Crowdfunding: SixthContinent puntava al Nasdaq e ora ha chiesto il concordato. La “nuova finanza” ha le stesse insidie della “vecchia”, mai dimenticarlo

Il commento ai mercati di Salvatore Gaziano nella Lettera Settimanale. Focus sul crowdfunding e il particolare caso di SixthContinent.

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La scorsa settimana, nonostante tutto, i mercati azionari hanno visto gli indici salire quasi ovunque malgrado le preoccupazioni per la variante Delta o quella Lambda sudamericana (da non confondere con la lambada), il possibile rallentamento cinese e il boom del mercato del lavoro Usa, che è una buona notizia, ma che potrebbe diventare meno buona se gli Stati Uniti decidessero di moderare gli aiuti o far risalire anticipatamente i tassi d’interesse.

Cercare di investire facendo gli aruspici, in verità, non è una grande strategia e i nostri portafogli consigliati continuano a fare egregiamente il loro lavoro: alcuni titoli che sembravano delle “scommesse azzardate” (per qualcuno), ci stanno dando grandi soddisfazioni ma è bene restare con i piedi per terra perché i mercati funzionano come dei pendoli ed è sempre bene ricordarlo.

Nessuno sa, naturalmente, quando il pendolo cambierà improvvisamente marcia e per questo motivo è bene ragionare su portafogli diversificati, per asset e strategia; almeno questo è uno dei valori aggiunti che cerchiamo di fornire ai piccoli e grandi investitori, con l’aggiunta di una bella dose di trasparenza, visto che ci facciamo pagare per la nostra consulenza solo a parcella (e non a provvigioni da banche e intermediari): in questo siamo un’eccezione fra coloro che sono iscritti al registro degli intermediari e dei consulenti e quindi soggetti vigilati (non apprendisti stregoni).

 

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Quando i mercati sono effervescenti e i guadagni sembrano facili le opportunità di “fare soldi” sembrano come le ciliegie, una tira l’altra e nel “campo dei Miracoli” ci si buttano in tanti.

Risparmiatori che vogliono bruciare le tappe e, naturalmente, anche un esercito di lesti e furbi venditori che hanno un “sogno” sempre pronto da vendere: pazienza se talvolta è poco convincente dal punto di vista del business, venduto a carissimo prezzo oppure irregolare.

Per Salvatore Bragantini, ex commissario Consob, occorre “proteggere la gente dalla propria follia. Occorre aprire un controllo sul grado di consapevolezza del rischio quando un risparmiatore retail acquista fondi chiusi o accede a una piattaforma di crowdfunding” e in questi anni abbiamo provato, nel nostro piccolo, a spiegare queste cose perché, come dice Maurizio Bufi, ex presidente dell’Anasf, l’Associazione dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, “non è detto che le imprese in cui si investe avranno tutte un domani meraviglioso e magari nemmeno un domani qualunque”.

Mi è venuto in mente questo discorso perché in campagna, dove mi trovo ora nelle Langhe, ho ritrovato in un computer una serie di appunti che avevo messo giù quando ci aveva contattato un professionista di queste parti che voleva un nostro parere, formulato poi in maniera molto negativa, “su una società del futuro pronta a esplodere e diventare un caso mondiale e dove poteva diventare un’azionista prima di altri e beneficiare quindi della crescita vorticosa del prezzo delle azioni” (parole sue).

Il nome di quella società era SixthContinent (commercio elettronico nel campo dei buoni spesa ovvero shopping card che generano punti e guadagni con l’utilizzo, l’acquisto e il consiglio ad amici e parenti) e la settimana scorsa sono successe due cose particolari su questa società.

L’autorità garante per il mercato ovvero l’antitrust (AGCM) ha sanzionato nuovamente questa società per “irregolarità reiterate” per 3 milioni di euro e, inoltre, la branch italiana (SIXTHCONTINENT FACTORY S.R.L) ha chiesto al Tribunale di Milano il concordato preventivo per cercare di garantire la continuità aziendale.

Contro questa società ampiamente pubblicizzata dalla trasmissione tv su Italia 1 “Le Iene” (ma anche da altri molti siti che pubblicavano e rilanciavano i contenuti sponsorizzati) vi è anche in corso una class action presentata da alcune associazioni di consumatori mentre la società, fondata da Fabrizio Politi (già noto alle cronache per altre iniziative imprenditoriali e non solo), dichiara che è rimasta vittima di una “frode loop”. Il sito Fanpage lo scorso anno aveva raccontato con un video la situazione intricata, ma sempre lo scorso anno, su siti e giornali anche importanti, si poteva leggere della quotazione quasi imminente di SixthContinent sul Nasdaq o suppergiù.

Materia abbastanza complicata da raccontare (e non siamo giudici) ma che evidenzia come non tutti i business “innovativi” vanno sempre benissimo e qualche domanda critica è sempre bene farsela prima di investire su progetti, talvolta seducenti sulla carta, che sembrano promettere la moltiplicazione degli zecchini d’oro. E quello delle carte fedeltà elettroniche con cashback è un terreno spesso minato (al di là del caso Sixthcontinent) e talvolta legato anche a iniziative dubbie di multilevel marketing che possono sconfinare anche in veri e propri schemi Ponzi, spruzzati ultimamente anche da token e criptovalute per acchiappare più facilmente i gonzi.

Di SixthContinent molti risparmiatori italiani erano diventati soci grazie al crowdfunding, ovvero il “finanziamento della folla”, dall’inglese ‘crowd’ (folla) e ‘funding’ (finanziamento). Raccolta di fondi, per lo più tramite Internet, attraverso piccoli contributi di gruppi molto numerosi che condividono un medesimo interesse o un progetto comune oppure intendono sostenere un’idea innovativa.

Un’iniziativa che era stata presentata, al lancio, anche come un social network di consumatori che, grazie ad una app e a un sito, sarebbero stati in grado di indirizzare i propri acquisti verso le aziende che operano in equilibrio tra i profitti generati e la ricchezza diffusa nella comunità. Tutto bellissimo con le solite parole di gran moda: guadagnare bene facendo del bene.

Nulla di demoniaco, naturalmente, in questo strumento, ma al di là delle possibili agevolazioni fiscali (spesso un incentivo assurdo, per molti, a compiere scelte finanziarie) previste per il crowdfunding la morale è sempre quella: non è fai “merenda con Girella” (una vecchia reclame pubblicitaria) ma è l’importanza di valutare bene in cosa si investe, quanto e se il prezzo offerto è “fair”, ovvero giusto, sia che vi propongano di investire in razzi, bambù, lombrichi o champagne.

La nuova finanza non è sempre il futuro, nemmeno quando quella vecchia (vedi il caso MPS) il futuro se l’è bruciato.