Dopo America First ora Germania First? Le borse (tranne quella greca) fanno spallucce

La Borsa che ha reagito più negativamente all’esito elettorale tedesco è stata quella greca scesa di quasi il 4% nonostante la visita ad Atene proprio ieri del presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, che era venuto a portare la buona novella della chiusura della procedura d’infrazione per deficit eccessivo della Grecia.

L’analisi del voto con la possibile cooptazione nella coalizione guidata per la IV volta da Angela Merkel del partito liberale tedesco, FPD (11% dei voti) che spinge per una politica meno europeista potrebbe mettere in difficoltà i sogni di chi vagheggiava un’unione europea politica, bancaria e fiscale.

A vedere i risultati delle elezioni tedesche e il boom dei partiti di estrema destra come di quello liberale, l’economia tedesca per quanto va a mille non rende comunque tranquilli molti elettori che non vogliono mutualizzare il debito con altri Paesi considerati “cicale”, non vogliono frontiere aperte e nemmeno rendimenti zero per supportare soprattutto i Paesi rimasti più indietro.

I mercati finanziari hanno, soprattutto sul fronte valutario, dato il loro voto provvisorio con l’euro che ha perso un 1% nei confronti del dollaro Usa e comunque con un andamento leggermente migliore delle Borse “nordiche” rispetto a quelle del “club Med”, seppure sia ancora presto per tirare conclusioni, considerato che il negoziato per la formazione del governo tedesco potrebbe riservare ancora sorprese.

Sul fronte dei temi a Piazza Affari ha tenuto banco l’andamento positivo di Fincantieri di cui si attende domani nel vertice bilaterale con la Francia la quadra con la maggioranza della nuova società Stx-Fincantieri in mano agli italiani col 51%, mentre i francesi per salvare la faccia otterranno alcune garanzie.

Riguardo invece il polo della difesa e il coinvolgimento di Leonardo in questo accordo che potrebbe vedere anche il coinvolgimento di Naval Group, le cose sembrano più in alto mare, poiché la coabitazione Thales (il gigante della difesa francese) e Leonardo non è immediatamente così facile da portare avanti, seppure il progetto appaia suggestivo.

Intanto Fincantieri continua a prendere commesse e ieri ha annunciato di essersi aggiudicata la fornitura di una nuova nave da crociera di lusso di nuova generazione per 3000 persone destinata al marchio Cunard/Carnival.

Nell’intervento di Salvatore Gaziano in collegamento con Skype con gli studi di Class CNBC e Carlo Cerutti per la trasmissione “Caffè Affari” si è anche parlato del settore cementiero che a Piazza Affari ha ritrovato nuova vivacità dopo l’annuncio da parte del gruppo tedesco Heidelberg dell’acquisizione delle attività italiane di Cementir per 315 milioni di euro. Un’operazione di consolidamento in un settore che dal 2007 ha visto il crollo della produzione, tornando addirittura ai livelli di inizio anni 60 e che potrebbe favorire un rialzo dei prezzi del cemento e uno scenario di ulteriore consolidamento in un mercato ora dominato dai tedeschi di Heidelberg col 38-40% del mercato (Antitrust permettendo) inseguiti poi dal gruppo Buzzi Unicem che detiene circa il 23% di quota di mercato.

Uno scenario di consolidamento che non riguarda solo lo scacchiere italiano, ma anche quello internazionale a vedere quanto accaduto la scorsa settimana negli Stati Uniti dove il gruppo irlandese CRH ha acquisito
l’americana Ash Grove Cement per 3,5 miliardi di dollari (2,9 miliardi di euro) con l’obiettivo di accrescere la propria presenza in nord America, offrendo un prezzo del 60% superiore a quello di borsa.

Il gigantesco piano di rilancio da 1000 miliardi di dollari delle grandi opere negli Stati Uniti promesso da Donald Trump non è mai decollato, ma gli operatori del settore non lo considerano solo una promessa elettorale e nel settore delle infrastrutture e del cemento si torna a notare un certo fermento.

Clicca sull’immagine sotto per il video della trasmissione di oggi.

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