SUL MERCATO CI SONO 8 TRILIONI DI DOLLARI DI TITOLI CHE SI BASANO SU UN’EQUAZIONE SBAGLIATA. MA TRANQUILLI È SOLO UN FILM…

Diversi clienti e amici desiderosi di capire il sistema finanziario mi hanno chiesto consigli su film che parlano di finanza in modo comprensibile. Questo è il terzo articolo di “cinefinanza”. Puoi leggere l’articolo precedente cliccando qui. Se desideri ricevere nella tua casella email articoli di finanza vista da un’angolazione particolare registrati sul sito www.soldiexpert.com  e riceverai la newsletter gratuita “Soldi in Borsa” curata da Roberta Rossi,  consulente finanziario indipendente e responsabile della consulenza personalizzata di SoldiExpert SCF, clicca qui se desideri contattarla per una consulenza o richieste d’informazioni

 

Immaginate per un momento di essere qualcun altro. No, non uno qualsiasi. Uno che lavora a Wall Street e guadagna milioni di dollari l’anno tra stipendio, bonus e stock option. Uno che la sera dopo una giornata passata a speculare sui mercati finanziari, per svagarsi un po’ va in uno strip bar a bere qualcosa. E se proprio vuole buttarsi alle spalle una giornata di Borsa “pesante” si gratifica con qualche entraineuse d’alto bordo, quelle da 1000 euro a botta. Del resto con tutti i soldi che guadagnate come Responsabile della Sala Trading di una delle più grandi banche d’affari della Grande Mela potete permettervelo. E poi se non fate guadagnare la banca per cui lavorate da oltre vent’anni ci mettono cinque minuti a buttarvi fuori togliendovi tutto in un secondo, l’ufficio, il cellulare aziendale, l’accesso al server e lo stipendio. La buonuscita sono sei mesi a mezzo stipendio. Poi il nulla: niente lavoro, niente assicurazione sanitaria e le rate della casa e della macchina da pagare. E vi danno pure un opuscolo beffardo “Looking Ahead” guardando avanti. Dopo che vi hanno silurato. Niente da fare la poltrona dovete tenervela ben stretta. E quando lo stress supera i livelli di guardia con i soldi che guadagnate potete spendere anche 76 mila dollari l’anno in strip bar e prostitute.

Ma certe notti qualcosa va storto e il vostro tran tran viene sconvolto.

Capo, abbiamo un problema

Mentre state tornando a casa ricevete una chiamata dal vostro ufficio. Un impiegato di 28 anni della banca fresco di una laurea in ingegneria, ha scoperto una cosa che deve assolutamente farvi vedere. Il genio, che si occupa di valutare i rischi delle attività finanziarie che la banca ha in portafoglio, vi dice di tornare subito in ufficio. Sono le undici di sera non ne avete nessuna voglia ma il ragazzo insiste e non può mandarvi una email per spiegarvelo. Così a bordo della vostra automobile da centinaia di migliaia di dollari tornate in ufficio. Lo zelante impiegato vi mostra quattro schermi di computer.

Non ci avete mai capito niente di quella roba che la banca assembla e rivende sul mercato. Nuovi strumenti finanziari derivati, roba da ingegneri, mica da gente normale come voi. “Non ci capisco un cazzo di questa roba dimmelo a parole tue” gli ringhiate. Nessun problema. Il vostro impiegato ha appena scoperto, grazie a una chiavetta che gli ha passato la mattina un vostro collega silurato, che 8 trilioni di dollari di titoli che ci sono in giro per il mondo e di cui la vostra banca ha i bilanci pieni sono carta straccia. Come tutte le altre banche d’affari la vostra si è buttata sui derivati e ha in magazzino una marea di Mbs ovvero di Mortgage Backed Securities. Sono dei prodotti frutto dell’ingegneria finanziaria, per questo il vostro collega di ventotto anni li capisce, visto che è laureato in ingegneria e voi no. In parole povere il secchione vi spiega che questi MBS sono delle obbligazioni (securities) garantite (backed) da ipoteche su mutui (mortgage) cartolarizzati. La cartolarizzazione è la trasformazione di crediti (come quelli che contraggono ogni giorno milioni di americani per comprarsi la casa o il macchinone a rate) in attività finanziarie negoziabili sui mercati. I vostri trader fanno esattamente questo: vendono questi titoli ai clienti della banca. Ma prima di venderli questi crediti impacchettati la banca li deve comprare (dalle banche che erogano i mutui o da quelle che permettono di comprare a rate con la carta di credito) e quindi finché la banca non li vende questi crediti ce li ha in bilancio. Il vostro impiegato ha scoperto che questi crediti rischiano di far affondare la banca.

Non sapete che decisione prendere. Così chiamate il vostro superiore che resosi conto della gravità della situazione e del rischio concreto di perdere la poltrona chiama il CEO della società, il capo dei capi, che come il salvatore scende dal cielo a bordo di un elicottero. Del resto se lo può permettere. Guadagna 86 milioni di dollari l’anno. Inizia una riunione tra tutti gli executive, i membri più alti in grado della banca.

Spiegalo come se parlassi a un bambino o a un Golden Retriver

Anche loro non sono degli esperti. E’ incredibile ma è così. Hanno capito che c’è un problema ma non hanno capito esattamente di cosa si tratta. Così all’ingegnere che prima progettava razzi e ora valuta il rischio di quello che la banca ha in portafoglio tocca rispiegare tutto. Il grande capo non ama i giri di parole “Spiegalo come se parlassi a un bambino o a un Golden Retriever”. Il secchione non si sottrae “Negli ultimi 36 o 40 mesi la società ha cominciato a proporre nuovi MBS che combinano diversi livelli di rating in un solo prodotto commerciabile. Questo è stato enormemente redditizio. La società sta facendo molte di queste operazioni ogni giorno. Il problema è che ci vorrebbe circa un mese per far sparire questi prodotti dai nostri registri commettendo così un azzardo per la gestione rischi. I titoli devono essere venduti in fretta ma il fattore chiave qui è che sono essenzialmente mutui e questo ci ha permesso di utilizzare il leverage molto più di quanto si sarebbe autorizzati a fare in qualsiasi circostanza. Se il valore di quegli asset diminuisce anche solo del 25% e rimangono nei nostri registri la perdita sarebbe maggiore della capitalizzazione di Borsa della società”. E quegli asset nelle ultime settimane hanno superato in diverse sedute i livelli di guardia.

La musica sta per finire

Il vostro capo, quello che si sposta in elicottero, lo capisce subito. Bisogna agire e in fretta liberando il bilancio della banca di quanti più asset tossici possibili. Se l’ha capito uno come l’ingegnere, presto tutto il mercato saprà che questi titoli non valgono più niente. Bisogna vendere tutto e nel più breve tempo possibile. “Ma così ucciderai il mercato” ribattete. Il vostro capo vi ricorda che “Ci sono solo tre modi per condurre questo business: essere i primi, i più furbi, o fregare”. E voi non state fregando nessuno vi rassicura il vostro capo perché vendete a clienti “consenzienti”. Ma “stiamo vendendo qualcosa che sappiamo che non ha valore” ribattete. Ma il vostro capo non molla. In Borsa per uno che guadagna c’è sempre uno che perde. E qui non si tratta nemmeno di guadagnare ma semplicemente di sopravvivere. Allora sei con me vi chiede il capo? Francamente non lo sapete ancora. Voi volete solo servire l’istituzione per cui lavorate da vent’anni. Sapete che se quegli asset non valgono nulla è solo questione di tempo e il mercato se ne accorgerà.

Sarà un bagno di sangue

Potete essere i primi a sbarazzarvi di quei titoli convincendo i vostri trader, i vostri venditori, a piazzarne la maggior quantità possibile nel minor tempo possibile ad altre banche. Ma in cambio la vostra banca deve dare ai vostri ragazzi “un osso e bello grosso” per convincere i trader a vendere sul mercato “anche alla loro madre se compra” il maggior numero di Mortgage Backed Securities che rischiano di far fallire la banca. Ma se volete salvarvi dovete fare in fretta: avete solo una giornata di contrattazioni per ripulire il bilancio della vostra banca di quanti più titoli tossici potete. Sapete che così facendo ucciderete il mercato. Ma è l’unica chance che avete per salvare voi. E la banca per cui lavorate. Ecco il momento è giunto. Siamo al dunque. Quale decisione prendete? Quella giusta. Ma giusta per chi?

Ricordatevi di questo giorno. Ricordatevelo bene

“Margin Call” è un film del 2011 che racconta la grande crisi finanziaria mondiale del 2007-2008 dal di dentro: il set è quello di una banca d’affari in cui nel giro di una notte si prendono delle decisioni che avranno conseguenze su milioni di persone. Visto che chiunque abbia un fondo pensione, un fondo comune di investimento, un’obbligazione, un’azione o semplicemente della liquidità sul conto corrente guadagna o perde anche in funzione di ciò che accade al di qua e al di là dell’oceano nelle grandi banche d’affari del pianeta. Dove pochi uomini fanno delle scelte che possono avere effetti su quanti soldi avremo quando andremo in pensione o se riusciremo a pagare le rate del mutuo sulla casa.

Con il termine “banca d’affari” si intende una banca che si occupa sostanzialmente di tre cose: gestisce i patrimoni di persone molto ricche, fa consulenza a imprese (se si vogliono quotare in Borsa per esempio) e anche ai governi (se hanno bisogno di ristrutturare il proprio debito per esempio), e investe in proprio con i soldi raccolti sul mercato (la cosiddetta attività di “proprietary trading”). La banca al centro del film “Margin Call”, fa un’attività molto simile a quella della fallita Lehman Brothers: specula comprando e vendendo asset finanziari ad altre banche (le controparti ) ed è specializzata in titoli subprime: obbligazioni il cui rimborso e le cui cedole sono garantite da ipoteche su mutui. Finchè i mutuatari pagano le rate dei mutui e finchè le case continuano a aumentare di prezzo, il business è lucroso e redditizio perchè grazie alla compiacenza delle agenzie di rating la banca assembla crediti di bassa qualità che quindi paga poco e li rivende sul mercato a un prezzo molto più alto perchè se le agenzie di rating danno la tripla AAA ai suoi crediti impacchettati la banca può piazzarli sul mercato a prezzi elevati. Ma se la banca vuole rendere il business ancora più redditizio deve indebitarsi con altre banche per poter moltiplicare questo giochetto all’infinito: comprare crediti scadenti, assemblarli, farsi dare un bel fiocchetto dalle agenzie che ne devono valutare la qualità ovvero il merito di credito e dopo questo lifting venderli a un prezzo più alto. Questo si traduce in un business estremamente redditizio sia per la banca sia per i managers. Che guadagnano sempre più soldi in bonus e stock option. Ma il giochino ha un piccolo difetto, una base fragile: la banca sta costruendo un impero finanziario ma con soldi non suoi. E così una perdita non enorme sugli asset che ha la banca rischia di travolgerla. Proprio come accade in “Margin Call”. Un film girato tutto in una notte con un cast stellare di attori, tutti in stato di grazia (Kevin Spacey, Jeremy Irons, Paul Bettany, Zachary Quinto e Demi Moore). Un film con un ritmo incredibile, dei dialoghi strepitosi e molto spiazzante perchè non da alcun giudizio sui grandi managers di Wall Street. Che nel film è descritta molto bene e non è un caso perchè il padre del regista ha lavorato per quarant’anni alla Merrill Lynch.

Lavoro in questa compagnia da anni: ho visto cose che non immagini neanche

Persone come questi managers sono necessari, prova a convincerci il film, perché se le persone si accontentassero di quello che hanno e non volessero cose che non si possono permettere Wall Street non esisterebbe. Se l’avidità, la sete di guadagno, non fosse propria dell’uomo persone come loro non avrebbero un lavoro. “Guardami – dice uno di loro – ho 23 anni e guadagno 250.000,00 dollari l’anno per scrivere numeri su un computer. Un mucchio di esaltati è pronto a prendere quelle informazioni e fingere di capirle per poi rivenderle sul mercato a qualche tizio dall’altra parte del globo che se non facesse questo sarebbe in una sala bingo a giocare dalla mattina alla sera”. E’ questa l’autoassoluzione dei managers di Wall Street. Sono solamente soldi. “Mi sa che è un po’ più complicato di così” ribatte l’ingegnere secchione. E secondo me ha ragione.

 

 

 

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