Ecco la strategia di Borsa che permette di guadagnare in ogni stagione dei mercati. Anzi, no.

In sintesi:  una strategia o un prodotto finanziario che consente guadagni sui mercati finanziari in ogni stagione dei mercati e “funziona” il 100% del tempo non esiste. Come ogni rosa ha le sue spine ogni strategia o prodotto finanziario ha dei PRO e dei CONTRO ed è bene soppesarli e conoscerli, non fidandosi di chi la fa troppo facile. 
Nella nostra consulenza per queste ragioni prima che sui singoli prodotti finanziari abbiamo lavorato da oltre 14 anni (e continuiamo a lavorarci) sulle strategie che consentono ai risparmiatori nel tempo di ottenere i migliori rendimenti con i minori rischi e per questo ci distacchiamo dalla massa dei consulenti finanziari che propongono portafogli fritto misto fotocopia del tipo “compra e tieni”.  Con vantaggi e svantaggi, naturalmente. Ma nel tempo il piatto della bilancia sembra propendere in modo significativo per un tipo di strategia flessibile e attiva come quella attuata nella consulenza di SoldiExpert SCF.  Alcune riflessioni sul tema…

Se qualcuno nel mondo degli investimenti ti parla di una strategia che batte il mercato ogni mese, trimestre o anno e chiude in positivo dovresti subito annusare puzza di bruciato e scappare… da un simile venditore finanziario.

Sta cercando di fregarti ed è probabile che non sia in buona fede perché chi ha una qualsiasi significativa esperienza dei mercati finanziari reali sa che non esistono né grafici che vanno solo all’insù come un qualsiasi bambino sopra gli 8 anni sa che non esiste la fata dei dentini.

Parentesi. Mio figlio Federico in verità lo sa anche se ne ha 7 ma finge di crederci fino a quando si troverà 5 euro sotto il cuscino per ogni dentino che perde grazie alla munifica mamma Roberta  😛 

L’articolo (vedi qui) che abbiamo pubblicato qualche giorno fa sui fondi multi-asset ha suscitato grande interesse e dibattito e naturalmente il nostro obiettivo non era come speriamo di aver fatto capire parlare male in assoluto di questa categoria di prodotti, di alcune società di gestione o dei fondi in generale.

L’obiettivo del nostro spunto era criticare un certo modo semplicistico con cui abbiamo visto vendere questi prodotti al risparmiatore comuni facendo passare alla grossa il concetto che ora …esistono prodotti finanziari in grado di guadagnare “in ogni stagione dei mercati”. Nelle nostre di pubblicità veicoliamo concetti molto più realistici come questo “Un buon consulente non di promette crescite miracolose”.

red tulips

Guadagnare in ogni stagione dei mercati” è una promessa da marinai in Borsa come da anni cerchiamo di spiegare con i nostri servizi, il blog o gli ebook e studi. E questo bagno di umilità viene da chi maneggia da diversi lustri con discreto successo portafogli e strategie (offerte con la consulenza finanziaria indipendente di SoldiExpert SCF) che hanno dimostrato nel tempo di realizzare risultati superiori sul mercato sull’azionario come sull’obbligazionario. Sui fondi come sugli ETF o sulle azioni.

Senza però raccontare che guadagnare è facile come una passeggiata sul tapis roulant dove basta stare pure fermi per arrivare senza sforzo da un capo all’altro senza fatica.  Non esistono, infatti, in finanza “pasti gratis” per utilizzare un’espressione cara a Milton Friedman morto a 94 anni e fra i più grandi economisti del secolo scorso.

Un concetto semplice quello che qualsiasi scelta economica o finanziaria ha sempre un costo che prima o poi qualcuno dovrà pagare (si pensi anche solo alla finanza pubblica italiana e quello che è accaduto, sta accadendo e potrebbe accadere) e che per quanto logico e razionale non fa breccia come i messaggi più corretti dove quando si parla di rendimenti si parla anche di rischi, di operazioni in guadagno ma anche in perdita.

Si guardi per esempio il grafico successivo.

Siamo di fronte a 2 strategie di investimento a confronto. Una che potete vedere in verde e che ha prodotto nel periodo gennaio  2006-luglio 2015 un rendimento del +472,9% mentre una più statica, la strategia azzurra, che ha prodotto nello stesso intervallo temporale un rendimento del +130,7%. Nel primo caso di questa simulazione di 2 strategie 100.000 euro iniziali sono diventati 572.900 (strategia verde). Nel secondo caso (strategia azzurra) 230.700 euro. Una differenza notevole in termini di risultati…

 

GRAFICO 1

strategieBorsa

E dall’esame immediato  di questi 2 grafici si può anche vedere la volatilità differente di queste 2 strategie ovvero il rischio che si è dovuto sopportare di vedere il proprio capitale sobbalzare durante il tragitto. Maggiore per la strategia azzurra che ha avuto una volatilità più elevata (il 20,2%) ma che se la  misuriamo in un drawdown ovvero la maggior perdita subita nel periodo più avverso arriva al -55,9% della strategia azzurra.

Un risparmiatore che avesse iniziato a investire nell’autunno 2008 seguendo la strategia azzurra avrebbe, infatti, visto il capitale più che dimezzarsi (la linea azzurra passa infatti nel periodo da 200.000 euro a poco sotto i 100.000) mentre la strategie verde pur accusando una discesa nello stesso periodo contiene molto le perdite e con la ripresa dei mercati evidentemente riparte poi da un capitale molto più alto.

E quanto rappresentato con la linea azzurra non è un caso teorico ma quanto ha perso dai massimi l’indice azionario mondiale nel periodo 2007-2008 e infatti  rappresenta l’andamento di un ETF quotato sulla Borsa Americana (vedi qui)  che rappresenta l’indice delle 100 azioni mondiali più rappresentative e si può considerare una buona pietra di paragone del classico approccio “buy & hold” ovvero compra e tieni che seguono la maggior parte dei risparmiatori (consciamente con il “fai da te” o inconsciamente affidando a terzi la gestione dei propri risparmi).

Nel caso della strategia indicata con la linea verde abbiamo simulato  una strategia invece attiva che opera su un basket di indici ovvero ETF rappresentativi di diversi comparti e in particolare Azionario Usa, Azionario Pacifico, Azionario Europa, Obbligazionario Lungo Termine, Obbligazionario Liquidità, Oro). La strategia verde elaborata solo a fini didattici seleziona solo 2 fra questi 6 comparti in base a determinate regole proprietarie che abbiamo dato e che tengono conto dell’andamento dei prezzi mese dopo mese e di alcuni variabili.

Quale vi sembra migliore come strategia? L’azzurra o la verde?

Evidentemente la strategia con la linea azzurra offre i migliori risultati sia in termini di rendimento che di controllo del rischio ma risulta comunque evidente che non si può certo parlare di una strategia nemmeno in questo caso “buona per tutte le stagioni dei mercati”.

Si guardi per esempio nel grafico sottostante lo stesso confronto tra le due strategie su un periodo più ristretto di 3 anni e mezzo (2012 – 2015).

piccolo-grafico
In questo periodo la strategia “verde” ottiene un rendimento migliore ma se si guarda con attenzione il grafico e si analizzano i dati si evidenzia facilmente che nel periodo 2012-2014 la strategia statica (quella azzurra) ottiene migliori rendimenti e solo negli ultimi mesi si verifica il sorpasso della strategia attiva (quella verde) rispetto a quello passiva (quella azzurra).

E questo esempio ci riporta all’inizio della discussione.

Non esistono strategie sempre vincenti e capaci di ottenere sempre e comunque solo rendimenti positivi (nel settembre 2014 per esempio la strategia “azzurra” segna una delle peggiori performance mensili con un -6,46%) e una strategia va giudicata non guardando agli slogan…ma agli andamenti reali nel tempo e al confronto col mercato.

Confronto che deve avvenire su orizzonti temporali significativi (in cui ci siano stati sia rialzi sia ribassi) e che sono per un risparmiatore accorto e consapevole non di qualche mese o anno dove il risultato positivo o negativo di qualsiasi strategia attiva o passiva può assomigliare a quello del lancio di una monetina come insegna l’analisi dei rendimenti passati dei mercati finanziari e soprattutto di quelli azionari.

Da parte nostra la preferenza va come sanno i nostri clienti a strategie del tipo “verde” poichè anni di risultati reali sui mercati dimostrano che nel tempo strategie attive possono essere in grado di far ottenere rendimenti migliori e far correre meno shock al portafoglio tipo quello che è accaduto nel 2007-2008 e che è stato evitato nel caso dei nostri portafogli di consulenza self service o della consulenza personalizzata grazie a strategie che prevedono non solo segnali di acquisto ma anche massicci ordini di vendita in determinate fasi dei mercati.

guadagnare-sempre

Un aspetto molto importante a cui dovrebbe guardare il risparmiatore è, infatti, quello di cercare di avere una strategia (o affidarsi a un consulente che ce l’abbia) che cerchi di proteggere dalle perdite disastrose che rischiano di vanificare altrimenti anni di rendimenti positivi. Nei classici e più venduti portafogli che vengono confezionati per i risparmiatori italiani da banche, promotori e anche consulenti finanziari nel 95% dei casi quella che si propone è invece una gestione passiva o semi-passiva sottostante. Si va a rimorchio dei mercati sia quando si sale che quando si scende sulla base della teoria che questa è la migliore strategia. E lo è sicuramente per chi colloca i prodotti o le società prodotto 🙂

Più opinabile è se questa strategia funziona per il risparmiatore nella realtà perchè quando il capitale passa da 200 a 100 può accadere facilmente che il risparmiatore getti la spugna e se non lo fa comunque per rivedere il proprio capitale di partenza  dovrà attendere un rialzo di oltre il 100%.

 

C’è sempre un prezzo da pagare, anche quando nel tempo si guadagna di più del mercato…

C’è sempre naturalmente un prezzo da pagare quando si investe come abbiamo visto dal confronto semplificato di queste 2 strategie e per esempio va considerato che il fatto che una strategia come quella azzurra di tipo statico non prevede di fatto movimentazione del portafoglio mentre quella verde ha una movimentazione mensile superiore a un’operazione al mese. E naturalmente non tutte le operazioni attuate sono positive e si chiudono in guadagno! E non in tutti i periodi si ottengono risultati migliori del mercato! Un 30-40% delle operazioni può anche chiudersi in negativo o con periodi in cui il benchmark (ovvero il mercato di riferimento e in questo caso l’indice delle azioni mondiali espresso in colore azzurro) ottiene risultati superiori della strategia attiva.

Eppure se si attua una strategia attiva e robusta nel tempo i “pro” superano secondo noi ampiamente i “contro” (come dimostrano nel tempo i rendimenti dei nostri servizi di consulenza in cui forniamo ai risparmiatori indicazioni su cosa comprare e vendere per patrimoni da 20.000 euro a qualche milione di euro ) pur se naturalmente bisogna essere consci anche del prezzo psicologico da pagare poichè come insegna la finanza comportamentale è certo più facile per numerosi risparmiatori comprare un paniere di titoli o di fondi o di ETF e poi sperare che questo si apprezzi nel tempo senza ricorrere ad alcuna manutenzione (senza avere mai la “seccatura” di chiudere operazioni in perdita e pensando di aver trovato la “soluzione”) piuttosto che seguire con disciplina e metodo una strategia che prevede sia segnali di entrata che di uscita e parla da subito sia di operazioni in guadagno che in perdita e ragiona con una logica non basata sul “compra e tieni”.

Ed è infine questo il motivo per cui è ben difficile sostenere che sia possibile trovare strategie o strumenti capaci di guadagnare in ogni stagione dei mercati.

Noi preferiamo concentrarci sui migliori titoli o settori del momento secondo delle regole proprietarie che abbiamo assegnato a ogni portafoglio, partendo dalla considerazione che i “leader” cambiano nel tempo.  Ed è preferibile attuare una rotazione di portafoglio e che tenga conto di quello che i mercati suggeriscono piuttosto che attuare una strategia passiva o statica o giocare a fare i guru e a quelli che indovinano quali saranno i comparti del futuro. Un esercizio affascinante ma che può essere costosissimo.

Nel libro “Guadagnare in Borsa è questione di forza” (scaricabile anche qui) abbiamo parlato molto di questi concetti anche per far comprendere come gli extra rendimenti che abbiamo ottenuto in questi anni nella nostra attività di consulenza finanziaria indipendente non arrivano in modo automatico e nel corso di oltre 14 anni di attività abbiamo attraversato anche trimestri in cui i nostri portafogli hanno sottoperformato e naturalmente abbiamo dovuto affrontare le inevitabili critiche di chi pensa che “le strategie attive non funzionano più” salvo ricredersi qualche trimestre dopo a fronte di performance dei nostri portafogli nettamente superiori all’andamento del mercato su periodi temporali più significativi di qualche quadrimestre chiuso in perdita assoluta o relativa rispetto al mercato.

In conclusione una strategia o un prodotto finanziario che consente guadagni sui mercati finanziari in ogni stagione dei mercati e “funziona” il 100% del tempo non esiste.

Ma se qualcuno ve la propone… conducete un’accurata indagine e valutate non solo quello che vi piace sentirvi dire o vorreste ottenere ma valutate anche i “contro”. Che esistono sempre purtroppo ed è meglio conoscere prima piuttosto che dopo soprattutto se non avete una strategia per gestire le cose “storte” quando vanno “storte”. E dove il rischio di prendere decisioni “storte” aumenta a quel punto esponenzialmente…

 

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