DEPOSITI BANCARI E CONTI DEPOSITO: I TUOI SOLDI SONO VERAMENTE AL SICURO? (tra moglie e marito)

Roberta Rossi è un consulente finanziario indipendente ulente finanziario indipendente responsabile della consulenza personalizzata di SoldiExpert SCF . Salvatore Gaziano si occupa da oltre 10 anni delle strategia d’investimento di SoldiExpert SCF dopo aver lavorato per molti anni come giornalista finanziario. Oltre che nel lavoro formano una coppia anche nella vita e in questo diario commentano i fatti più importanti della settimana senza censure e con un pizzico d’irriverenza. Con una rubrica molto “familiare”…

Salvatore Hai visto l’email che ti ho girato? Me l’ha inviata un amico. E’ una email che una promotrice finanziaria di uno dei gruppi che raccoglie di più in Italia invia ai suoi clienti. Il titolo della email è “Facciamo presto“.

RobertaFacciamo presto” a fare che?

Salvatore A portarle i soldi direi. La promotrice dice ai propri clienti di essere “a completa disposizione per adottare le soluzioni più congrue alle Vostre specifiche esigenze, ma mi raccomando… fate presto!” Nella mail allega un articolo pubblicato sul Sole 24Ore intitolato “Cipro, ecco quali investimenti si salvano dal prelievo forzoso”. Fa un ingrandimento di due parti dell’articolo. Quello in cui si dice che “a Berlino c’è già chi invoca una tassa patrimoniale in Italia per tagliare il debito del nostro Paese” e quello in cui si dice che “in questi momenti di crisi” i “fondi comuni di vario tipo” permettono di diversificare il proprio investimento…

Roberta Scommetto che i fondi comuni sono i prodotti principali che colloca la società per cui lavora la promotrice…

Salvatore Come diceva Andreotti “A pensar male a pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca”. Sembra proprio che la promotrice cerchi di fare leva sulla paura degli italiani di fare la fine di Cipro quindi di subire un prelievo forzoso sui depositi per spingerli a sottoscrivere i propri fondi…

Roberta Più che un prelievo forzoso a Cipro i soldi a coloro che detenevano più di 100 mila euro li hanno praticamente confiscati. Ma Cipro non è l’Italia. Stiamo parlando di un’isola in cui grazie a una tassazione favorevole ricchi stranieri hanno depositato una montagna di soldi. Gli asset delle banche cipriote rappresentano 7 volte il Pil dell’isola. E’ ovvio che il governo cipriota non poteva fare fronte a una crisi se non toccando i depositi. In Italia i depositi sono pari a 2,7 volte il Pil. Siamo in una situazione molto diversa anche perché non possiamo certo definirci un paradiso bancario o fiscale…

Salvatore E’ la solita comunicazione che punta dritto alla pancia delle persone. Fa leva sugli istinti più bassi, come la sopravvivenza e la protezione del gruzzolo faticosamente messo da parte e mai sulla testa. La promotrice sta cercando di parlare direttamente con il cervello antico dell’investitore, la sezione più interna del suo cervello, utilizzata per milioni di anni da ogni essere umano per sopravvivere, per combattere, per fuggire dai pericoli e per nutrirsi. E’ quello che ci accomuna gli animali. E’ una cacciatrice che sta cercando di stanare le sue prede spaventandole a morte e nel campo dell’informazione finanziaria anche alcuni siti o giornali fanno così perché sanno che è un modo per aumentare le pagine viste o le vendite.
E poi il ricordo della patrimoniale di Amato del 1992 è ancora vivo in molti italiani. E quello fu un prelievo forzoso all’acqua di rose rispetto a quello di Cipro in cui sui depositi sopra i 100 mila euro il prelievo sarà del 37,5%.

Roberta Certo come non da ora ma da anni spieghiamo ai nostri clienti questo caso ha dimostrato che chi a Cipro deteneva un fondo monetario è rimasto esente da questo prelievo che ha colpito i conti correnti. Ma nell’ipotesi che si faccia una manovra simile in Italia ci sono comunque fondi monetari e fondi monetari: non sono tutti uguali.
E questo invito a “Fare presto” mi pare un tentativo maldestro di costringere il cliente a decidere in fretta e senza pensare. Ci sono alcune tecniche di vendita che io considero manipolative e umilianti perché cercano di appellarsi ai nostri istinti più antichi come quello di sopravvivenza che volutamente mirano a evitare un confronto diretto con gli strati più esterni del nostro cervello – la corteccia cerebrale e il cervello intermedio – che sono deputati a prendere decisioni basate sui dei ragionamenti razionali, per puntare sulla parte meno evoluta, più antica, quella che ci accomuna ai primati.

Salvatore Ovvero alle scimmie. Chi utilizza queste tecniche di comunicazione cerca per prima cosa di creare nell’interlocutore il bisogno di chiamare la promotrice (i soldi che hai depositato in banca non sono al sicuro, il Governo ci può mettere le mani). E’ la fase “Pain” (panico): si fa sentire al cliente il dolore di perdere il proprio gruzzolo.
Poi si passa alla fase “Claim” (l’annunciazione) in cui si afferma di avere il prodotto giusto per risolvere il problema del cliente (i fondi comuni in questo caso). Infine c’è l’affondo finale “Fate presto” e quello virale: “fate tesoro” di questo messaggio e diffondetelo “a TUTTE le persone a Voi care!“.  C’è tanta roba in un simile messaggio…

Roberta Certo così la raccolta decolla perché non solo i suoi clienti ma tutti i loro amici e parenti vengono invitati a togliere i soldi dal conto e comprare i fondi… per evitare un eventuale prelievo forzoso. Non è certo sbagliato comprare un fondo se si teme un prelievo forzoso ma anche un’obbligazione o un’azione o un Etf proteggono da questo rischio. E né i fondi, né gli Etf né le azioni né le obbligazioni sono tutti uguali. Altrimenti si cade dalla padella alla brace. Per evitare il prelievo forzoso, che poi magari nemmeno si verifica, si vanno a comprare dei prodotti carissimi e con un pessimo track record.

In questo settore l’altro trucco tipico degli imbonitori finanziari è piazzare qualcosa che sembra fantastico visto con lo specchietto retrovisore ma se poi i mercati cambiano (e i mercati cambiano!) magari è qualcosa da cui scappare a un certo punto come dalla peste. Perché la vera consulenza non è solo dire cosa acquistare ma anche e soprattutto quando vendere!

Salvatore Già, purtroppo ci sono risparmiatori credono ancora alle soluzioni facili, pigre e per sempre; al “prodottino” che come un medicinale lo prendi e risolve tutto ovvero allo strumento finanziario che metti in portafoglio e hai risolto in modo definitivo la situazione. Ma secondo te poi chi usa queste tecniche di guerriglia per vendere i prodotti “panacea” facendo leva sull’emotività del cliente, fa vedere al cliente le performance dei propri fondi realizzate nel passato? E magari come si sono comportati nella crisi finanziaria del 2007-2008?

Roberta No. Perché abbiamo visto fondi in quegli anni anche dimezzare il proprio valore e abbiamo visto anche fondi monetari perdere un bel po’ di punti percentuali, altro che investimento sicuro! Se poi vogliamo proprio dirla tutta se mi voglio proteggere dallo scenario di un Italia in gravi condizioni finanziarie a tal punto che il governo deve mettere le mani nelle tasche dei cittadini in modo pesante, comprarmi un fondo monetario che investe soprattutto in titoli di Stato italiani non è che mi sembra proprio una genialata…. E poi se lo Stato deve intervenire perché “ce lo chiede l’Europa” non è peraltro solo sui conti correnti che può intervenire. E’ certo la soluzione più rapida e facile per raccattare soldi ma la crisi europea ha dimostrato che ci sono vari modi per fare cassa negli Stati in crisi. Come ristrutturare il debito pubblico, allungando le scadenze e/o non pagando le cedole; non pagando le tredicesime ai dipendenti pubblici o tagliando le pensioni, licenziando massicciamente nella pubblica amministrazione… Il catalogo è purtroppo vasto.

Salvatore Già tra l’altro la società di gestione di quella promotrice ha proprio il portafoglio pieno di titoli di Stato italiani…. Chissà se molti risparmiatori italiani un giorno capiranno la differenza fra chi vende prodotti e chi offre consulenza.
Ovvero di chi fa il mestiere di consigliare in modo indipendente senza ricevere retrocessioni da alcuna società di gestione. E proprio perché fa questo mestiere non può permettersi di vendere “fuffa” ma fornire invece ai risparmiatori vero valore aggiunto come quello che cerchiamo di fare noi come SoldiExpert SCF il cui lavoro non si esaurisce con la vendita di un servizio ma inizia molto prima e continua molto dopo.

Roberta Io quello che spiego a chi si rivolge a me su questi argomenti è che è fondamentale prima di tutto capire cosa si sta facendo e da che rischio ci si vuole proteggere e poi agire. Parlo alla loro testa non al loro istinto…e ragiono sui numeri. Dall’eventuale prelievo forzoso sui conti correnti ci si può salvare, lasciando ovviamente meno soldi possibili sul conto a disposizione dello Stato per un eventuale prelievo e al di là dell’ipotesi prelievo alla cipriota è poco sensato comunque tenere oltre 100.000 euro su un conto corrente o deposito. Si possono investire quindi in titoli come fondi, etf, azioni, obbligazioni ma stando bene attenti a cosa si compra altrimenti per sfuggire da un rischio se ne incappa in uno ancora maggiore! Ed esistono molte soluzioni che si possono intraprendere ma è un discorso che va affrontato cliente per cliente perché non tutti i risparmiatori sono uguali. Dipende dal patrimonio e profilo di rischio di ciascuno, dalle banche con cui opera, da come si è investiti, dalla volontà di aprire anche nuovi conti in Italia o all’estero in determinati casi: sono tante le variabili che entrano in gioco e il mio lavoro di consulente finanziario indipendente è proprio quello di curare il patrimonio del cliente e trovare soluzioni e strategie valide in qualsiasi scenario. Non una botta e via…

Salvatore Sì nel caso dei portafogli modello molti risparmiatori hanno riscoperto in queste settimane i nostri portafogli di Etf o Fondi obbligazionari dopo lo scoppio del caso Cipro. Indubbiamente nonostante uno spread basso un numero crescente di italiani sono tornati a essere preoccupati sul futuro dell’Italia e sulla sicurezza delle banche italiane. Ma anche qui come sai spesso il problema nasce dal fatto che molti risparmiatori sono investiti male. Piazza Affari andrà male da inizio anno ma i nostri portafogli azionari sull’Italia, sull’Europa o sui fondi o Etf stanno andando quasi tutti benissimo al confronto e quindi seppure uno vive in Italia mica è costretto vedere andare a fondo i propri risparmi!

Roberta Sì la voglia di aprire un conto in Svizzera o in un Paese più sicuro sta comunque tornando. Ma anche qui se si sbaglia Paese o banca si rischia di passare dalla padella alla brace e la “patrimoniale” invece che pagarla qui la si paga oltralpe!
E in effetti alcuni miei clienti della consulenza personalizzata hanno apprezzato l’invio di due Report riservati dedicati all’argomento “Giù le mani dai miei soldi: come proteggersi da eventi molto improbabili” e “Depositi, conti correnti e liquidità: sono un rischio?”. Un consulente finanziario deve offrire soluzioni non creare problemi. E’ pagato per questo. E i suoi consigli costano molto meno di quelli di un promotore finanziario o di un impiegato allo sportello bancario che normalmente cerca di rifilare la merce della casa…

Salvatore Tra l’altro se dobbiamo dirla tutta la maggior parte dei risparmiatori italiani a leggere i dati recentemente pubblicati sul bollettino della Consob ha la naturale tendenza a metter da sola la testa nel bocca del leone. Mi viene quasi da sorridere a pensare che ora molti risparmiatori si preoccupano di avere i soldi depositati sui conti correnti e conti deposito dopo che negli ultimi 3 anni non hanno fatto altro che liquidare azioni e obbligazioni e altri titoli proprio per parcheggiarli sui conti correnti.

Roberta E’ vero e questo dato pubblicato nell’ultimo bollettino della Consob ha colpito molto anche me. La ricchezza «investita in strumenti finanziari detenuta presso intermediari italiani» da parte della clientela retail, cioè da parte dai risparmiatori, è scesa da 1.985,7 miliardi a 1.269,9 in meno di due anni e mezzo (dal secondo trimestre del 2010 al terzo trimestre del 2012).
E’ certo un effetto anche della crisi economica che ha spinto i risparmiatori e le famiglie a disinvestire per procurarsi liquidità, dall’altro è montata una crescente sfiducia per gli investimenti finanziari come azioni o obbligazioni italiane o estere.
Il risultato? I risparmiatori che sono usciti così massicciamente hanno perso forti opportunità di rivalutazione in quasi tutti i mercati per accontentarsi in molti casi di un tozzo di pane. E inoltre ora sono preoccupati per avere tutti questi soldi sul conto corrente o deposito perché potrebbero venire magari tosati. Beffardo.

Salvatore Torniamo sempre al solito punto. Chi decide le scelte d’investimento spinto dall’emotività fa sempre un grave danno a se stesso come ho cercato di spiegare anche in un mio recente articolo dove ho trovato un fantastico psicologo, il professore Paolo Legrenzi, che mi ha chiarito “scientificamente” perché alcuni risparmiatori sembra che facciano di tutto per separarsi dal proprio patrimonio, prendendo decisioni sbagliate una dietro l’altra o dando giudizi distorti. E la colpa è anche del nostro cervello umano, troppo umano come direbbe il filosofo Nietzsche… Ma basta saperlo e non avere un atteggiamento presuntuoso quando si parla dei propri risparmi per non finire intrappolati da qualcuno o da noi stessi…

Roberta Che le banche italiane non siano messe benissimo è cosa nota se si guarda sia lo spread (che per i mercati è un indicatore molto importante) che la solidità patrimoniale e soprattutto la rischiosità degli impieghi. Va detto che tranne che nel caso Monte dei Paschi di Siena (dove la stessa banca ha dovuto ammettere senza precisare che un numero imprecisato di miliardi di euro ha preso il volo) in Italia non stiamo vivendo attualmente un vero e proprio “bank run”, ovvero una corsa agli sportelli.

La fiducia degli italiani nelle banche rimane elevata tanto è vero che i depositi sono in costante aumento. Da gennaio 2009 alla fine del 2012 in Italia i depositi sono cresciuti del 35%. Secondo i dati dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana) a febbraio 2013 la crescita su base annua dei depositi è stata del 7,3%. Solo nel periodo febbraio 2011 – gennaio 2012 gli Italiani hanno ritirato 7 miliardi di euro dalle banche italiane (-6,25%). Da febbraio 2012 hanno continuato a portare soldi alle banche e oggi i depositi ammontano a 1.195 miliardi. Solo nell’ultimo anno sono entrati 82 miliardi di depositi nelle banche italiane.

Salvatore Nel caso degli altri Pigs invece il quadro è molto diverso. In Spagna, Irlanda e Cipro i depositi sono diminuiti dal 2009 al 2012 rispettivamente del 7%, 12% e 30%. Di Cipro per ora nessun dato: i depositi sono congelati ed è vietata l’esportazione di capitali. Purtroppo quando queste cose si verificano il tempo per le contromisure non c’è più. Già per questo è importante essere informati per muoversi con tempismo soprattutto quando si parla di denaro.

Roberta E l’informazione si nasconde spesso nei dettagli. Come questa storia del fatto che i depositi fino a 100.000 euro sono garantiti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e se uno ha fino a questa cifra i soldi su una banca italiana può dormire fra 2 guanciali…

Salvatore Magari ne parliamo in un prossimo “Tra moglie e marito ..” di questo argomento cosi cerchiamo di far capire come stanno le cose veramente e come il Diavolo si nasconde nei dettagli..

Roberta D’accordo! Ora però mi racconti come è andata la visita all’Acquario di Genova con i bambini e perché la piccola Anna questa mattina mentre l’accompagnavo all’asilo mi parlava solo di squali e di come combatterli quando ti attaccano…

Salvatore Quelli di Genova erano buoni comunque! Ma oramai è un’ossessione di famiglia quella di fare la guerra agli squali. Anche e soprattutto quelli finanziari!

Per leggere la rubrica precedente “Tra moglie e marito non mettere il dito…”   dove si parlava di Ennio Doris e Mediolanum (proprio qualche giorno prima che fosse reso netto che l’Agenzia delle Entrate aveva inviato a Mediolanum una letterina dove richiedeva 344 milioni di euro) cliccate qui

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