FIAT, UN TITOLO IN PERENNE MOVIMENTO E TRASFORMAZIONE…

Era l’autunno del 1992 quando mi capitಠdi fare qualche domanda all’avvocato Giovanni Agnelli all’uscita dell’assemblea dell’Ifi. Qualche anno prima aveva pubblicamente detto che valutava le azioni Fiat almeno 10 dollari ma in quel momento ne quotavano nemmeno 3. Provocatoriamente gli domandai percir se il suo consiglio era sempre valido, se era la Borsa che sbagliava il prezzo o era lui che aveva detto una stupidata. “Vede, le daràuna risposta che dava mio nonno quando gli domandavano consigli sugli investimenti – mi rispose con la erre più arrotata che poteva – comprate del vino, mettetelo da parte, per male che vada sarà  più buono quando lo berrete”.


E’ passato molto tempo da quella dichiarazione. E a vedere il grafico della Fiat come di qualsiasi titolo quotato a Piazza Affari e dintorni, le dichiarazioni dell’Avvocato sembrano oramai appartenere a un’epoca passata, lontana. Tenere i titoli per lungo tempo, incuranti di quello che accade al prezzo del titolo in Borsa se fino all’inizio degli anni ’90 poteva avere una sua ragione storica a guardare le performance passate, nell’ultimo decennio si è rivelata spesso una trappola. Almeno in occidente la figura del cassettista è “out” a vedere le performance dei mercati azionari e della maggior parte dei singoli titoli.

E il titolo Fiat ne è un perfetto esempio nonostante sia perfino fra quelli che meglio si sono comportati negli ultimi anni. Il grafico del titolo FIAT dal 2000 in poi si potrebbe sottotitolare andata all’inferno e ritorno. Dai quasi 33 euro del marzo 2000 fino agli inferi dei 4,39 dell’aprile 2006. Una discesa del 87%. Quanto basta per far perdere non solo tanti soldi ma anche le più solide certezze alla maggior parte dei risparmiatori fra voci di possibile fallimento e fine dell’industria automobilistica italiana.

E che un titolo come Fiat sia qualcosa di difficile da maneggiare ce lo ricordano anche i tanti report pubblicati in questi anni dalle case d’affari. Spesso assolutamente controtempo.
In questo articolo esaminiamo l’andamento del titolo Fiat dal 2000 a oggi e cosa dicono ora i nostri sistemi. E perchè reputiamo più sensato affidarsi a un approccio quantitativo piuttosto che seguire i pareri degli esperti o affidarsi (incrociando le dita) a una gestione passiva…
L’andamento del titolo Fiat guardando i report delle banche d’affari

Basta ricordare l’aumento di capitale lanciato da Fiat a inizio 2002. Che cosa fare? Il settimanale finanziario Milano Finanza (del 12/01/2002), fra i più informati e completi in Italia, raccoglie l’opinione degli addetti ai lavori e spiega l’operazione al popolo rivelando nel titolo il consiglio: ”Una Fiat a saldo”. Ma leggiamo in sintesi il parere degli esperti raccolto dal giornale.
Il ritornello ripetuto…

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Articolo a cura di

Salvatore Gaziano

Responsabile Strategie di Investimento

Fra “la Borsa e la Vita” ha scelto tutte e due