Destini incrociati: L’Europa e l’Euro. La svolta pro Draghi della Merkel

Per salvare l’euro e l’Europa e prevenire o comunque essere in grado di reagire alle prossime crisi finanziarie la Ue si sta adoperando per far nascere già da gennaio 2013 la nuova Unione Bancaria Europea. La Vigilanza sulle banche europee di interesse sistemico (e non anche se i tedeschi su questo non sono d’accordo) verrebbe centralizzata ovvero farebbe capo alla Bce. Secondo Antonio Tajani “Una vigilanza forte e credibile contribuirebbe a sciogliere il nodo dell’accesso al credito e ridurrebbe il costo del denaro”. Tradotto: se sulle banche dei paesi dell’euro periferia (come l’Italia con i conti pubblici non esattamente a posto) vigila la Bce le banche italiane avranno nuovamente accesso al credito interbancario e il maggior costo che pagano oggi quando chiedono denaro in prestito o si finanziano attraverso bond scenderebbe. A finire sotto il controllo e la vigilanza della Bce sarebbero gli istituti creditizi di tutti i i 17 Paesi della zona euro, ed eventualmente anche quelli dei Paesi extra unione monetaria interessati a che le proprie banche siano vigilate da autorità europee. La Gran Bretagna si è già chiamata fuori: a vigilare le sue banche ci pensa da sola. In ogni caso anche per i 17 paesi UE l’Unione Bancaria  la strada dell’Unione Bancaria si presenta in salita. L’idea è di attivare la centralizzazione della sorveglianza bancaria attraverso l’adozione dell’articolo 127 dei Trattati che prevede proprio questa scelta. Peccato che serve l’unanimità degli Stati membri. La questione è delicata perché si tratta di fatto di una cessione di sovranità. Che non tutti i Paesi sarebbero propensi a fare in particolare modo Francia e Germania dove almeno una parte del settore bancario è particolarmente vicina al sistema politico. L’Unione Bancaria comporterebbe regole comuni nella gestione delle crisi finanziarie e nelle garanzie sui depositi. Relativamente alle crisi finanziarie, si pensi a quella delle banche spagnole, darebbe la possibilità alla Bce di ricapitalizzare direttamente le banche e non di salvare come avviene adesso grazie all’intervento del fondo Salva Stati Esm che potendo erogare i propri prestiti solo agli Stati, non fa che aumentare l’indebitamento degli stessi quando interviene. La nascita di una Unione Bancaria permetterebbe quindi di interrompere il circolo vizioso banche- stati.

Occhi puntati e preoccupati sul dopo Monti

Ora che anche la Merkel si è messa il cuore in pace sul fatto che Monti non chiederà lo scudo anti spread, i dubbi dei colleghi europei del premier sono relativi a cosa succederà quando Monti non sarà più al governo. Ce lo chiediamo anche noi con grande preoccupazione. Monti rassicura tutti: la via è tracciata e non si può tornare indietro. Come ha spiegato il nostro premier in una intervista al Sole 24 Ore “Per fortuna l’Europa e i Trattati offrono una protezione ed una sorta di guardrail che impediscono ai vari governi che si susseguiranno nei vari Paesi, eccessi di creatività e fantasia”. Forse ha convinto i colleghi europei, ma come italiana qualche dubbio mi rimane.

Lo scudo anti spread continua a dividere

Sul come abbassare lo spread che l’Italia paga sul proprio debito pubblico rispetto ad altri paesi europei le divisioni tra Monti e Merkel continua a essere nettissima. Secondo la Merkel visto che l’Italia ha intrapreso un cammino virtuoso di risanamento della finanza pubblica lo spread non potrà che diminuire. Secondo Monti invece visto che l’Italia sta facendo i compiti a casa la Bce deve intervenire per ridurlo senza che l’Italia debba passare attraverso le forche caudine del fondo salva-stati. Su questo tema si fronteggiano il Presidente della Bundesbank Weidman e quello della Bce Draghi. Secondo il Presidente della Banca Centrale Europea la Bce deve adottare misure straordinarie per riappropriarsi del suo ruolo. Il problema secondo Draghi è che  “la politica monetaria non riesce a raggiungere tutti i cittadini della zona euro allo stesso modo”. Tradotto se gli spread dei 17 paesi membri si discostano in maniera eccessiva gli uni dagli altri la Bce deve intervenire per colmare questi squilibri. Come? Comprando secondo Draghi titoli dei paesi con spread troppo elevati (Italia e Spagna). Il Presidente della Bundesbank non è assolutamente d’accordo perché comprare titoli dei paesi in difficoltà per sostenerne i corsi equivale a finanziare il debito pubblico degli Stati. E rischia per di più di disincentivare gli stati nel loro percorso di risanamento dei conti pubblici (meno spread significa più risorse a disposizione e quindi maggiori possibilità di spendere e spandere o di rimandare le riforme come ha fatto la scorsa estate il governo Berlusconi che infatti poi dopo pochi mesi è capitolato). Fortunatamante per la sopravvivenza dell’euro, Weideman per ora è l’unica voce che si staglia contro la posizione di Draghi di voler difendere l’Europa a tutti i costi anche con misure straordinarie. Grazie anche all’insperato appoggio della cancelliera tedesca che ha capito da poche settimane che presentarsi alle elezioni senza più l’Euro non sarebbe un bel biglietto da visita. E con una Europa al collasso e i Bric in rallentamento anche la Germania non se la passerebbe tanto bene. Come mostrano gli effetti della recessione sull’export tedesco: -0,3% contrazione del Pil della Germania nel secondo trimestre , l’indice Ifo (quello sulla fiducia delle imprese) è calato al livello più basso da marzo 2010, le prospettive per le esportazioni sono negative per i primi tre anni e le aspettative degli imprenditori tedeschi per i prossimi mesi sono negative. Opel e Ford hanno messo in cassa integrazione alcuni dei propri operai. La ThissenKrupp e la Bosch hanno iniziato a ridurre l’orario di lavoro mentre alla Siemens stanno valutando di mandare a casa 10.000 persone. E poi uno si chiede: ma perché adesso l’Europa è così europeista? Perché con i Paesi Emergenti che stanno rallentando e l’Europa in crisi l’eldorado tedesco come può continuare? La Merkel non sta facendo beneficenza a nessuno appoggiando Draghi, sta solo facendo il proprio tornaconto. E questa è comunque una buona notizia. Che i conti e i tornaconti in qualche modo coincidano.

Il Blog di SoldiExpert SCF

Cerchi consigli per investire in modo
intelligente i tuoi risparmi?

Affidati ai professionisti della
consulenza finanziaria indipendente di
SoldiExpert SCF

PARLA CON NOI

Scopri cosa possiamo fare per il tuo piccolo o grande patrimonio e contattaci per fissare un primo appuntamento telefonico gratuito con uno dei nostri consulenti

PARLA CON NOI