Facebook, prima ti dà e poi ti toglie

Facebook ha reso dipendenti dalla propria piattaforma molti editori e ora li costringe a pagare per avere quello che prima ottenevano gratis. Scopriamo perché

MoneyReport, il blog di SoldiExpert SCF

Scopri cosa possiamo fare per il tuo piccolo o grande patrimonio e contattaci per fissare un primo check-up gratuito o una valutazione del tuo portafoglio

Il social network più discusso del momento è l’argomento centrale di un interessante articolo del quotidiano Domani.

Il tema di discussione riguarda il fatto che dopo aver reso la maggior parte delle testate dipendenti dalla propria piattaforma social Mark Zuckerberg le ha costrette a pagare per avere ciò che prima ottenevano gratis. Ma c’è una possibile via d’uscita? Sembra di no.

Dopo aver dirottato per anni il pubblico del popolare social network sui siti degli editori, improvvisamente ha fatto dietrofront.  Se vuoi che la creatura di Zuckerberg ti porti lettori oggi devi pagare. Ieri il pasto era gratis. In pratica dopo averti attirato nella rete e averti reso dipendente per il traffico a un certo punto improvvisamente te lo toglie. A meno che non paghi o non ti metti a produrre contenuti ad hoc per Facebook che tengano l’utente dentro il social network.

Nell’articolo pubblicato su Il Domani si cita il caso di BuzzFeed: testata online creata da Jonah Peretti per sperimentare con il concetto di “viralità” e diventata il suo lavoro a tempo pieno a partire dal 2011.

“Come moriresti se fossi un personaggio di Game of Thrones?”, “10 cose che non sapevi di poter fare con un’anguria”, “non crederai a quello che ha combinato Paris Hilton”, e tutti gli altri titoli che diventeranno poi noti come “acchiappa-click”, prendono una prima forma compiuta proprio grazie a BuzzFeed, che diventa in breve tempo una testata di straordinario successo, ma del tutto dipendente dal traffico di Facebook.

 

 

Affidarsi a Facebook, com’è andata la storia?

 

La decisione di affidarsi completamente al social network, al tempo, viene considerata una scelta saggia, indicativa del fatto che gli editori stessero finalmente capendo come sfruttare Facebook e gli altri social network per aumentare i loro languenti introiti.

… continua a leggere su SoldiExpert Lab

SoldiExpert LAB SoldiExpert LAB