Piu’ tasse di successione sui ricchi più benessere sociale per tutti?

Non si sa se è per far quadrare i conti dello Stato, visto che nel 2016 secondo la Commissione Europea il rapporto debito/pil dell’Italia non scenderà come annunciato dal governo, o per nobili intenti, come scrivono nero su bianco alcuni deputati, fatto sta che sugli italiani pende da diversi anni la spada di Damocle di un aumento delle tasse di successione. La discussione è sfociata l’anno scorso in una proposta di legge da parte di alcuni deputati di Sinistra e Libertà. Se questa proposta passasse, le conseguenze economiche per alcuni contribuenti sarebbero infernali. Nel caso di ricche coppie di fatto lo Stato si porterebbe via metà del patrimonio passato in successione. Per le famiglie tradizionali il prelievo sarebbe più contenuto, ma comunque consistente rispetto alla legislazione attuale. Come mostrano le tabelle in coda all’articolo. Incuranti del salasso per i contribuenti, alcuni politici sostengono che aumentare le tasse sull’eredità è cosa buona e giusta. E riporterà il Paese sulla retta via.

Aumentare la tasse di successione? Per Sinistra e Libertà si puo’ e si deve

L’attuale meccanismo di trasmissione della ricchezza per via ereditaria – unito a una bassa o parziale imposizione fiscale – favorisce eccessivamente e inopportunamente le classi di reddito più alte, rappresentando una delle forme maggiori di disuguaglianza e di immobilità sociale del nostro tempo“.

E’ una condanna senza appello dell’attuale regime fiscale sulle successioni quella contenuta in una proposta di legge presentata in questa legislatura da un gruppo di deputati di Sinistra e Libertà e pubblicata quest’anno nella Gazzetta Ufficiale.
Le tasse di successione che si pagano in Italia sono per questi deputati troppo basse: vanno riviste e aumentate del doppio e in alcuni casi del triplo rispetto a quanto prevede attualmente la legge. E il privilegio che consente di non pagare le tasse se i beni ereditati sono costituiti da titoli di stato va eliminato.

Una tesi interessante quella sul rapporto tra tasse di successione e immobilità sociale su cui vale la pena fare qualche riflessione. Soprattutto alla luce delle conseguenze patrimoniali in termini di costi che comporterebbe. I numeri in ballo sono piuttosto impressionanti.

Piu’ tasse su pochi, più ricchezza per tutti 

La tesi dei deputati firmatari della proposta di legge è che il regime fiscale attuale in tema di successioni premia l’ozio “favorendo chi si contenta di godere della fortuna ereditata“. Così non va. “Grazie a una maggiore imposizione fiscale sui lasciti ereditari più alti (è possibile – secondo i firmatari di questa proposta ndr)  assicurare maggiori risorse da destinare alle politiche pubbliche, realizzando, in tal modo, una più equa politica di redistribuzione della ricchezza“.

All’estero si paga tanto o niente

Rispetto ad altri Paesi europei dove il fisco picchia duro, arrivando a decurtare anche del 50% l’eredità (accade in Francia, Germania, Spagna), in Italia le tasse di successione sono contenute (come avevamo scritto qui).  A chi dice che siamo un “paradiso fiscale”, bisogna però ricordare che non in tutto il mondo si pagano le tasse di successione. In Australia, Austria, Canada, Norvegia, Svezia, Russia sono state abolite. Negli Stati Uniti si pagano, ma tra gli anni Settanta e il 2013 sono state dimezzate con grande disappunto di 120 miliardari americani (da Bill Gates a Warren Buffet) che hanno firmato una petizione per ripristinarle. Ma per ora non sono stati accontentati.

In Italia, dove il contribuente forse si sente già un pochino vessato dal fisco, non c’è stata una levata di scudi (nè dei “ricchi”, nè dei “poveri”) per reintrodurle dopo che nel 2001 il Governo Berlusconi aveva abolito le tasse di successione. Nè una sollevazione popolare quando nel 2006 il governo Prodi le ha reintrodotte, anche se in modo più tenue rispetto al 2000. Su questo fronte i maligni amano ricordare che quando erano state abolite le tasse di successione nel 2001 da Berlusconi, il Professore ne aveva approfittato qualche anno dopo per fare una “piccola” donazione esentasse ai propri figli (870 mila euro). Tiene famiglia pure lui.

I figli so piezz e core

Il fisco italiano sulla famiglia “tradizionale” chiude comunque un occhio: attualmente  fino a 1 milione di euro di beni (mobili e immobili) trasferiti al coniuge e ai parenti in linea retta (genitori e figli) gli italiani non pagano alcuna tassa di successione. Oltre questo ammontare, sempre relativamente al coniuge e ai parenti in linea retta, la tassa di successione è pari al 4% dei beni trasferiti. Per tutti gli altri soggetti che non sono il coniuge o i discendenti in linea retta, le franchigie sono più basse (100 mila euro) e le aliquote sono più alte (fino all’8%).
Non sono compresi nell’attivo ereditario, e pertanto sono esenti dall’imposta, tutti i titoli del debito pubblico, ad esempio BOT, CCT e altri titoli garantiti dallo Stato o equiparati, compresi i titoli emessi dagli Stati appartenenti all’Unione europea e dagli Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo. “Nata come idea per favorire l’investimento in titoli di Stato italiani – ricorda Franco Paternollo Responsabile delle attività di Gestione e Consulenza di Compagnia Privata Sim – si è trasformata in un supporto (più o meno ignorato) per i titoli di Stato e sovranazionali tout court.”

L’Italia, un paradiso fiscale?

Rispetto al contribuente francese o tedesco l’italiano paga circa un terzo in meno di tasse di successione, ma rispetto al contribuente austriaco o svedese, per cui la successione è esentasse, paga decisamente di più.

Il vero paradiso fiscale del contribuente italiano sul fronte successorio è costituito dalle polizze assicurative e dai titoli del debito pubblico che sono esenti dalle tasse di successione. Le polizze fino a qualche anno fa erano esenti anche dal pagamento del capital gain. L’ “evento Paradiso” era totalmente tax free per i beneficiari di un contratto assicurativo. Nella proposta di Sinistra e Libertà una delle due soluzioni eredità esentasse viene a cadere.

Le tasse di successione? Raddoppiamole o triplichiamole

Gli 11 deputati di Sinistra e Libertà firmatari della proposta di legge  propongono di tassare di più la ricchezza trasferita per via ereditaria abbassando la soglia di patrimonio trasferito non gravata da tasse di successione e raddoppiando le aliquote per tutti i soggetti beneficiari di un’eredita’.

La proposta di legge mira a

  • abbassare le attuali franchigie a favore del coniuge e dei parenti in linea retta da 1 milione di euro a 500 mila euro; aumentare dal 4% al 7% le tasse sui beni trasferiti a questi beneficiari
  • per i trasferimenti di beni o diritti a favore dei fratelli e delle sorelle la franchigia rimarrebbe di euro 100.000,00 ma l’imposta salirebbe dal 6% all’8%
  • per i trasferimenti di beni o diritti a favore dei parenti fino al quarto grado e dei parenti e degli affini in linea collaterale fino al terzo grado la tassazione passerebbe dall’8% al 10%
  • per i trasferimenti di beni o diritti a favore di altri soggetti (tema scottante per le coppie di fatto) la tassazione passerebbe dal 8% al 15%
  • per la parte eccedente 5 milioni di euro le aliquote andrebbero triplicate quindi la tassazione passerebbe dal 14% per i parenti più prossimi al 45% per i soggetti che non fanno parte dell’asse familiare fino a 5

 

Ecco una simulazione nella tabella sottostante del surplus di tasse che si dovrebbero pagare sui beni trasferiti in eredità nel caso di una famiglia tradizionale se passasse la proposta di Sinistra e Libertà

 

BENI TRASFERITI A CONIUGE, FIGLI E PARENTI IN LINEA RETTA
Valore patrimonio trasferito

(beni mobili e immobili)

Tasse di successione

Proposta di legge di Sinistra e Libertà 

100.000,00  nessuna tassazione  nessuna tassazione
250.000,00   nessuna tassazione  nessuna tassazione
500.000,00 nessuna tassazione nessuna tassazione
750.000,00   nessuna tassazione  52.500,00
1.000.000,00   nessuna tassazione 70.000,00
1.500.000,00 60.000,00 105.000,00
3.000.000,00 120.000,00 210.000,00
5.000.001,00 200.000,00 1.050.000,00

 

Per le coppie di fatto poi le tasse di successione graverebbero in modo ancora più sostanzioso delle già penalizzanti aliquote previste rispetto a chi fa parte di una famiglia tradizionale come si legge nella tabella sottostante

 

BENI TRASFERITI TRA COPPIE DI FATTO

Valore patrimonio trasferito

(beni mobili e immobili)

Tasse di successione

Proposta di legge di Sinistra e Libertà 

100.000,00 8.000,00 15.000,00
250.000,00 20.000,00 37.500,00
500.000,00 40.000,00 75.000,00
1.000.000,00 80.000,00 150.000,00
1.500.000,00 120.000,00 225.000,00
3.000.000,00 240.000,00 450.000,00
5.000.001,00 400.000,00 2.250.000,00

 

Gli assicuratori brindano

I deputati di Sinistra e Libertà firmatari della proposta di legge propongono anche di includere nella determinazione dell’asse attivo ereditario i titoli del debito pubblico, oggi esenti dal pagamento di tasse di successione. Questo è piaciuto molto agli assicuratori che a gennaio si scambiavano email molto eccitate. Su questa falsariga

Non vengono toccati in questa proposta di legge i contratti di assicurazione sulla vita che restano esclusi dall’asse ereditario e dunque dall’applicazione dell’imposta di successione in caso morte. In conclusione, se il testo venisse approvato così come presentato, le polizze assicurative rimarrebbero l’unico strumento di efficace pianificazione successoria!

Ma perché quelli di Sinistra e Libertà vogliono aumentare le tasse di successione?

Perché citando l’economista francese Piketty e il suo best seller “Il Capitale nel XXI secolo” se i ricchi pagano troppo poche tasse vi è il rischio che le disuguaglianze e l’immobilismo sociale aumentino e la società anziché crescere si polarizzi e cristallizzi (per dirla in due parole c’è il rischio che si torni all’800).

Aumentare le tasse di successione è cosa buona e giusta?

Non tutti gli economisti (come abbiamo spiegato in questo articolo) concordano sulla tesi di Piketty che la madre delle disuguaglianze sociali sia la bassa imposizione fiscale sui beni trasferiti per via ereditaria. E abolire le tasse di successione non significa necessariamente rinunciare allo stato sociale, visto che alcuni paesi del Nord con un welfare molto sviluppato le hanno eliminate nel 2014. Molti si chiedono poi a cosa dovrebbero servire maggiori tasse se devono essere gestite da uno Stato che in questi anni non ha brillato per trasparenza e efficienza nella gestione della cosa pubblica. Se il denaro deve passare da dei ricchi fannulloni a dei poveri fannulloni la tassazione della ricchezza avrebbe partorito un topolino.

Sul tema tasse di successione da tempo al Ministero dell’Economia si susseguono i dossier per studiare una “razionalizzazione del prelievo” con l’obiettivo di fare più gettito (si parla di almeno 500-1000 milioni di euro in più) soprattutto se le condizioni dei conti pubblici dovessero rendere necessario l’utilizzo anche di questa leva.

Giova però ricordare che finchè esisteranno Paesi (soprattutto confinanti) a fiscalità “accomodante” nel senso letterale del termine (paghi tasse forfettarie concordate con il fisco o con una pressione fiscale più bassa)  la leva fiscale rischia di agire in modo non proprio chirurgico su chi si vorrebbe colpire.  Chi ha maggiori risorse è spesso anche più lesto (perchè si può avvalere più facilmente dei migliori professionisti del settore) a trovare soluzioni per attuare la cosiddetta “pianificazione fiscale e successoria” (insomma pagare il meno tasse possibili) e la possibilità che si assista a una fuga dei patrimoni o al loro riparo in veicoli fiscali esentasse non è una faccenda da sottovalutare.

Se c’è un Paese nel mondo (dati Ocse) che ha visto dal 1965 in poi incrementare di più al mondo le entrate fiscali (oltre 17 punti percentuali di Prodotto Interno Lordo) questo è l’Italia; dare più soldi alla “belva” non assicura affatto quindi maggiore giustizia e benessere sociale se non si agisce in modo drastico anche sul fronte della spesa. Ma sul tema della “spending review” abbiamo purtroppo visto in tutti i governi che si sono succeduti come agire su questo fronte (illuminante è leggere l’ultimo libro di Carlo Cottarelli) sia molto difficile e non porta consensi elettorali.

 

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