Deutsche Bank e Commerzbank pronte alla fusione. In Banca Ifis cartellino rosso all’AD Bossi

La notizia di una possibile fusione tra Deutsche Bank e Commerzbank sta scaldando i mercati anche se non tutto appare definito. In Banca Ifis viene sostituito l’Amministratore Delegato Bossi anche a causa di un titolo in picchiata nell’ultimo anno e mezzo. In Tim continuano le schermaglie tra il fondo Elliott e Vivendi e Cassa Depositi e Prestiti ne approfitta per incrementare la quota.

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La tendenza di mercato appare favorevole con i mercati finanziari che continuano il recupero dopo un difficile 2018. Ma la notizia che sta concentrando l’attenzione degli operatori è la prospettiva di fusione tra Deutsche Bank e Commerzbank che farebbe nascere un colosso con una capitalizzazione di oltre 24 miliardi di euro. Il mercato ha reagito bene alla notizia e i due titoli ieri sono saliti in borsa, ma non tutto sembra deciso, perché si potrebbe configurare un aiuto di stato dato, il maxi aumento di capitale a cui lo stato tedesco dovrebbe aderire e questo sarebbe contrario ai trattati europei.

In ambito nazionale si parla molto del mancato rinnovo alla carica di Amministratore Delegato di Banca Ifis (un titolo che nel passato avevamo consigliato nei nostri portafogli, ma che poi avevamo consigliato anche di liquidare a prezzi oramai più che doppi rispetto agli attuali) di Giovanni Bossi a cui è stato sventolato davanti agli occhi il cartellino rosso a causa del deludente andamento di mercato che ha visto il titolo perdere oltre il 60% del suo valore solamente nell’ultimo anno e mezzo.

 

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Ma secondo indiscrezioni di mercato la vicenda che avrebbe fatto incrinare i rapporti interni sarebbe stato il progetto da parte dell’ex, a questo punto, AD Bossi di acquisire Banca Carige, cosa che sarebbe stata decisamente osteggiata dall’attuale proprietà. E a giudicare poi da quanto è successo in Banca Carige la strategia di Bossi sarebbe risultata troppo avventata.

In Tim, intanto, Cassa Depositi e Prestiti ha incrementato la quota dal 7,1% all’8,7% con lo scopo di avere un ruolo di peso nella prossima assemblea che si terrà alla fine di marzo e costituire un elemento preponderante tra i contendenti Elliott e Vivendi. Si acuiscono, pertanto le schermaglie interne e non ne trova giovamento il titolo in borsa le cui quotazioni si sono attestate sui minimi degli ultimi decenni e che solamente negli ultimi 3 anni ha dimezzato il suo valore di mercato.

Su questi argomenti ha espresso il proprio parere Francesco Pilotti, Responsabile Ufficio Studi di SoldiExpert SCF e consulente finanziario indipendente, a “Caffè Affari” su Class CNBC (canale Sky 507) in collegamento con il giornalista Gualtiero Lugli.

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