E I TASSI A BREVE RIALZANO LA TESTA. QUESTO PAZZO, PAZZO, PAZZO MONDO OBBLIGAZIONARIO…

Nel mercato obbligazionario si sta assistendo in questi giorni a un rialzo dei rendimenti a breve termine e un appiattimento della curva per i rendimenti a lungo termine rispetto a quanto avviene, per esempio, negli Stati Uniti.

L’Euribor a 3 mesi ha raggiunto un rendimento dello 0,801%, in rapida ascesa rispetto allo 0,643% di soli 3 mesi fa. In termini assoluti meno di due decimi ma si tratta comunque di un rialzo del 25%.

Di converso il Bund tedesco, che ricordiamo essere il future sul titolo di stato tedesco con scadenza compresa tra 8,5 e 10,5 anni e tasso d’interesse pari al 6%, ha raggiunto i massimi poco al di sotto di 130 con un rendimento stimato annuo, in netta discesa, poco superiore al 2,6% netto. L’enorme richiesta del Bund ci fa capire quanto il mercato abbia bisogno, in questo momento, più di certezze (e quindi di titoli sicuri) che di rendimento.

Per provare a comprendere il mercato attuale può essere interessante guardare anche il rendimento di alcuni Etf quotati a Piazza Affari e che operano sui titoli obbligazionari ma sono poco conosciuti al grande pubblico.

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L’Etf per chi vuole puntare sulla risalita dei tassi…

Potrebbe per esempio  essere molto interessante analizzare in questa fase l’andamento dell’Etf short iBoxx Sovereign Eurozona Total Return (quotato a Milano e avente Isin LU0321463258) che riflette il trend, al contrario, di un paniere di titoli di Stato dei Paesi dell’euro.

Se i tassi dovessero veramente risalire i titoli a tasso fisso dovrebbero scendere e questo Etf, emesso da Deutsche Bank, dovrebbe avere un rendimento inverso poichè dovrebbe salire nel caso aumentassero i rendimenti dei titoli di stato europei. La duration media dei titoli contenuti è intorno ai 6,5 anni con una presenza forte di titoli di stati tedeschi (poco meno del 30%) seguiti da titoli di stato italiani e poi comprende vari titoli di stato come francesi, spagnoli fino ai portoghesi (i titoli greci che nel passato erano presenti ora non compaiono).

L’Etf, dopo una marcia in discesa dai 124 euro del luglio 2008 ai 109,32 euro della fine di maggio 2000, ha effettuato (vedi grafico sotto) un piccolo rimbalzo che lo ha riportato al di sopra dei 110 euro. Poichè il titolo è adatto per chi intende puntare sul rialzo dei tassi d´interesse, la piccola risalita potrebbe indicare che il mercato si attende che nel prossimo futuro ci possa essere un leggero ritocco dei tassi di interesse verso l’alto. Ma la risalita è ancora poco convincente per parlare di un inversione del trend al ribasso che è chiaramente evidenziata dal grafico.

Questo Etf scambia un controvalore giornaliero medio di circa 110mila euro (non si può certo definire quindi molto scambiato e di grande popolarità ) che risulta in netta discesa rispetto ai 500mila euro medi scambiati a inizio anno e ha uno spread tra il primo denaro e la prima lettera dello 0,18%, assolutamente accettabile per questo tipo di strumenti.

L’Etf che scommette su un peggioramento delle condizioni del credito e dell’economia con un aumento dei casi di downgrade e default…

Altro Etf interessante per valutare il polso del mercato obbligazione è il Markit iTraxx Crossover 5-Year Short Total Return-DB (sempre quotato a Milano e con Isin LU0321462870) che replica fedelmente l’andamento dell’indice iTraxx Crossover 5-year Short TR. Lo strumento rappresenta una strategia di protezione contro il rischio di credito connesso all’investimento in titoli obbligazionari emessi da un insieme variabile di enti societari. La performance di tale strategia è connessa alla percezione di benefici compensativi in caso di ricorrenza di eventi negativi inerenti al merito di credito dei soggetti di riferimento.

In pratica questo Etf fa parte di una serie di fondi passivi che consentono di acquistare una protezione da un eventuale fallimento o pesante downgrade delle società  obbligazionarie aziendali. In maniera indiretta tramite l’acquisto di questo Etf si compra una copertura sul mercato dei Cds e questo Etf rappresenta un paniere dei 50 Cds europei più liquidi nel panorama dell’investment grade, con prospettive di ribasso del rating (outlook negativo), e dell’high yield (alti rendimenti).

Gli indici iTraxx Total Return Europe, Hivol e Crossover offrono l’esposizione ad un paniere di Credit Default Swap (o Cds, un contratto che ha la funzione di trasferire l’esposizione creditizia di prodotti a reddito fisso tra le parti) a 5 anni e sono rinnovati semestralmente in modo da conservare un’esposizione al contratto più recente, ed un rendimento pari al tasso Eonia sulla quota di denaro non utilizzato per l’esposizione creditizia.

Evidentemente, quindi, se lo scenario economico dovesse bruscamente peggiorare con un deterioramento del mercato del credito e una minore solvibilità  delle aziende, il corso di questo Etf dovrebbe salire poichè rifletterebbe un aumento del costo per assicurarsi dal default delle imprese. L’investitore trarrà  dunque beneficio da una crisi creditizia, che si manifesta attraverso un allargamento degli spread di credito dei soggetti di riferimento, mentre perderà  valore quando le condizioni del mercato del credito migliorano.

L’Etf in questione sembra aver appiattito la sua tendenza nella fascia compresa tra i 90 e i 95 euro dopo che le sue quotazioni avevano toccato i 126 euro poco più di un anno fa quando il mercato finanziario mondiale sembrava vicino all’apocalisse. Ciò sta ad indicare una tendenza all’aumento della fiducia nei confronti di quelle società  che hanno emesso obbligazioni nella restituzione del capitale e nella garanzia del flusso cedolare.

A vedere il mercato analizzando questo Etf si potrebbe dire che il mercato sta valutando un peggioramento delle condizioni del credito ma ancora non vi è una tensione coos forte come quella che si respirava a inizio 2009. Un leggero peggioramento dello scenario sembra percepirsi ma ancora non si può parlare di una brusca inversione di tendenza. C’è da dire che questo Etf misura il mercato dei Cds delle obbligazioni aziendali (corporate) mentre nelle ultime settimane a essere messi in discussione come solvibilità  sono stati più gli Stati sovrani. Con la curiosa situazione che diverse obbligazioni corporate hanno iniziato a offrire rendimenti minori dei loro titoli “gemelli” emessi a livello governativo.

Questo Etf scambia un controvalore giornaliero medio di circa 100mila anche se la maggior parte dei volumi è concentrata in poche sedute. Ciò rende il titolo particolarmente volatile con oscillazioni che possono raggiungere anche il 5% tra una seduta e un’altra e quindi ancora troppo volatile. Lo spread tra il primo denaro e la prima lettera risulta essere dello 0,26%, leggermente superiore rispetto al primo etf trattato ma compatibile con la natura del titolo.

 

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