutazione del tuo portafoglio

Questa inchiesta su Banca Generali e sulla vicenda dei crediti delle Asl impacchettati in un fondo che ha avuto dei problemi è stata realizzata da Salvatore Gaziano, responsabile strategie d’investimento di SoldiExpert SCF, e pubblicata in anteprima nell’edizione di ieri de “Il Fatto Quotidiano”

Dovevano rendere come i Btp di una volta e senza grandi rischi: il 4% annuo. Come ottenere un simile rendimento “mostruoso” di questi tempi? Puntando sugli alternativi e gli strumenti illiquidi che rendono di più secondo il nuovo mantra delle società del risparmio gestito, banche e reti a caccia di uno storytelling che scucia i soldi dalle tasche di quegli investitori e risparmiatori che credono alla botte piena e la moglie ubriaca. Rendimenti costanti e non irrisori ma senza rischi. Per chi li colloca commissioni da leccarsi i baffi e per un tempo molto più lungo. Tutti contenti? Mica tanto.

Ad esempio Banca Generali, la controllata specializzata nel private banking del Leone di Trieste, nell’ultima trimestrale diffusa a inizio agosto ha deciso di spesare 80 milioni di euro di accantonamenti sugli strumenti illiquidi messi nei portafogli dei clienti. In pratica rileverà le posizioni dei clienti professionali che avevano sottoscritto questi strumenti, cioè cartolarizzazioni con sottostanti crediti sanitari inseriti in alcuni fondi alternativi. Il recupero di questi crediti sta dimostrandosi complesso: quello che era stato venduto come la quadratura del cerchio in realtà è un percorso di guerra.

Tutto era partito con l’idea di cercare nuove fonti di rendimento e in una strategia diversificata si era pensato anche di puntare sui crediti sanitari. La spesa sanitaria della P.A. supera i 100 miliardi di euro annui e le imprese fornitrici della sanità italiana attendono mesi, talvolta anni, per essere pagate: attualmente la media è circa 104 giorni contro i 40 di quella Ue. Una criticità che per qualcuno è un business. 

… continua a leggere su SoldiExpert Lab

SoldiExpert LAB SoldiExpert LAB