CROLLO DELL’ORO E DELL’ARGENTO. E SE FOSSE COLPA DEI MAYA?

Vi è qualcosa di beffardo ad assistere al crollo dei metalli preziosi con l’oro e l’argento che in poche sedute hanno perso il 15% e si sono allontanati dai massimi segnati nel settembre 2011 (1920 dollari) del 30%. Un calo solo ieri del 10%, il crollo più forte da 30 anni a questa parte con una volatilità mai vista che secondo la statistica si dovrebbe verificare una volta ogni 2 milioni di anni. Ebbene ieri si è verificata con il prezzo dell’oro che è crollato in poche ore di oltre 150 dollari l’oncia. Il famoso “cigno nero” o meglio “dorato”.

Proprio quando da qualche tempo il messaggio di comprare l’oro (o altro metallo prezioso) come investimento “sicuro” aveva contagiato anche risparmiatori insospettabili che non avevano saputo resistere a questo appello, buttandosi chi sull’Etf sull’oro o sull’argento come L’ETF Physical Gold (Isin JE00B1VS3770) o l’ETF Physical Silver (Isin JE00B1VS3333). E c’era chi invece aveva preso questo consiglio in modo “reale”, optando per sterline Elisabetta o marenghi o addirittura lingotti e lingottini: cosa c’è di più “sicuro” e a prova di Apocalisse e ritorno nelle caverne di avere qualche pepita in casa o nella cassetta di sicurezza?

 

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Le cose non stanno andando ora per il verso giusto perché l’oro o l’argento che prima dovevano ”solo” salire ora sembrano “solo” voler scendere e le stesse banche d’affari che solo nello scorso autunno indicavano target price per gli anni a venire fra i 1900 dollari e i 2500 dollari l’oncia, immaginando nuovi massimi per effetto del Fiscal Cliff o della crisi dell’Euro o della patata americana ora con grande nonchalance abbassano le previsioni e se prima quando saliva vedevano rosa ora perché scende vedono grigio o nero.

Ed è ulteriormente beffardo vedere che fra coloro che più si stanno scottando con la caduta dell’oro vi è quel gestore di hedge fund,  John Paulson, divenuto celebre e arci-miliardario per aver previsto la crisi dei subprime 2007-2008 tanto da diventare il gestore più pagato al mondo e l’elezione per acclamazione dei media di tutto il mondo nell’Olimpo dei Guru. Peccato che dopo quella speculazione (dove è possibile che aveva anche le carte segnate secondo alcuni dei suoi ex collaboratori) non ne abbia imbroccata quasi più nessuna (ha insomma perso il tocco di Re Mida è il caso di dire) e avendo puntato proprio massicciamente sull’oro (che consigliava di comprare a man bassa e aveva convinto molti maxi clienti danarosi a seguirlo nel suo hedge fund dedicato) potrebbe averci rimesso qualcosa come un miliardino di dollari di fortuna personale.

Cosa sta succedendo al metallo giallo? Se vogliamo dirla è quasi un giallo.
Perché a ben vedere molti dei motivi che dovrebbero sostenerne il rialzo non sembrano fare alcun effetto, anzi al contrario…
Fra le ragioni dei sostenitori a oltranza vi è quella che solo l’oro come i metalli preziosi hanno il potere di non svilirsi di fronte all’orgia tipografica delle banche centrali di tutto il mondo che continuano a stampare moneta o carta per cercare di defibrillare le economie e salvare le banche. In Gran Bretagna come negli Stati Uniti, in Europa come in Giappone l’iniezione di liquidità è arrivata a livelli record per sostenere il Sistema.

E già questa ragione da “manuale” avrebbe dovuto spingere al rialzo l’oro e invece è accaduto il contrario.
Già, cosa è accaduto? Sarà spietato dirlo in questo modo soprattutto per chi pensa al mito dell’efficienza dei mercati e alle soluzioni facili e sicure ma se l’oro è sceso è perché vale la legge del mercato. Secondo la teoria e i guru del rialzo “secolare” l’oro doveva solo salire.

Nella realtà il prezzo si forma dall’incontro fra la domanda e l’offerta. E da qualche tempo le danze sono in mano a chi vende il metallo giallo. E negli ultimi giorni una valanga d’oro è arrivata sul mercato, facendone crollare il prezzo e portando nella discesa con un effetto domino altre vendite di chi non aveva più la forza finanziaria o psicologica di mantenere ancora in piedi la posizione.

Solo nella seduta di ieri si sono visti in poche ore sul Comex, il mercato dei future più importante al mondo, due ordini di vendita per un totale di 400 tonnellate d’oro. Se considerate che la produzione mondiale è di circa 2500 tonnellate l’anno potete facilmente capire come questi due ordini piazzati da alcuni hedge fund abbiano contribuito in modo determinante al massacro di Fort Knox, alimentando le vendite successive con la rottura di importanti supporti.

A voler cercare delle ragioni fondamentali per spiegare il momento negativo dell’oro c’è chi dà la colpa a Cipro ora che Mario Draghi ha confermato che questo piccolo Stato in mezzo al Mediterraneo potrebbe vendere buona parte delle sue riserve auree per contribuire alla copertura di qualsiasi perdita sulla liquidità di emergenza che la BCE, attraverso la Banca centrale cipriota, ha fornito alle banche del Paese.

Ma le riserve auree di Cipro (meno di 14 tonnellate) non sono quelle di Fort Knox e sono poco più di una goccia (valore intorno ai 400 milioni di euro) nell’oceano di questo mercato.

O forse i mercati temono ora che in futuro anche altri Paesi in crisi della zona euro possano considerare la vendita delle loro riserve auree con l’Italia magari in prima fila visto che ne detiene ben 2400 tonnellate, 170 volte più di Cipro.

C’è chi attribuisce la caduta rovinosa di questi giorni dell’oro al rallentamento dell’economia cinese che nel primo trimestre è salita “solo” del +7,7%. Un rallentamento nella crescita che fa temere che Cina e India, fra i più grandi acquirenti di oro, possano togliere il piede dall’accelleratore degli acquisti delle Banche Centrali. C’è chi addirittura sostiene che il crollo di ieri sia dovuto al fatto che per gli americani era l’ultimo giorno di pagamento delle tasse e in zona Cesarini molti contribuenti, per pagare con gli ultimi spiccioli le tasse allo Zio Sam, si sono messi a vendere l’oro di famiglia.

 

 

E naturalmente c’è fra i commentatori chi dà la colpa del calo del prezzo dell’oro all’apprezzamento del dollaro o persino alle banche centrali colpevoli di stampare troppa carta. Sic. Ma questo fino all’altro ieri non era uno dei motivi per cui il prezzo dell’oro, bene reale per eccellenza, doveva solo salire? Proprio perchè era il baluardo “più sicuro” per tutelare il potere d’acquisto contro l’eccesso di moneta in circolazione e tutte le bolle finanziarie? Vai a capire l’economia salvo che qui non ci siano di mezzo i Maya e la civiltà azteca (manca una tesi di questo tipo e probabilmente arriverà a breve) che hanno deciso di vendicarsi dei “conquistadores” spagnoli e portoghesi che razziarono l’oro e l’argento del centro America dopo la scoperta dell’America facendo partire centinaia di navi (o per meglio dire “flotas” accompagnati da 2 a 8 galeoni armati con il compito di proteggerle dalle navi dei pirati e dei bucanieri in attesa di tentare l’assalto ai vascelli carichi di oro e argento) da Veracruz in Messico, Trujillo in Honduras, a Nombre de Dios a Panama e Cartagena in Colombia.

Il giallo del giallo coinvolge così anche commentatori ed esperti ma per un risparmiatore che vuole apprendere qualcosa da questa storia e farne tesoro (ancora più di monete d’oro e lingotti) la morale (e scusatemi se ci ripetiamo) è sempre quella. A parte naturalmente fare merenda con la Girella come diceva una reclame pubblicitaria di quando portavo i calzoni corti.

Il brusco calo dell’oro con una discesa che nella teoria dove verificarsi ogni 2 milioni di anni ci ricorda che non esistono investimenti arci-sicuri e facili o senza rischio.

Non lo può essere la materia prima più nobile come nessuna azione, fondo, obbligazione o titolo di Stato perché i mercati cambiano e nulla è per sempre.

Purtroppo per molte coppie nemmeno la fede nuziale d’oro. Per questo motivo da molti anni cerchiamo di spiegare la necessità e l’utilità di un approccio flessibile in qualsiasi investimento dove non ci si atteggia o si crede ai guru ma si danno regole d’entrata e di uscita (a proposito il segnale di vendita sull’oro nei nostri portafogli di SoldiExpert SCF l’avevamo dato lo scorso 17 dicembre 2012 con l’Etf Phisical Gold a 125,76 mentre oggi vale 102,79) e si cerca di seguire dove va il mercato piuttosto che prevederlo o andarci contro.

Un approccio magari meno eccitante di chi crede ai guru, agli investimenti sicuri e alle virtù del lungo periodo ma sicuramente più redditizio (e lo dicono oltre 10 risultati reali dei nostri portafogli e della nostra consulenza). In ogni caso per chi cerca parole di conforto sull’oro e sui metalli preziosi ci prova il quotidiano Libero di questa mattina: “L’oro tornerà a brillare. Fra 10 anni”. Così dicono ora i soliti esperti interpellati dal giornalista. Che spiegano che dopo ulteriori ribassi l’oro prima o poi risorgerà. Già, se non sale scende e viceversa. I giudizi dei soliti esperti e guru.  Pagati a peso d’oro…ma che rifilano previsioni patacca. A tutti coloro che ci credono ancora.

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