FIGLI, IL MONDO DEL LAVORO NON LI ASPETTA

Stretti tra salari mini e precarità maxi, sostituiti sempre più dalle macchine in grado di svolgere ormai anche lavori intellettuali, il mondo del lavoro per gli adolescenti di oggi si preannuncia ostile. Come aiutarli a sviluppare le competenze giuste per farsi strada…

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Negli ultimi 7 anni si sono persi nel mondo più di 60 milioni di posti di lavoro. Nell’era di internet non solo per fare lo stesso lavoro di prima occorrono meno persone di prima, ma sempre piu’ lavori, un tempo considerati un fortino esclusivo di chi aveva una laurea in tasca, sono svolti ora dai computer.

Oggi non solo ci sono solo globalmente meno posti di lavoro nel mondo, ma sono in aumento i lavori mal pagati.

Tra il 1969 e il 2009 lo stipendio mediano (quello al centro della distribuzione dei salari) si è ridotto del 28%. Il salario si sta polarizzando sempre piu’: chi sta dalla parte giusta del mercato guadagna molto bene, chi sta dalla parte sbagliata del mercato (ovvero è facilmente sostituibile) guadagna molto male.

La massa salariale mondiale secondo il Work Employment and Social Outlook 2015 è diminuita di 1218 miliardi di dollari. Oltre a ridursi la massa tende a distribuirsi in modo ineguale: più soldi di prima finiscono a meno persone di prima.

Come aiutare i figli a non stare nella parte bassa della forbice salariale e qual è il mondo del lavoro che non li aspetta e non gli spetta piu’ di diritto? Ne ho discusso con Marco Girardo, Responsabile Economia di Avvenire, nell’ultima puntata della trasmissione InBlu l’Economia andata in onda sabato 23 luglio.

Per ascoltare l’audio della trasmissione basta cliccare qui in basso.