Eni vince negli Emirati ma non convince in Borsa

L’acquisizione da parte di ENI di una quota di Adnoc Refining, la compagnia petrolifera degli Emirati Arabi, rappresenta una delle maggiori operazioni nel settore della raffinazione e permetterà di aumentare del 35% la capacità del gruppo che punta a una crescita di 400 milioni di euro all’anno del cash flow.

Con questa operazione l’azienda del cane a sei zampe aumenta non solo la propria capacità di raffinazione ma rafforza la propria presenza in un’area strategica per i commerci e amplia la possibilità di migliorare la redditività in un settore dove la competizione si farà sempre più forte.

L’operazione annunciata ieri da ENI che rappresenta un altro tassello del piano industriale che prevede di “rendere il portafoglio maggiormente diversificato dal punto di vista geografico, più bilanciato lungo la catena del valore, più efficiente e più resiliente rispetto alla volatilità del mercato” come ha ribadito l’amministratore delegato Claudio Descalzi.

Ma questa sarà anche la settimana delle trimestrali di numerosi colossi del tech come Apple, Facebook, Microsoft, Tesla e le prime avvisaglie arrivate ieri con i numeri di Caterpillar e Nvidia non sembrano particolarmente positive causa il rallentamento registrato negli ultimi mesi in alcuni mercati chiave come la Cina.

Nel video che potete vedere in fondo all’articolo, tratto dalla trasmissione “Caffè Affari”, si è parlato anche di banche e del progetto di Unicredit di smaltire altri 3 miliardi di euro di crediti deteriorati in un panorama che vede il settore bancario italiano sempre sotto osservazione per l’elevato carico di crediti marci contenuti nei bilanci soprattutto di banche medie e piccole che negli anni passati hanno svalutato con il contagocce i crediti insoluti cercando di guadagnare tempo. Per la vigilanza BCE e per il mercato il calcio al barattolo non può andare avanti all’infinito e per alcune banche (si pensi a Popolare di Bari che domani terrà il cda e numerose altre banche regionali) questo è un tema molto caldo perchè svalutare i crediti significa quasi sempre vedere passare dal conto economico perdite che vanno poi a incidere sul patrimonio di vigilanza.

Con la necessità poi per ripristinare l’equilibrio di rafforzare il patrimonio tramite aumenti di capitale o prestiti convertibili in capitale. Un bel problema per alcune banche che hanno già visto molti azionisti veder precipitare in questi anni il prezzo delle azioni (e in diversi casi con l’impossibilità pure di trovare un mercato) ma anche per il sistema bancario nel suo complesso se si deve intervenire come sistema per tappare le falle più gravi.

Un tema che come consulenti finanziari indipendenti abbiamo sollevato già da molti anni consigliando per esempio agli azionisti di banche non quotate già da quasi 10 anni di letteralmente fuggire prima che fosse troppo tardi.

Guarda il video dell’intervista a Salvatore Gaziano, consulente finanziario indipendente e responsabile strategie d’investimento di SoldiExpert SCF, ospite di “Caffè Affari” su Class CNBC (canale Sky 507), programma condotto questa mattina da Irene Elisei.

Clicca sull’immagine qui sotto per il video.

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