Effetto domino sulle Borse. La durissima vita del cassettista

Dalla settimana della vigilia di Natale a quella attuale Piazza Affari è arrivata a perdere oltre il 25% e con l’attuale saranno 7 le settimane consecutive di ribassi. Una bufera che non si è abbattuta certo solo sul listino italiano.

Quello che si sta rapidamente deteriorando ora è il contesto internazionale con soprattutto il listino azionario statunitense che sta indebolendosi sempre più. Tralasciando i settori e i mercati in marcata difficoltà (banche e finanziari o Asia, soprattutto) quello che preoccupa è l’effetto domino. E che è arrivato a far cadere anche i settori “forti” Basti pensare che l’indice Nasdaq, il motore del rialzo in questi anni grazie ai titoli della tecnologia e del biotech (settore che sembrava destinato solo a salire e di cui avevamo qualche mese fa evidenziato in questo articolo il rischio di delusioni), è a pochi punti percentuali dall’aver lasciato sul terreno il 20% dai massimi di fine luglio 2015. Qualcosa che sancirebbe quasi a livello ufficiale l’entrata nel mercato orso.

Il cash resta in queste situazioni il riparo in attesa che si plachi la tempesta.
Come strategia le numerose nubi che si addensavano sui mercati hanno consigliato nelle scorse settimane ai nostri modelli di ridurre fortemente la componente azionaria.

Inutile girarci intorno: negli ultimi decenni appare sempre più chiaro che un approccio ‘compra’ e ‘tieni” ovvero di tipo passivo diventa sempre più difficile da sostenere.

L’indice Eurostoxx 50 (quello che raggruppa le 50 società a maggiore capitalizzazione in Europa) agli attuali valori lo si poteva acquistare anche nel 1997….

eurostoxx50

Pochi risparmiatori e investitori possono sopportare queste escursioni e stress che diventano sempre più accentuate complice anche l’overload dell’informazione e un mercato finanziario sempre più globalizzato dove tutti gli asset sono sempre più correlati. Uno scenario di cui spesso come SoldiExpert SCF abbiamo parlato e che riporta le lancette indietro a quello che è già avvenuto in altre crisi finanziarie.

Dalle quali gli investitori che hanno seguito una strategia coerente e non basata sull’emotività ne sono usciti prima e con meno danni, rivedendo prima il sereno…

Un estratto di questa nota di SoldiExpert SCF sui mercati è stata ripresa (vedi qui) dall’agenzia MF-Dow Jones e ripresa su alcuni siti finanziari  e di trading online 

 

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