(Denaro & Lettere) L’UOMO CHE NON VUOLE PIU’ SENTIR PARLARE DI INVESTIMENTI

La storia che raccontiamo grazie a questo nostro attento lettore (nonché bravo scrittore) è emblematica: scottato pesantemente da perdite ingenti su passati investimenti, travolto anche da un senso di colpa per aver creduto nella persona sbagliata, non riesce più a prendere in considerazione alcuna forma di investimento che vada al di là dei pronti contro termine. Questo investitore sa che sta sbagliando e sa che ha sbagliato ma non riesce a sbloccarsi. Umano, molto umano. La reazione tipica alla paura generata da un evento percepito come pericoloso è l’immobilismo. Come racconta questo risparmiatore con grandi doti di introspezione.

Gent.ma, leggo sempre con attenzione e piacere le vostre mail e non ultimo l’interessante articolo di suo marito  sui possessori di liquidità… dappertutto a partire dalla mia banca (che si è rassegnata) mi ridono dietro, come se avere liquidità equivalesse a morte economica certa. E’ un pò vero. Mi fanno vedere grafici e performance e di cosa mi sono perso e mi mangio le mani del mancato investimento. Io che non compro nemmeno PCT  allo 0,50% annuo.

L’inflazione erode, il potere di acquisto diminuisce, tutto vero ma la paura di incappare in perdite eclatanti resta altissima soprattutto per chi come me ahimè in passato è stato vittima di uno schema Ponzi (una truffa finanziaria dove i soldi degli ultimi servono a pagare i primi fino a quando non ci sono soldi più per nessuno degli ultimi malcapitati investitori, ndr).
Lei sa bene cos’è per cui sono il cliente (non cliente)  più difficile del mondo,  relativamente intelligente a capire che bisogna investire con metodo  ma psicologicamente bloccato  dalla perdita e dalla poca resistenza all’evento negativo  per cui si genera stallo e immobilità. Che fare? Prima o poi troverò il coraggio di investire e farmi consigliare magari da voi ma io piemontese trapiantato molto concreto e attento  il web non lo amo,  le persone con le quali opero le devo vedere di persona, non riuscirei a fare un contratto a distanza soprattutto di tipo finanziario..”

Saluti C.

 

Una lettera molto interessante. E da parte nostra naturalmente nessun problema a incontrarsi di persona. Siamo a disposizione via telefonica, via skype e anche presso le nostre sedi per incontri “one to one” quando ci viene richiesto. Questo risparmiatore in verità ci ha dato all’ultimo “buca” almeno un paio di volte negli ultimi mesi a appuntamenti già fissati nella sua città dove ci trovavamo per lavoro. Ma comprendiamo la sua situazione e può capitare di dover cancellare all’ultimo un appuntamento per altri eventi. In ogni caso la paura come si dice fa novanta e probabilmente questo risparmiatore non è ancora pronto per affrontare il mondo degli investimenti. A meno che non sia la banca a chiamare. Ma anche in questo caso prima sembra essersi sbloccato poi nuovamente fa marcia indietro. Mi scrive infatti qualche giorno dopo.

“Pensi che oggi sono andato dal mio promotore anche un pò spinto da mia moglie desiderosa di capire come mai avevamo tutta la liquidità ferma e io bloccato e timoroso. Io non sono un esperto ma di finanza sono appassionato per cui leggo e compro giornali ma sto alla finestra.

Comunque questo promotore donna che non mi stressa perche mi conosce, è riuscito a convincermi su un prodotto, stamattina dopo essere uscito con un polizza united linked da 50.000 euro  mi sono detto “”ma sei proprio scemo?” come se non sapessi dei caricamenti alti o della tassazione nuova che le penalizza etc etc.  L’ho fatto per mia moglie che è venuta ad ascoltare ma di finanza non sa nulla… io l’ho assecondata ma sapevo di fare un errore..

Come diceva suo marito il foglietto ” ad uso esclusivo del private banker della banca” ha colpito. Punti di forza differimento d’imposta compensazione fiscale, esenzione caso morte, esclusione asse ereditario. Poi mi sono andato a leggere i lati negativi: caricamenti mediamente del 2% (per 50000 euro) oltre a commissione di gestione del 2% per linee non protette…e non siamo nemmeno partiti e siamo al 4% ma al netto delle tasse cosa può rendere? Boh dipende dal profilo che per ovvie ragioni si è scelto aggressivo se no con una gestione prudente quando mai puoi guadagnare l’8% calcolando che 4.60% se ne va per avere una gestione protetta?

Quando sono uscito dopo 3 ore di chiacchierata mi sono detto ma io ho bisogno di questa polizza? Risposta non so, perchè l’ho fatta?

Dopo mezz’ora ho telefonato e l’ho bloccata… cosa che la promotrice si aspettava perchè mi conosce. Mi tengo la mia amata liquidità e sono felice in attesa di  vedere come si evolve il nodo Grecia e cosa accadrà ai mercati.”

 

Sui mercati c’è sempre qualche “nodo” da risolvere che sconsiglia di avventurarsi in Borsa. C’è sempre in ogni momento dei mercati un vento contrario per chi investe…può essere la Grecia, la guerra valutaria cinese, i Paesi Emergenti, la Russia…dipende solo dal momento storico e elementi di preoccupazione sui mercati ce ne sono sempre come abbiamo spiegato in questo articolo. Il “giorno perfetto” per investire non esiste. Si inizia a investire sapendo che nel breve si potrà anche perdere e tanto. Se non si è disposti a correre questo rischio meglio astenersi del tutto e sopportarne anche i lati negativi.

 

Non solo non c’è il “giorno perfetto” quando si investe. Ma non c’è né il prodotto perfetto né quello da evitare sempre come la peste. Non ci sono prodotti finanziari “buoni” o “cattivi” in assoluto. Le polizze unit linked (soprattutto quelle di diritto estero) risolvono problemi difficilmente risolvibili con altri strumenti più semplici: scegliere anche personalmente il gestore dei propri investimenti pur comprando un prodotto di una Compagnia Assicurativa; pagare in modo più equo le tasse sulle rendite finanziarie; delocalizzare legalmente all’estero parte del patrimonio; avere (in alcuni casi è possibile) una garanzia del premio versato a favore dei beneficiari; possono essere usate a scopo successorio a favore di persone che non fanno parte dell’asse ereditario; sono impignorabili e insequestrabili. A fronte di questi benefici hanno dei costi. Ma il mercato ne offre di molto care e di meno care. L’importante è sempre quello che c’è dentro: sono prodotti finanziari e se chi le gestisce non ha una strategia di investimento valida non produrranno nel tempo risultati aggiustati per il rischio migliori dell’andamento dei mercati sottostanti ma soprattutto provvigioni a favore di chi le colloca.

Chi ha subito un danno è pericoloso, sa di poter sopravvivere” è la frase clou del film “Il Danno” di Louis Malle tratto dal romanzo omonimo di Josephine Hart. “Le persone danneggiate sono pericolose. Sanno di poter sopravvivere… È la sopravvivenza che le rende tali… perché non hanno pietà. Sanno che gli altri possono sopravvivere, come loro ».

Chi ha subito perdite in Borsa sa benissimo di poter sopravvivere ma fuggirà probabilmente per sempre dal rischio di subire nuove perdite. Due docenti della Business School di Copenhagen (Steffen Andersen e Morten Soresen) hanno dimostrato che un risparmiatore che subisce una perdita investendo tende a diventare prudente per sempre ma solo se i soldi andati in fumo erano suoi. Se la stessa devastante perdita fosse stata subita da un amico o da un parente il blocco ad effettuare investimenti è temporaneo. Già sua moglie è meno restia a investire.

Lei che ha subito un danno sulla sua pelle ha un blocco “permanente”. Non so come si possa sbloccare. Probabilmente più che un consulente finanziario le sarebbe d’aiuto uno psicologo almeno per togliere quel senso di colpa per essersi fatto portare via i soldi da colui che l’ha reso parole sue “incapace di investire”. Sono passati molti anni da allora ma Lei non è ancora guarito.

Paura

Spero che un giorno ci racconterà la storia della truffa finanziaria in cui è stato coinvolto. Capirsi e conoscersi in modo profondo come Lei si conosce e si capisce relativamente al denaro è un ottimo primo passo per diventare buoni investitori. Detto questo a un certo punto bisogna “gettare il cuore oltre l’ostacolo”. Ma essendo stato scottato in passato non è che può semplicemente alzarsi una mattina e farlo semplicemente. Deve convincersi prima che è la cosa giusta da fare.

Investing Fear

La cosa peggiore per noi consulenti finanziari (indipendenti e non) è il risparmiatore incerto, quello che inizia a investire ma ha paura anche della sua ombra e dopo qualche mese appena il mercato storna abbandona. E si rafforza nella sua idea di aver fatto anche questa volta un cattivo investimento. La mancanza di pazienza non gli permetterà mai di farne uno buono.

L’altro giorno giocavo a Monopoli con mia figlia Anna 5 anni. Dopo pochi minuti piangeva disperata. Aveva subito visto scemare più di tutti gli altri giocatori il suo gruzzoletto iniziale perché aveva dovuto comprare la casella più cara. Ho cercato di spiegarle che tutte le volte che saremmo passati su quella casella le avremmo dato un bel po’ di bigliettoni come pedaggio e quindi era solo questione di tempo e… ci avrebbe spennati. Niente da fare. Giù lacrime. Si era ripresa da poco perché passando dal via aveva vinto 2 euro ma pochi secondi dopo era stata costretta a privarsi di un euro perché era finita sulla casella sbagliata. Ho cercato di spiegarle che se guadagna 2 e poi perde 1 rimane in guadagno di 1 ma non c’è stato verso. Piangeva come una pazza e le ho anche fatto un video come prova documentale che la paura di perdere…soldi, anche finti, ce l’abbiamo già da piccoli…
Anna ha 5 anni e ancora non comprende molto la differenza fra soldi veri e virtuali ma la paura di perdere è qualcosa che come insegna la finanza comportamentale è “inside” (ovvero è profondamente radicata dentro di noi).

Ho spiegato a mia figlia che erano soldi virtuali e che comunque per guadagnare bisogna prima investire. Come la storia del seme e del fiore. E quello che conta non è non subire perdite ma la differenza tra guadagni e perdite.

Il giorno dopo mia figlia ha voluto rigiocare a Monopoli. Le ho detto “Ma sai che rischi di perdere vero?” E lei mi ha risposto “Non importa mamma fa parte delle regole del gioco.” Mi è sembrato un bel passo avanti.

Anche mio marito molti anni fa a causa del fallimento di un agente di cambio ha perso molti soldi della sua famiglia. L’agente di cambio (erano gli anni ’80) è stato dichiarato insolvente e come nel gioco del Monopoli ha dovuto ripartire dalla casella di partenza. Dopo qualche tempo passato a macerarsi nei sensi di colpa ha voltato pagina (e ha reiniziato naturalmente a investire, cercando di fare tesoro di quello che aveva appreso) e oggi è arrivato addirittura a pensare che quell’evento all’inizio tragico dal punto di vista finanziario abbia in realtà contribuito a cambiare in senso positivo la sua vita. E quel capitale perduto che sembrava immenso è stato poi ampiamente recuperato grazie ai guadagni conseguiti e reinvestiti anno dopo anno e naturalmente affrontando anche le inevitabili cattive annate.

Un cattivo investimento è come un matrimonio fallito o un amore non corrisposto. A un certo punto bisogna metterci una bella pietra sopra. Se non si riesce a pensare “Questa volta è diverso” significa che i tempi non sono ancora maturi per una svolta, sia che si tratti di matrimoni sia di patrimoni.

 

Pronto per il volo

 

Il Blog di SoldiExpert SCF

Cerchi consigli per investire in modo
intelligente i tuoi risparmi?

Affidati ai professionisti della
consulenza finanziaria indipendente di
SoldiExpert SCF

PARLA CON NOI

Scopri cosa possiamo fare per il tuo piccolo o grande patrimonio e contattaci per fissare un primo appuntamento telefonico gratuito con uno dei nostri consulenti

PARLA CON NOI