CRISI DI GOVERNO: PER L’ECONOMIA E LE BORSE POTREBBE ESSERE QUELLO CHE CI VOLEVA

 

Chi evocava l’Apocalisse in caso di vittoria del No è rimasto ieri deluso. Piazza Affari è scesa ma di un modesto 0,2% dopo una giornata in cui ha oscillato fra il -2% e il +1%. E’ certo presto per dire che l’effetto del voto al referendum costituzionale è tutto qui ma evidentemente l’esito della consultazione era ampiamente previsto dal mercato e le dimissioni di Matteo Renzi non sono state considerate a questo punto qualcosa di traumatico.

E’ stato il comparto bancario come era lecito aspettarsi il più bersagliato dalle vendite mentre a trainare Piazza Affari all’insù come accade da diverse settimane sono stati i titoli industriali e più esposti ai positivi effetti del super dollaro e della crescita attesa del mercato nordamericano.

Da Buzzi Unicem a LeonardoFinmeccanica, da Fiat Chrysler a CNH Industrial, da Tenaris a Luxottica.

Una crisi di governo non significa d’altra parte un andamento negativo dell’economia e anzi sono numerosi nella storia italiana e mondiale i casi in cui le Borse e l’economia hanno marciato all’insù meglio proprio nei periodi di vuoto di governo.

 

Dal Belgio nel periodo 2011-2012 (540 giorni senza governo) alla Spagna rimasta 10 mesi senza esecutivo che nell’ultimo anno prima dell’insediamento del governo Rajoy a ottobre ha visto il paradosso di un’economia andare a pieni giri con una crescita del Pil del +3,2% mentre i partiti cercavano inutilmente andando 2 volte alle elezioni di trovare un quadra.
Accadeva qualcosa del genere anche nell’Italia degli anni ’70 e ’80 nelle numerose crisi di governo dell’epoca dove Piazza Affari saliva in modo significativo nei periodi di vuoto secondo un principio paradossale ben espresso sul caso spagnolo da  Juan Tugores, Professore di economia dell’Università di Barcellona: “L’economia ha una sua inerzia ed in ogni caso in Spagna c’e un governo in funzione per la gestione dell’ordinaria amministrazione. Spesso gli interventi pubblici aumentano le distorsioni ed il malfunzionamento dell’economia; quando la politica non incide per un determinato periodo (anche nel caso dell’assenza di un governo) l’andamento dell’economia non ne risente”.

Nel caso italiano poi la crisi di governo costringerà si confida il nuovo esecutivo a concentrarsi su pochi affari e priorità: la legge elettorale e la sistemazione delle grane bancarie. Monte dei Paschi di Siena ma non solo…
Finendola una volta per tutte con la storia che abbiamo il sistema bancario più solido del mondo e che i banchieri (italiani o stranieri) sono in grado di risolvere i problemi dei banchieri.
E il fatto di essere senza un governo saldo potrebbe esserci d’aiuto nei confronti di Bruxelles e di Francoforte per far passare più facilmente la sistemazione del settore e la ricapitalizzazione per mano anche pubblica ricevendo qualche “nein” in meno.

Di questo e sui temi del momento a Piazza Affari si è parlato durante il consueto collegamento del martedì nella trasmissione “Caffè Affari” su Class CNBC.

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