GLI ETF: COSTANO MENO E SPESSO RENDONO DI PIU’. PERCHE’ ALLORA TANTI NON LI CONSIGLIANO?

Il mensile INVESTIRE ha pubblicato anche online un articolo dedicato alla grande avanzata degli ETF, strumenti di investimento ancora poco conosciuti dai risparmiatori, che permettono di replicare l’andamento dei titoli quotati su un determinato Paese (esempio Indonesia, Cina, India) o che appartengono a uno stesso settore (biotecnologie, finanziari, automazione) o che sono accomunati da determinate caratteristiche (ad esempio obbligazioni emesse da Stati con scadenze comprese tra i 5 e i 7 anni).

 

 

Avversati da banche e reti di vendita che difficilmente li consigliano ai propri clienti perché non offrono alcuna forma di retrocessione a favore del collocatore (tradotto: a consigliare questi prodotti non ci guadagnano nulla mentre sui fondi guadagnano fino al 75% dei costi di gestione del prodotto), gli ETF sono sempre più utilizzati dagli investitori istituzionali e dai consulenti indipendenti. I numeri sono impressionanti

– negli ultimi dieci anni il mercato degli ETF ha segnato un tasso di crescita annuo del 19%, mentre l’incremento annuo dei FONDI di investimento nello stesso periodo è stato del 2%
– gli INVESTITORI ISTITUZIONALI (ovvero gli organismi di investimento collettivo del risparmio come i fondi comuni di investimento mobiliari, immobiliari, speculativi e le Sicav; i fondi pensione; le compagnie di assicurazione) detengono per il 20% del loro patrimonio obbligazionario ETF mentre la quota di strumenti passivi azionari raggiunge il 28%

SOCIETA’ DI CONSULENZA INDIPENDENTI come SoldiExpert SCF raccomandano sempre di più ai propri clienti questo investimento. Le ragioni le spiega Salvatore Gaziano intervistato in questo articolo “Gli Etf sono molto meno costosi anche dell’80% all’anno come carico commissionale, spesso più redditizi e sempre più intelligenti nella formula “smart beta”, afferma Salvatore Gaziano, direttore investimenti di SoldiExpert. “E tutte le analisi dimostrano che tra un fondo e un Etf, quest’ultimo è migliore come rischio/rendimento per l’investitore nel 90% dei casi”.

Nel grafico sottostante in blu l’andamento medio dei Fondi Azionari Internazionali (rappresentato dall’indice Fideuram Fondi Azionari Internazionali) con un indice che raggruppa un sottostante simile ma fatto con etf (rappresentato dall’indice FIDA FEI Az. Gl. Mer. Sviluppati L&M Cap). Come si vede a partire dal 01 01 2007 i fondi azionari internazionali hanno guadagnato il 61,22% mentre gli ETF hanno messo a segno una performance quasi doppia: il 117,35%.

 

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Peccato che al 90% dei risparmiatori questo investimento che è più conveniente e più performante non venga mai consigliato. Chissà perché…forse perché gli ETF non fanno guadagnare le banche e chi viene pagato a retrocessioni sui prodotti venduti. Un caso emblematico di conflitto di interesse di cui la maggior parte dei risparmiatori non è consapevole

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