Facebook e la virata verso il metaverso. È l’inizio della nuova era virtuale?

Facebook punta al metaverso e si ribattezza Meta. Che cos'è questo nuovo mondo virtuale? Ecco le potenzialità e i rischi di questo business

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Cambiamento strategico per Facebook: virata verso il metaverso. Perché questa scelta? Nata come social network, l’azienda di Mark Zuckerberg non vuole più essere solo un mucchio di app. Ora intende diventare una società del metaverso, arrivando persino a ribattezzarsi “Meta”. Il boss miliardario ha svelato la sua visione di una tecnologia che potrebbe trasformare Internet come lo conosciamo oggi.

“D’ora in poi, saremo prima il metaverso, e poi Facebook”, relegando la rete di social media che ha fondato nel 2004 allo stato secondario. “Mentre la società sta cambiando il suo nome in Meta, le singole piattaforme e i marchi esistenti (Facebook, WhatsApp, Messenger, Instagram e Oculus) non cambieranno”, ha affermato Zuckerberg.

Grazie a interessanti articoli di noti quotidiani come Les Echos, Financial Times e Domani facciamo il punto di questa scelta, le potenzialità economiche e i punti di debolezza di questo business.

 

 

Che cos’è il metaverso?

 

Per capire il perché di questa scelta di Zuckerberg bisogna partire dalle origini e capire innanzitutto che cos’è il metaverso. In parole povere il metaverso indica un mondo online virtuale. Il termine è stato coniato nel 1992 nel romanzo “Snow Crash” di Neal Stephenson e ripreso più tardi, nel 2010, nel romanzo “Ready Player One” di Ernest Cline.

Ma chi può accedere a questo nuova realtà? Secondo Zuckerberg tutti possono farne parte, sotto forma di avatar o ologramma con dispositivi elettronici come visori per realtà virtuale e occhiali per realtà aumentata (come l’Oculus Quest sviluppato da Meta e venduto a circa 300 dollari). Per il boss miliardario questo universo promette più contatti sociali senza viaggiare, che si tratti di organizzare un incontro di lavoro, partecipare a una lezione di fitness o passeggiare in un negozio “di pixel”.

Come si legge nel quotidiano Domani, Zuckerberg spiega a The Verge: “Non sarà solo realtà virtuale. Sarà accessibile attraverso tutte le piattaforme: realtà virtuale e aumentata, ma anche computer, dispositivi mobili e console per i videogiochi.”

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