LA GIAPPONESIZZAZIONE DELL’ECONOMIA OCCIDENTALE: PERCHE’ IL NUOVO PARADIGMA FA PAURA

L’attuale scenario economico, contrassegnato da un indebolimento della crescita globale, dal calo dell’inflazione e da aspettative modeste di un suo rialzo, inizia a destare qualche timore. Grazie all’intervento delle banche centrali l’Europa e l’America sono riuscite a evitare il peggio, ma ora si teme che la politica dei tassi bassi da un fattore occasionale di sostegno all’economia possa diventare un fattore strutturale.

Con quali conseguenze? Secondo Eric Syz, Fondatore e Responsabile della società di gestione che porta il suo nome “un allentamento monetario prolungato influisce sulla produttività. Oltre a gonfiare i prezzi degli attivi, permette di elargire credito a buon mercato ad aziende che, altrimenti, faticherebbero a sopravvivere.
In qualità di investitori, la minaccia di questo nuovo paradigma ha profonde implicazioni per tutti noi. Altera il costo della liquidità e la natura del rischio. A un livello meno superficiale, cambia le sorti delle nostre economie reali, impedendo di investire negli attivi reali sottostanti e mettendo alla prova le capacità degli imprenditori di costruire e fare la differenza.”

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La droga monetaria mondiale è per tutti, non fa selezione della specie, e porta anche imprese meno competitive a stare facilmente sul mercato. Il che richiede una attenta selezione degli investimenti. I tassi bassi per anni imporranno agli investitori di fare scelte più aggressive che in passato.

L’intervento delle banche centrali, che ha avuto un ruolo cruciale in questi anni a spingere in basso i rendimenti e in alto i corsi obbligazionari, potrà continuare ma per mancanza di alternative praticabili (una politica fiscale e di investimenti infrastrutturali per esempio) la risposta al momento sembra affermativa.

Se dovremo convivere per molto tempo con tassi bassi e perfino negativi, una crescita debole e bassa inflazione, che ha caratterizzato il Giappone negli ultimi tre decenni, i cicli economici secondo Eric Syz potrebbero essere diversi dal passato: non più grandi rialzi e brusche cadute ma cicli economici della durata di pochi mesi o anni. Con quei implicazioni per gli investitori? “Con cicli più brevi e meno intensi, gli investitori dovranno adattarsi a segnali più deboli o confusi rispetto agli indicatori tradizionali.”

Segnali più confusi e cicli più brevi: la consulenza finanziaria offerta agli investitori deve salire di livello ed è quello che facciamo con i nostri portafogli diversificati non solo per strumenti ma anche per strategie. Come spieghiamo nel documento “I principi chiave alla base del processo di investimento di SoldiExpert SCF” (inviabile su richiesta scrivendo a info@soldiexpert.com) che descrive le nostre strategie di investimento.

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