ECCO CHE COSA STA SUCCEDENDO SUI MERCATI E COSA FARE (E NON) DOPO UN’ ESTATE CALDISSIMA

E’ stata un estate torrida e ricca di “cigni neri” che ha deluso chi si ricordava di quegli agosti dove una volta a Piazza Affari e nelle borse di mezzo mondo con pochi scambi tutto saliva.

Ma non è stata nemmeno un’estate drammatica a patto di non detenere massicciamente quello che prima era “in” ed è improvvisamente diventato “out”.

Questo è l’andamento di alcuni titoli e indici da fine giugno 2018 a fine agosto sul mercato azionario :

Un andamento come risulta evidente a “macchia di leopardo” dove sul fronte azionario la locomotiva Usa ha continuato a tirare e superare non solo i nuovi massimi (trascinando cosi l’indice MSCI World che rappresenta il paniere mondiale della azioni e dove il peso degli USA è maggioritario) e realizzando il più lungo “rally” rialzista della storia.

Sul fronte obbligazionario la situazione è più complicata perché l’andamento è stato piatto o addirittura negativo e molto negativo ad eccezione di pochi comparti.

 

L’ECONOMIA USA STA FACENDO IL VUOTO INTORNO

Gli Stati Uniti come una calamita attirano il denaro caldo degli investitori di mezzo mondo alla ricerca di maggiore protezione e anche la politica di fine dell’espansione monetaria annunciata da tempo dalla Fed con il ritorno al rialzo dei tassi d’interesse contribuisce a questa situazione in un’economia che trimestre dopo trimestre mette a segno record nella crescita del Pil (+4,2% nel secondo trimestre mentre l’Italia con +0,2% è l’unica delle principali 7 economie dell’area Ocse a subire una frenata e le baruffe politiche qui c’entrano poco), record al ribasso nel tasso di disoccupazione e record negli utili societari grazie anche all’effetto “mani di forbice” operato dall’amministrazione Trump con un riforma fiscale che ha portato al 21% l’imposizione per le imprese (prima era il 35%) e al 37% per i privati (prima era 40%) senza contare deduzioni, agevolazioni fiscali e le nuove norme in materia di tassazione delle proprietà immobiliari e delle eredità.

Nel mondo i dati economici restano, comunque, complessivamente positivi, nonostante qualche segnale di decelerazione proveniente dall’eurozona e dalla Cina. Le seconde trimestrali del 2018 hanno sorpreso positivamente negli Stati Uniti (rivelando un tasso di crescita degli utili del 25% anno su anno), mentre in Europa si sono rivelate in linea con le attese.

Potrà essere magari discutibile e kitsch Donald Trump in molte cose (a partire dalla capigliatura) ma quello che ha promesso in campagna elettorale ai suoi elettori lo sta realizzando e anche la revisione degli accordi commerciali e la politica dei dazi usata come clava ha portato il Pil Usa a oltre 20.400 miliardi con un boom che non si vedeva da tempo anche delle esportazioni…

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