DA QUI A FINE ANNO COSA BOLLE IN PENTOLA SUI MERCATI FINANZIARI

Sul supplemento mensile REwiew di Monitor Immobiliare nell’edizione di agosto è stata pubblicata un’intervista a Salvatore Gaziano, strategist di SoldiExpert SCF, sulle prospettive dei principali mercati finanziari. Di seguito il testo dell’intervista. 

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Come vede lo scenario dei mercati da qui a fine anno?

Dopo un inizio 2016 horribilis e vari incidenti di percorso fra cui la Brexit i mercati azionari mondiali sembrano voler ritrovare un minimo di pace e tentare la strada del recupero se nuovi fattori destabilizzanti non entreranno in gioco e la Fed lascerà fino a fine anno i tassi invariati. E fino a prima di Ferragosto il possibile graduale rialzo dei tassi d’interesse da parte della Fed è stato giudicato dagli investitori un evento meno imminente di quello che ci si aspettava complici dati economici meno brillanti usciti nelle ultime settimane in varie aree del pianeta. Compresi gli Stati Uniti dove l’inflazione attesa resta sempre molto bassa e la produttività mostra qualche crepa. Gli ultimi dati di agosto hanno, infatti, indicato come l’indice ottenuto dividendo la produzione di beni e servizi per il numero di ore lavorate è calato dello 0,5%, mentre gli analisti attendevano un rialzo dello 0,4%. E si tratta del terzo trimestre di fila in ribasso.
Non sembra quindi che siamo in presenza di un surriscaldamento dell’economia Usa che giustifichi l’avvio di una stretta monetaria e questo è lo scenario sembra piacere ai mercati come la buona tenuta del prezzo del petrolio. Ma i mercati possono anche mutare bruscamente le aspettative e per questo è necessario essere flessibili.
In ogni caso il fatto che la maggior parte dei titoli obbligazionari sempre più nel mondo presenti tassi di rendimenti negativi potrebbe riportare l’investimento azionario e in asset reali in cima alle preferenze degli investitori su società o settori con business sostenibili e redditizi. In Europa siamo oramai in presenza di oltre il 60% dei titoli governativi che presentano tassi di rendimento negativi. Si prestano i soldi agli Stati per ottenere dopo anni minor capitale di quanto si è investito. Un effetto della politica del Quantitative Easing che sta provocando mostruosità di questo tipo le cui conseguenze nel medio-lungo termine saranno tutte da scoprire.

Quali sono le aree geografiche destinate a far meglio?

In questo scenario non di facile lettura gli indici azionari indicano comunque da diverse settimane quali sono le aree più forti e che quindi secondo il nostro approccio meritano più attenzione. Nel nostro metodo di investimento che viene seguito da privati risparmiatori e investitori non vi è, infatti, un approccio statico e basato su “torte” sempre uguali ma uno flessibile che cerca di cogliere le tendenze più forti, potendo passare nei portafogli azionari dal 100% di investito a zero. Obiettivo di SoldiExpert SCF (da oltre 15 anni sempre realizzato su investimenti temporali di almeno 5/7 anni): cercare nel tempo di ottenere risultati nettamente migliori di una gestione passiva senza esporre il risparmiatore a bagni di sangue(-40-50%) nei periodi di orso più rabbiosi.
E in questi mesi le nostre preferenze hanno visto un ritorno massiccio all’esposizione azionaria puntando su oro e auriferi inizialmente (anche tramite un ETF come il DAXglobal Gold Miners (codice Isin IE00B3CNHG25) che si è mostrato migliore di quasi tutti i fondi d’investimento specializzati del settore e poi sui mercati emergenti come il Brasile e l’America Latina, la Russia o temi d’investimento come il digitale e il tech, l’acqua e i servizi idrici e più recentemente l’India e i mercati di frontiera come l’Africa tramite ETF come il Lyxor Pan Africa (LU1287022708). Anche sull’azionario Italia abbiamo portato in questi mesi da quasi zero all’85-90% di investito privilegiando storie societarie che riteniamo interessanti e che hanno trovato nelle ultime trimestrali un buon carburante. Nel nostro approccio guardiamo i fondamentali ma è importante anche il momentum di Borsa: un titolo con numeri di bilancio buoni ma che non gode del favore del mercato preferiamo evitarlo. C’è il rischio di rimanere intrappolati.
Comunque se di Piazza Affari si parla male o malissimo in questo 2016 per effetto della pessima performance dei titoli bancari (-48% da inizio anno) si dimentica spesso che esistono anche società di piccola e media capitalizzazione (sovente appartenenti al segmento Star di Borsa Italiana) che stanno mostrando anno dopo anno una forte progressione degli utili. E se l’indice FTSE Mib dai massimi del 2007 è in ribasso ancora di oltre il 45%, l’indice Ftse Star Italia è invece sopra di un buon 30% ed è vicinissimo ai massimi annuali. Ed è un segmento di titoli che continua a mostrare forte appeal. Fra i nostri preferiti per fare qualche nome stiamo parlando di società come I.M.A. , Brembo, Interpump, Ascopiave, Recordati, Diasorin, Amplifon, Saes Getters, Buzzi Unicem e numerose altre piccole e medie società che in questi anni hanno conquistato quote di mercato significative grazie all’innovazione e alle acquisizioni.

In un ipotetico portafoglio tipo per un piccolo investitore con propensione al rischio medio, che % occupano azioni, bond e commodity e quali preferite?

In un portafoglio prudente consigliamo in questo momento un peso del 40% sull’azionario, del 40% sull’obbligazionario, del 10% sui metalli preziosi e un 10% in liquidità. Sui temi azionari ne abbiamo già parlato sopra come delle materie prime dove oro e argento possono essere ancora un tema interessante. Sull’obbligazionario le nostre preferenze attuali vanno verso i corporate e i bond emergenti.
Ma nel nostro approccio attivo e flessibile non esistono mai scelte “per sempre” e almeno 2 volte al mese sottoponiamo tutti i nostri portafogli a un check per verificare se tutte le scelte fatte (su azionario, obbligazionario o commodity) possono essere confermate o meno in base all’andamento di ciascun asset in confronto all’andamento del mercato.

C’è spazio nei vostri portafogli per l’immobiliare? Si o no, perché?

Alcuni mesi fa i nostri modelli di selezione degli investimenti ci hanno consigliato di investire sull’immobiliare e a metà aprile in un portafoglio di ETF abbiamo selezionato il FTSE EPRA/NAREIT Developed Markets Property Yield (codice Isin IE00B1FZS350), un fondo passivo specializzato nel replicare l’andamento di società immobiliari e società di investimento immobiliari (REITs) quotate dei paesi sviluppati di tutto il mondo. Da inizio luglio complice un maggior appetito verso i mercati azionari sull’immobiliare si è evidenziato un certo affanno a stare al passo con altri comparti e quindi il nostro giudizio potrebbe nelle prossime settimane subire una revisione nel caso l’immobiliare perda ulteriore forza rispetto al mercato.

Il testo di questa intervista a Salvatore Gaziano è stato pubblicato su Review, il supplemento mensile di Monitor Immobiliare

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