Crisi energetica: Europa e Cina sono le più colpite. Ecco perché

La crisi energetica continua a preoccupare i mercati. In particolare, Europa e Asia sono le aree che stanno più soffrendo. Ecco perché

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Quali e in quale misura sono state le aree più colpite dalla crisi energetica? Secondo un interessante report di Amundi Asset Management che riportiamo integralmente Europa e Cina, per la crisi energetica, stanno soffrendo di più rispetto ad altre aree perché sono quelle che importano le maggiori quantità di gas naturale.

Inoltre, le turbative del settore energetico avranno ripercussioni sull’inflazione e peseranno anche sulla crescita. Vediamo gli aspetti principali.

 

 

Crisi energetica: la domanda di elettricità è a livelli record

 

Dall’inizio dell’estate, si è assistito a un repricing significativo di diverse materie prime legate all’energia. Nonostante all’origine di questa situazione vi siano numerosi fattori interconnessi tra di loro (molte strozzature stagionali legate alla ripresa), il catalizzatore è stata la forte domanda globale di elettricità.

Secondo l’Agenzia internazionale per l’Energia (AIE), la domanda mondiale, dopo essere scesa nel 2020 di circa l’1% per via del Covid, dovrebbe evidenziare un aumento di quasi il 5% nel 2021 e di poco meno del 5% nel 2022, con incrementi quasi doppi rispetto alla media annua decennale (2,7%).

Un tale fenomeno si è verificato in un momento in cui la transizione ecologica e la lotta globale al cambiamento climatico si sono intensificate e in cui vengono quindi limitate le emissioni di carbone, soprattutto nell’UE e in Cina.

 

 

Europa e Cina in difficoltà

 

L’Europa e l’Asia, secondo gli esperti, si trovano in una posizione scomoda per quanto riguarda la produzione di gas perché da sempre sono i maggiori importatori netti e il deficit da colmare nei prossimi anni sarà quindi enorme.

 

Gas naturale: deficit/surplus dal 2021 al 2021

 

In Europa, le pressioni sulla domanda di gas naturale sono diventate eclatanti perché l’aumento del fabbisogno è stato soddisfatto a fatica dai due fornitori principali (Russia, Norvegia). In Cina, complice un’estate torrida e asciutta, la domanda di energia è stata considerevole. In genere, circa il 65% del consumo di elettricità è alimentato dal carbone e il 17% dall’idroelettrico.

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