E’ POSSIBILE CHE ABBIA PERSO QUASI TUTTO INVESTENDO IN QUESTA OBBLIGAZIONE BANCARIA PORTOGHESE? SI’. (Denaro & Lettere)

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Vi ho scoperto da poco sul web e vi scrivo perché ho avuto la malaugurata idea di acquistare delle obbligazioni dello Espirito Santo (in particolare il bond subordinato Banco Espirito Santo 6,875% scadenza 21/10/2019, codice Isin XS0458566071) una banca portoghese molto famosa, e ora al rientro delle vacanze ho scoperto che non fa nemmeno prezzo.  Avevo già acquistato nel passato bond di questa banca che mi avevano dato ottime soddisfazioni e per questo ne ho comprate altre di questa emissione (scoperta girovagando sui vari forum e siti di Borsa), incrementando la mia esposizione su questa banca in modo deciso.  Avevo scelto queste obbligazioni perché attratto dal buon rendimento(ho bisogno che il mio portafoglio obbligazionario renda almeno un 5% l’anno) ma temo di aver fatto una cavolata e perso sia interessi che forse il 100% del mio capitale. Potete darmi qualche notizia positiva in merito? Devo veramente preoccuparmi? Ditemi tutto con franchezza e cercate di farmi capire…

Email firmata: S.P. 

 

 

Gentile risparmiatore,

con grande franchezza non possiamo darle alcuna buona nuova perché lo Banco do Espirito Santo si è portato via quasi tutti i soldi investiti in questa obbligazione. Il prezzo attuale si aggira, infatti, per questa obbligazione intorno ai 2/3 centesimi. Se aveva investito 100.000 euro ora se vende le obbligazioni ricaverà circa 2500 euro. E se mantiene il titolo in portafoglio come vedrà le probabilità di ricavare di più sono molto incerte.

E pazienza se il testimonial di questa banca fosse il campione del pallone Cristiano Ronaldo che reclamizzava che i suoi soldi erano al sicuro in questa banca.

L'andamento del bond subordinato Banco Espirito Santo 6,875% scadenza 21/10/2019
L’andamento del bond subordinato Banco Espirito Santo 6,875% scadenza 21/10/2019

Bes-ame mucho?

“Bes” che sta per Banco Espirito Santo, era fra le prima banche portoghesi, con azionista di maggioranza una delle più nobili famiglie lusitane qualche anno fa in affari con gli Agnelli e altri azionisti eccellenti.

Nobili e con le “pezze al culo” come si diceva una volta perché si è scoperto che la loro holding di famiglia, con cui controllavano la banca, la Financial Espirito Santo del Lussemburgo, aveva bruciato una marea di quattrini.

E stava in piedi come nelle grandi stangate finanziarie con i soldi dei propri correntisti.

Semplificando, alla faccia dei controlli, locali e europei, gli Espirito Santo hanno messo in piedi uno schema Ponzi di una semplicità pazzesca. Hanno dato soldi alla controllante che se li è mangiati. La banca prendeva i soldi dei depositanti e li prestava ai propri azionisti per coprire i buchi.  Nessun investimento strano, nessun oggetto misterioso. Solo un “furtarello” da qualche miliardo di euro senza passare dal caveau ma direttamente dall’ingresso principale. Nella quasi più grande banca portoghese. E senza che la Troika si accorgesse di nulla visto che questa primaria banca portoghese in questi anni ha superato tutti gli stress test e  ha comunicato un core tier (l’indicatore di solidità del sistema bancario) di quasi il 10% e aveva come azionisti di minoranza con un 15% una delle più blasonate banche francesi (Credit Agricole) che non si è accorta evidentemente di nulla (il numero uno dei “galletti” francesi ha detto che farà causa ai vertici di Bes perché “è stato ingannato”). Sic.

Ora visto che la situazione era insostenibile e c’era il rischio di una crisi sistemica a livello non solo portoghese ma europeo è intervenuto il governo di Lisbona d’intesa con l’Unione Europea.

In sintesi il piano annunciato a inizio agosto prevede la scissione in due dell’azienda di credito.

1)            Al Novo Banco (questo sarà il nuove nome dato all’ex BES per la parte sana) saranno attribuite tutte le attività e i depositi: i correntisti saranno dunque pienamente garantiti, così come sono stati “salvati” i sottoscrittori di obbligazioni non subordinate.

2)            Il vecchio Banco Espirito Santo si trasformerà invece in una “bad bank,” nella quale resteranno tutte le attività in sofferenza, tra le quali i prestiti ad altre società del gruppo Espirito Santo (cinque delle quali hanno portato i libri in tribunale) e la quota nella controllata in Angola, che ha bisogno di una ricapitalizzazione.

La bad bank è destinata a essere chiusa. E avrà forse capito che lei è rimasto dentro la bad bank come tutti gli azionisti oltre che i possessori di obbligazioni subordinate; in pratica nella banca dove sono contenuti gli asset tossici. E verrà pagato qualcosa solo al termine della procedura di liquidazione qualora resti qualcosa ancora in cassa dopo aver pagato tutti gli altri creditori e coperti tutti i buchi.

Uno schema di “salvataggio” che rispetta le nuove regole varate dall’Unione europea nel 2013 sui fallimenti bancari, secondo le quali in caso di difficoltà di una banca i primi a pagare saranno gli azionisti e i detentori di obbligazioni subordinate, poi in quota minore i detentori di obbligazioni ordinarie e poi anche i correntisti con depositi sopra i 100.000 euro.

In questo caso ci si è fermati a far pagare solo gli azionisti e i detentori di bond subordinati ma solo perché il governo portoghese (come era accaduto in modo simile anche se con uno schema diverso in Olanda con la SNS Bank) ha messo in campo un fondo partecipato da tutte le banche portoghesi di 4,9 miliardi di euro. Soldi che arriveranno dallo Stato portoghese tramite gli aiuti che erano stati concessi da Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale che ora verranno dirottati su Bes per tappare questa falla con qualche giochino un po’ complicato per rispettare la regola che le banche in difficoltà non possono ricevere aiuti di Stato.

Un’altra brutta storia di malafinanza e risparmio tradito insomma.

Tra l’altro un mio amico analista finanziario mi ha segnalato che l’altra cosa “carina” è che la stessa banca farà accantonamenti per 1,2 miliardi per via del consolidamento di Special Purpose Entities (veicoli finanziari che la banca aveva creato ad hoc per raccogliere altri soldi e confondere le acque) usati dalla stessa banca per emettere bond.

E in queste settimane i titoli azionari e le obbligazioni hanno continuato a scambiare e chi si fosse basato sulle comunicazioni ufficiali (e le rassicurazioni del governo di Lisbona, della banca centrale portoghese ma anche dell’Unione Europea) per decidere cosa fare avrebbe preso delle cantonate assurde: i numeri definitivi sono stati, infatti, enormemente peggiori di quanto dichiarato.

 

E chi aveva sottoscritto solo qualche mese fa l’aumento di capitale ha perso con le azioni quasi tutto.

 

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L’andamento delle azioni del Banco do Espirito Santo

Riguardo il bond che ha in portafoglio mentre scrivo vale sul mercato OTC circa 2,675   dopo che il titolo quest’anno era arrivato al massimo addirittura a valere oltre 107.

Una bella batosta sicuramente.

Ma non me la prenderei sinceramente solo col governo portoghese, i vertici del Banco Espirito Santo e la famiglia Espirito Santo e pure lo Espirito Santo.

Anche lei ci ha messo del suo a cacciarci in questo pasticcio.

Comprando in quote massicce peraltro un bond solo (come lei stesso ammette) perché attratto dal rendimento netto annuale (5%). Seppure purtroppo è in buona compagnia visto che mi capita sovente di parlare con risparmiatori che compongono il portafoglio, partendo dal rendimento che vogliono ottenere omettendo di valutare i rischi che possono correre, argomento che tratterò in un prossimo capitolo dell’ebook che sto pubblicando a puntate (vedi qui) .

E sempre più nel futuro chi detiene soldi o obbligazioni (subordinate ma anche senior) in banche in crisi (anche in Italia) sarà chiamato a risponderne come peraltro anche il possesso di titoli di Stato Italiani non è più garanzia di assoluta sicurezza con anche l’introduzione di alcune norme come le cosiddette CAC (Clausole di Azione Collettive) che consentono ai governi (compreso quello italiano in caso di necessità) di cambiare le carte in  tavola modificando interessi e scadenze e di cui una sintetica e ottima spiegazione  su queste clausole è stata fatto dal nostro amico avvocato Roberto Lenzi (vedi qui )

Se poi vuole prendere questa perdita con filosofia si legga la biografia di Isaac Newton, matematico, fisico, filosofo naturale, astronomo, teologo e alchimista inglese, considerato uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi.

Anche lui fu attratto dal mondo degli investimenti e della speculazione e nel XVIII secolo era il tempo delle azioni della Compagnia dei Mari del Sud.

Una società fondata nel 1711 che ottenne il monopolio del commercio con le colonie sudamericane spagnole. In cambio, la Compagnia si assumeva il debito pubblico che l’Inghilterra aveva contratto per finanziare la Guerra appena conclusa.

 

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I titoli della Compagnia salivano vertiginosamente e come molti piccoli investitori inglesi Isaac Newton ne fu attratto, realizzando inizialmente un fortissimo guadagno. Le azioni continuavano però a salire e Newton rientrò nell’affare aumentando l’esposizione personale e della famiglia. Ma dall’euforia si passò presto al panico con le quotazioni che iniziarono a crollare (anche perchè il business sottostante non rendeva nulla). I titoli della Compagnia dei Mari del Sud crollarono a picco, lasciando molte persone, tra cui Isaac Newton, con il cerino acceso in mano. La delusione a quel punto si trasformò in rabbia, il Parlamento inglese emanò il “Bubble Act”, ma ormai il denaro si era trasformato in carta straccia (o quasi). Isaac Newton perse circa 20.000 sterline del patrimonio di famiglia. E Isaac Newton pronunciò una memorabile frase: “Posso calcolare il movimento dei corpi celesti ma non la pazzia della gente”.

Entrare su un titolo per ragioni poco…ragionate (“scoperto” grazie alle dritte di qualche sconosciuto su un forum di Borsa) e soprattutto non avere un piano per uscire se le cose si mettono male può essere quando si investe (con qualsiasi strumento finanziario) molto pericoloso.

Si consoli comunque ed è inutile oramai piangere sul latte versato. Ma ne faccia tesoro.

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