Effetto gregge in Borsa: cos’è e perché evitarlo

L’effetto gregge è una trappola mentale che condiziona le azioni delle masse a discapito di decisioni più personali e rispondenti alle esigenze del singolo individuo.

L’omologazione dà un senso di protezione, all’interno di un gruppo ci si sente alleggeriti dalle responsabilità e quasi esonerati dal fare scelte autonome. Si tratta di un comportamento che si riscontra anche nel contesto finanziario e rappresenta uno degli errori più comuni fra gli investitori, che troppo spesso seguono, appunto, il gregge come fossero pecore, copiando gli altri e mettendo in ‘standby’ la propria razionalità e capacità di discernimento.

E un comportamento simile non può che creare danni.

 

Seguire il mercato, non i “guru del mercato”

“La saggezza del mondo insegna che è cosa migliore per la reputazione fallire in modo convenzionale, anziché riuscire in modo anticonvenzionale” ha scritto John Maynard Keynes nella sua “Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta” e questa considerazione è sempre attuale nel mondo degli investimenti. È il famoso effetto gregge dove molte persone mettono in campo dei comportamenti perché così fanno o dicono gli altri, alimentando spesso delle bolle come insegna la storia finanziaria.

Basta vedere ex post il comportamento di alcune “certezze” vendute agli investitori in quest’ultimo decennio: il boom della New Economy, le banche investimento “sicuro”, il mattone che non può scendere, i titoli “green”, le terre rare, i social network, l’indice Vix e tanti altri.

Temi d’investimento certo interessanti ma che la maggior parte dei risparmiatori rischia spesso di rincorrere proprio quando il ciclo si sta invertendo, confortati nelle loro decisioni soprattutto dal fatto che molte altre persone hanno seguito quella direzione, guardando tutte le stellari performance del passato. Ma senza avere poi una strategia per gestire l’investimento futuro.

E in questo “istinto del gregge” un ruolo importante è svolto anche dai cosiddetti esperti e dalla stampa finanziaria che spesso tendono a fare da grancassa al “sentiment” del momento come è stato dimostrato in numerosi studi dell’ultimo decennio. Un ruolo gregario che spesso è associabile all’effetto gregge ma che spesso nasconde evidenti conflitti di interesse fra l’industria dell’intermediazione finanziaria e il mondo dei risparmiatori.

Ma quanto può essere dannoso seguire pedissequamente quelli che potremmo chiamare i “so tutto io” della finanza?

 

I danni causati dall’effetto gregge in borsa

Uno studio di qualche anno fa citato da Charles D. Kirkpatrick (uno dei più bravi e autorevoli analisti finanziari d’oltreoceano) e condotto sulle opinioni fornite da 47 differenti “market strategist” e basate sulle loro pubbliche dichiarazioni (a siti finanziari, giornali e report inviati ai propri clienti) riguardo l’andamento futuro dei mercati è arrivato alla conclusione che solo il 48% del campione si poteva dire che ci aveva azzeccato. Come dire che fare testa o croce per capire dove andranno i mercati…

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