Effetto Dollarumma sull’Italia e a Piazza Affari dopo la vittoria ai campioni europei

Essere diventati campioni d'Europa potrebbe provocare un aumento del Pil e altri effetti positivi per l'economia? Quali sono le conseguenze dell'essere "digitali"? Questo e molto altro nella Lettera Settimanale

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Questa settimana ci siamo svegliati campioni d’Europa e, secondo la stampa, non solo nazionale la vittoria della squadra azzurra potrà “dopare” la crescita italiana.

Alcune ricerche dicono che il morale risollevato degli italiani dopo la vittoria ai rigori potrebbe provocare un aumento del Pil ulteriore del +0,7% e in effetti dopo la parata incredula di Donnarumma o Dollarumma (come lo chiamavano i suoi detrattori per contestare ironicamente il suo passaggio dal Milan ora al Paris Saint Germain per un ingaggio di 12 milioni netti a stagione contro i “soli” 6 dell’ultimo contratto rossonero) chi di noi italiani non si è dato immediatamente allo shopping più frenetico e compulsivo?

E anche all’estero questo effetto “azzurro” simil Viagra dovrebbe sprigionarsi grazie ad un export rafforzato dalla prodezza dei nostri calciatori.

I francesi invidiosi, in una dotta analisi sul quotidiano finanziario Les Echos, hanno ricordato che nel 2006 quando l’Italia vinse i campionati mondiali di Calcio ai rigori proprio contro i galletti transalpini, le nostre esportazioni salirono del 10% e non solo.

Dopo la vittoria ai mondiali dell’Italia la disoccupazione diminuì del 10% con un aumento del 4,1% di Pil e 2,36 milioni di turisti in più arrivarono nel Belpaese nel 2007 per visitare i luoghi natali di Andrea Pirlo, Marco Materazzi, Daniele De Rossi, Alessandro Del Piero e Fabio Grosso.

Speriamo che le cose vadano veramente così (e anche meglio naturalmente) e questa settimana ti voglio segnalare la bella intervista in modalità podcast e modalità YouTube che abbiamo fatto io e Roberta all’avvocato Marisa Marraffino, una delle avvocate (o avvocatesse, fate voi) più brave e preparate in Italia sul tema dei reati informatici e sui rischi della Rete. Un tema che ci interessa oggi tutti come utenti, cittadini, genitori, professionisti, imprenditori.

E’ stata, credo, una conversazione molto interessante e mi ha riportato alla memoria un libro del lontano 1996 “Essere digitali” di Nicholas Negroponte (fondatore del Media Lab del Mit, Massachussets Institute of Technology) che preconizzava proprio come la Rete e le nuove tecnologie avrebbero trasformato la società nella nostra vita quotidiana, nella cultura e nella politica.

Un mondo non più solo dominato dall’atomo – la materia – ma piuttosto dal bit – dall’informazione.

 

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Ho conosciuto anche personalmente all’epoca Negroponte, perché sul finire degli anni ’90 organizzai con un mio caro amico un convegno in Sardegna con la sua partecipazione e non tutte le previsioni dell’epoca si sono avverate, ma sul fatto che siamo diventati tutti un po’ “essere digitali” non ci piove e la pandemia ha esasperato questa tendenza.

Le conseguenze dell’essere “digitali” (positive ma anche negative) non sono chiare a tutti e molte persone ne sono impreparate e rischiano di esserne vittime.

Si pensi a chi sul web decide in modo impulsivo ed emozionale di affidare i propri risparmi a chi promette di moltiplicare i soldi con offerte seducenti sul Forex, criptovalute, materie prime e altre mirabilie. Per scoprire poi di essere stato truffato. Oppure chi viene fatto oggetto di ricatti informatici di ogni tipo, personali o aziendali (ransomware).

O come l’esserci trasferiti noi umani sui “social” per un numero di ore al giorno non proprio irrilevanti ha provocato situazioni non sempre limpidissime. Penso al fenomeno dei cosiddetti “influencer” ma anche a quello dei “leoni da tastiera” e come il confine fra libertà di espressione, opinione, critica o anche ironia non è sempre così facile da circoscrivere, come quello della “chiara distinzione” fra messaggi pubblicitari dai testi giornalistici che è sempre più violata.

Ne abbiamo parlato con Marisa Marraffino qui in versione YouTube (e qui in versione podcast) e vi consiglio l’ascolto quando ne avrete tempo, perché sapersi difendersi dalle insidie di un uso esagerato e sprovveduto della Rete è importante e le “regole” esistono anche qui, come nel mondo degli investimenti, se non si vuole essere stritolati.

Stai bene ed investi bene,

Salvatore Gaziano di SoldiExpert SCF
Responsabile Strategie d’Investimento SoldiExpert SCF

 

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