Riservata Personale. FIAT: C’ERA UNA VOLTA A TORINO?

Ho vissuto per quasi 30 anni a Torino e sarà per questo che quando sento parlare del futuro del gruppo Fiat o trovo qualsiasi articolo dedicato al tema mi ci tuffo. Perché nella città della Mole avremo pure uno dei Musei Egizi più belli del mondo ma da qualche anno il vero mistero che appassiona anche gli egittologi è decifrare che cosa hanno in testa Sergio Marchionne e John Elkann, mica capire cosa si nasconde dietro il volto della Sfinge e cosa significano veramente le piramidi.

Si deve a un archeologo francese Jean-François Champollion all’inizio dell’Ottocento la capacità di decifrare i geroglifici basandosi su un’altra lingua utilizzata nel tardo egizio: il copto. E fondamentale fu il ritrovamento di una stele di granite nera, scoperta nel 1799 dal potente esercito francese sbarcato in Egitto al comando di Napoleone Bonaparte. Poiché la pietra fu ritrovata presso la città di Rosetta, sul Nilo, venne chiamata Stele di Rosetta.

Ho anch’io nel mio piccolo fatto un ritrovamento quasi miracoloso ed è stato un libro uscito nel marzo 2010 dal titolo “Parola di Marchionne” (edito da Francesco Brioschi Editore) e scritto da un certo Riccardo Ruggeri. Un libro e un autore che mi sembrano indispensabili per decrittare il corso della Fiat con la gestione degli Agnelli generazione 5.0

Quando era stato pubblicato questo saggio me l’ero perso ma leggerlo ora tutto d’un fiato è stato ancora più gustoso perché è come quasi leggere un libro di previsioni e capire quante di queste si sono avverate e trovare un Virgilio che ti fa compiere un viaggio (illustrandotelo) nell’Inferno, Paradiso e Purgatorio di casa Fiat di ieri e di oggi.

Dalla portineria al ruolo di amministratore delegato in casa Agnelli
L’autore di questo libro Riccardo Ruggeri merita una presentazione speciale. Perché non è il consueto tuttologo giornalista, economista o sociologo ma è qualcuno che la casa del Lingotto l’ha conosciuta veramente bene.

Figlio di portinai è stato assunto a 19 anni come operaio alla Fiat (nel libro “Una storia operaia” ha raccontata la sua incredibile vita e ascesa) ed è arrivato a diventare amministratore delegato della New Holland. La società frutto della fusione delle società Fiat e Ford nella New Holland nei settori delle macchine agricole e movimento terra. Ruggeri è stato l’artefice di questa unione e ha guidato la New Holland da Londra con risultati eccezionali fino alla quotazione a Wall Street nel 1996.

E’ stato componente del Comitato Direttivo di Fiat Holding ma a un certo punto all’apice del suo successo manageriale è stato fatto fuori (con la motivazione dei “raggiunti limiti di etè) come accade sovente…

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