DOVE PARCHEGGIO IL CASH: CONTI DI DEPOSITO, PCT, TITOLI DI STATO O FONDI MONETARI?

Con Borse nell’ultimo mese sempre più in rosso, chi segue strategie quantitative di investimento ha via via ridotto la propria esposizione ai mercati azionari e si ritrova oggi con una sempre più ingente quantità di cash in portafoglio. Dove parcheggiarla in attesa della ripresa? L’offerta è sempre più vasta: dai conti di deposito, ai conti correnti ad alto rendimento, dai pronti contro termine ai conti di deposito vincolati, dai titoli di stato ai fondi monetari. Ma quali prodotti sono indicati per ogni esigenza e quanto si può guadagnare? E il rendimento offerto è l’unica cosa da prendere in considerazione o ci sono altri fattori? A quali banche è meglio affidare i propri sudati risparmi?Ecco il consueto rapporto mensile con le varie alternative a confronto e le nostre migliori scelte….

 

LA CRISI FINANZIARIA È PASSATA MA LE NUBI SU ALCUNI ISTITUTI ANCORA RESTANO

Prima ancora di guardare ai rendimenti è meglio valutare bene di questi tempi, anche se il peggio è passato, la banca di cui si diventa clienti. Non tutti gli istituti bancari sono uguali e due indicatori fondamentali per valutare una banca e la sua solidità patrimoniale sono la leva finanziaria (ovvero l’attivo ovvero gli impieghi ovvero l’ammontare di soldi che presta sul patrimonio). Maggiore è questo indicatore più la banca rischia di non avere i mezzi per far fronte a crisi dei propri debitori. A meno di robusti aumenti di capitale. Aumenti che dai tempi della crisi finanziaria si succedono in continuazione coinvolgendo la maggior parte degli istituti di credito europei. Il secondo indicatore da prendere in considerazione è il Core Tier 1 cioè il rapporto tra il patrimonio di base della banca diviso per il totale delle attività a rischio (prestiti, mutui, ecc.) e misura, in parole semplici, la capacità della banca di sostenere la propria attività (con il suo patrimonio). Maggiore è questo indicatore maggiore è la solidità della banca.

 

LIQUIDITA’, TUTTI GLI STRUMENTI PER INVESTIRLA

Sono diversi gli strumenti che offrono dei buoni rendimenti sulla liquidità che si ha in portafoglio. Il problema è capire se si sta cercando un parcheggio (e allora i conti di deposito liberi e i conti correnti vanno bene) o una sosta di qualche mese (e allora meglio optare per i pronti contro termine e i conti di deposito vincolati). Nel primo caso i soldi sono sempre disponibili, mentre nel caso dei pronti contro termine e dei conti di deposito vincolati occorre fare un minimo di pianificazione finanziaria e sapere in anticipo che l’interruzione anticipata del vincolo (peraltro non sempre possibile) comporta una riduzione molto consistente del rendimento.

 

IL CONTO DI DEPOSITO NO: NON L’AVEVO CONSIDERATO

La sosta migliore, senza spese e più remunerativa, della liquidità derivante da disinvestimenti in Borsa è sempre rappresentata dai conti di deposito liberi ovvero quelli che remunerano fin dal primo euro e senza alcun laccio, in termini di durata minima dell’investimento, la liquidità. Su questo fronte l’offerta migliore è sempre quella di una banca quotata in Borsa specializzata nel credito alle imprese attraverso lo strumento del factoring (cessione di crediti in cambio di finanziamenti e prestiti). Banca Ifis sconta una bassa conoscenza presso i risparmiatori (rispetto per esempio alla conosciutissima Che Banca o a Conto Arancio che spendono milionate di euro in pubblicità anche televisiva) ma può vantare buoni ratio patrimoniali (ha un core 1 all’11,2% e una leva finanziaria contenuta: i crediti verso le imprese sono pari 1,2 volte la raccolta retail. Grazie a Rendimax, che offre i migliori rendimenti in circolazione sia per il deposito libero sia per il deposito vincolato la banca ha raccolto 1.342 milioni di euro. Con un tasso del 1,68% Rendimax di Banca Ifis è attualmente il miglior conto di deposito libero in circolazione.

IN SINTESI Se si possiede liquidità derivante dall’uscita da posizioni azionarie consigliamo di parcheggiare la liquidità su un conto di deposito non vincolato. E’ facile aprirlo, non ha spese di apertura né di mantenimento né di chiusura e i soldi sono sempre disponibili: in due giorni dalla richiesta di disinvestimento sono nuovamente disponibili per essere investiti in Borsa. Se invece l’orizzonte è più ampio e la scelta non è tattica (parcheggiare solo la liquidità in attesa di rientrare nell’azionario) ma strategico in questa fase sul mercato obbligazionario ci sono diverse opportunità e con un portafoglio dal profilo rischio medio si può puntare a ottenere un rendimento medio del 3,5-4% netto all’anno con una duration (scadenza media dei titoli in portafoglio) di circa 2/3 anni.Per maggiori informazioni in merito e valutazioni in merito a portafogli obbligazionari (e non solo) personalizzati potete contattare senza impegno Roberta Rossi, consulente finanziario indipendente e titolare di SodiExpert SCF al Numero Verde 800 031 588.

NUOVO CLIENTE? L’INTERESSE CORRE SUL CONTO CORRENTE

Sempre più a caccia della liquidità in vista dei severi requisiti patrimoniali imposti alle banche da Basilea 3 e la risalita del tasso Euribor,sono sempre più numerose, anche tra le big, le banche che offrono, ai nuovi clienti che aprono il conto, interessi di tutto rispetto sui conti correnti. Tra le varie offerte la migliore è quella di Barclay’s con Conto Corrente Barclays 3% PLUS un conto senza canone e senza spese che offre per un anno ai nuovi clienti che aprono il conto entro 31 agosto 2011 un tasso di rendimento del 2,19% fino alla fine dell’anno.

Per il 2012 e il 2013, invece, il tasso di interesse riconosciuto diventa dell’1,46% netto. Coloro però  mantengono sul conto corrente una giacenza media annua di almeno € 10.000 e acquistano un prodotto finanziario o assicurativo della banca o si fanno domiciliare lo stipendio o le bollette possono spuntare un rendimento del 2,19% netto sulle somme depositate sul conto anche per il 2012 e il 2013. Dal punto di vista della solidità finanziaria il Core Tier della terza banca britannica è (dati al primo trimestre 2011) dell’11% quindi buono ma la banca ha dovuto varare ai tempi della crisi finanziaria (nel 2008) un robusto aumento di capitale (4,5 miliardi) essendo stata pesantemente coinvolta dal crollo dei mutui subprime a stelle e strisce.

Ai tempi della crisi la leva finanziaria della banca aveva raggiunto livelli fuori controllo (la banca aveva attivi pari a 61 volte il patrimonio) poi ridimensionata grazie al rafforzamento patrimoniale seguito all’aumento di capitale. Ma nonostante siano passati solo 3 anni dalla peggior crisi finanziaria mondiale dopo quella del ‘29 Barclays sta iniziando per far lievitare i ricavi sul pedale della leva. Con grande gaudio dei suo azionisti cui ha distribuito lauti dividendi e del top management. L’amministratore delegato di Barclays, Robert Diamond, nell’ultimo anno ha ricevuto uno stipendio di 16,5 milioni di dollari. Di questi, 10,6 milioni derivano dai bonus annuali. Legati ai ricavi. E anche alla leva che guarda caso è tornata a crescere.

Meglio allora guarda all’offerta nostrana e a NonSoloTre di Credem che offre lo stesso tasso ma per 12 mesi e non solo fino alla fine dell’anno che però fa pagare un canone di 7,90 euro al mese e i bolli se il conto è utilizzato solo per parcheggiare il cash e finita l’offerta tanti cari saluti.

Chi, nell’attesa di comprare una casa o di fare un investimento da qui a qualche mese, detiene liquidità trova nei depositi vincolati e nei pronti contro termine un impiego decisamente remunerativo della liquidità. A patto di rispettare il vincolo (3,6 o 12 mesi) prescelto. Chi sceglie Rendimax di Banca Ifis, la banca che offre il rendimento più elevato su tutte le scadenze a 3 e 12 mesi dei depositi vincolati, non può interrompere il vincolo prima della scadenza (e questo non ci piace) e nei casi delle altre banche deve accontentarsi di una  più contenuta. Sulla scadenza dei 6 mesi la banca che offre di più è Deutsche Bank, una delle banche con una composizione dell’attivo (composto per il 34,5% da strumenti derivati) e una leva finanziaria (54,3) non proprio tranquillizzanti.

A 6 mesi…

e a 12 mesi….

LONG LASTING DEPOSIT

Per chi i soldi se li vuole dimenticare e non pensarci più da qualche mese diverse banche propongono depositi vincolati di durata extra long (dai 18 mesi ai 3 anni). I tassi se confrontati con i conti deposito vincolati o con i pronti contro termine con scadenza 12 mesi sono senz’altro allettanti ma se confrontati con i rendimenti a scadenza di obbligazioni societarie con un buon rating e scadenza media di due anni non sono poi così mirabolanti, anzi sono di gran lunga inferiori.Inoltre vincolarsi per un tempo così lungo alle offerte attuali in un periodo di risalita dei tassi è controproducente perché significa rinunciare a delle offerte future sicuramente migliori. Terzo problema: nel caso in cui i soldi servano prima occorre accontentarsi di rendimenti modesti. Sempre che il disinvestimento prima della scadenza sia possibile.

Tra i depositi a lunga durata troviamo Iwpower Special Edition che tramite un meccanismo che premia la fedeltà dei clienti offre un tasso del 2,77% sul vincolo a due anni e il 2,97% se si è fedeli per 3 anni.

Rendimax di Banca Ifis sulla scadenza dei due anni offre un rendimento di poco inferiore: il 2,92% che scende al 2,73% per chi sceglie la scadenza dei 18 mesi.

 

TITOLI DI STATO E FONDI MONETARI: UN’ALTERNATIVA?

Per chi non vuole “sbattersi” e aprire un nuovo conto corrente rimangono sempre i cari vecchi BOT. I tassi sono saliti anche per loro si va dall’1,23% netto sei trimestrali all’1,40% dei semestrali all’1,80% degli annuali. Tutti rendimenti che sono tali sono se i titoli sono portati a scadenza.E comunque di gran lunga inferiori ai pronti contro termine e ai conti di deposito vincolati citati nelle tabelle precedenti o a obbligazioni corporate selezionati in portafogli come quelli elaborati per i clienti di SoldiExpert SCF.

Rimangono i fondi monetari, che offrono però a differenza degli strumenti citati un rendimento non certo e per questo non li riteniamo un’alternativa interessante.

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