FINCHE’ ASSEGNO NON CI SEPARI

Una “non notizia” a guardare bene lo stop all’assegno milionario di mantenimento a Veronica Lario. Ieri la Corte d’Appello di Milano ha accolto la richiesta di Silvio Berlusconi di non versare più l’assegno divorzile da 1,4 milioni di euro al mese all’ex moglie Veronica Lario, che dovrà inoltre essere condannata a restituire all’ex Premier gli assegni di mantenimento già percepiti dalla pubblicazione della sentenza di scioglimento del matrimonio e quindi da marzo 2014. Si parla di 60 milioni di euro che Veronica Lario deve ridare indietro.

Un fulmine sì, ma non a ciel sereno. Molti non se ne sono accorti, ma la vita delle mogli che diventano ex è cambiata sei mesi fa, quando la Corte di Cassazione ha scritto la parola fine sul divorzio più famoso dell’anno, quello tra Lisa Lowenstein e l’ex ministro dell’Economia Vittorio Grilli. Lisa ha cambiato la vita di tutte le donne sposate con la sua battaglia. Peccato che l’abbia persa, come abbiamo raccontato un mese fa in una conferenza tenuta alla Borsa Italiana con Debora Rosciani, giornalista di Radio24 e conduttrice con Mauro Meazza di “Due di denari”.

A costo di far andare la colazione o il pranzo di traverso a tante donne che si sono sacrificate per la famiglia, in quella conferenza abbiamo spiegato cosa rischiano di sentirsi dire tante donne in tribunale se la coppia scoppia quando chiederanno l’assegno di mantenimento. E perché rischieranno di non ottenerlo.

La madre di tutte le sentenze in tema di assegno divorzile

La sentenza 11504 della Corte di Cassazione del 10/05/2017 segna il nuovo corso in tema di assegno di mantenimento. E’ relativamente alla storia (personale e poi giudiziaria) di Lisa Lowenstein e dell’Ex Ministro Vittorio Grilli, che la Corte di Cassazione emette la sentenza che rivoluziona i rapporti patrimoniali tra ex coniugi. Questa sentenza spiega la ratio con cui la Corte d’Appello di Milano ha accolto la richiesta di Silvio Berlusconi di non versare più l’assegno divorzile da 1,4 milioni di euro al mese all’ex moglie Veronica Lario.

Il nuovo divorzio all’italiana

Con la sentenza Grilli il Tribunale ha sostituito il concetto di “mantenimento del tenore di vita” con quello di semplice supporto economico alle esigenze economiche dell’ex coniuge. 

Lisa Lowenstein, dopo il divorzio con Vittorio Grilli è tornata negli Stati Uniti. In una intervista al quotidiano La Repubblica ha raccontato delle sue difficoltà economiche di una vita da ex: “Mio padre, architetto, è morto senza lasciarmi eredità. Sopravvivo. Faccio qualche consulenza ad artisti per far fruttare il loro lavoro. E con quelli ci devo mantenere mia madre vedova e malata”. Lisa dice che sui giornali non la raccontano giusta (ma i legali dell’ex ministro Grilli sostengono che è Lisa che mente) “(leggo ndr) che il mio ex marito mi avrebbe dato due milioni di euro. Ma in realtà io ne ho avuti solo 500mila, poi più niente. Che è quanto guadagnano ogni anno i miei compagni di corso della London Business School, laureati con voti inferiori ai miei”. Lei, invece, ha scelto di fare la moglie. “E in quel ruolo ho contribuito in modo determinante alla ricchezza e al successo del mio ex marito. L’ho sposato che era un ricercatore universitario, siamo cresciuti insieme. Fare la moglie e la madre è un lavoro e non riconoscerlo è assurdo. Io ci sono cascata e dopo questa sentenza scellerata temo toccherà a molte altre”. Infatti è toccato a Veronica Lario. E purtroppo toccherà anche tutte le donne non ricche e non famose.

La rivoluzione del divorzio

La Cassazione stabilisce nuovi parametri in materia di assegno di divorzio: conta il criterio dell’indipendenza o autosufficienza economica, non il tenore di vita goduto nel corso delle nozze per assegnare l’assegno divorzile al coniuge che lo richiede. Il matrimonio cessa così di essere “sistemazione definitiva”. Una rivoluzione, a cui la Cassazione è arrivata con la sentenza 11504 relativa al divorzio “eccellente” di cui sopra. I supremi giudici hanno respinto il ricorso con il quale la ex signora Grilli reclamava l’assegno di divorzio già negatole con verdetto della Corte di Appello di Milano nel 2014, che aveva ritenuto incompleta la sua documentazione reddituale e valutato che l’ex ministro dopo la fine del matrimonio aveva subito una “contrazione” dei redditi. Pronunciandosi sul caso, la Cassazione ha corretto anche la motivazione del verdetto della Corte d’Appello di Milano: a far perdere all’ex moglie dell’ex ministro il diritto all’assegno non è il fatto che si supponga abbia redditi adeguati, ma la circostanza che i tempi ormai sono cambiati e occorre “superare la concezione patrimonialistica del matrimonio inteso come sistemazione definitiva”.

Con la sentenza Grilli la Corte di Cassazione decide che anche per le donne sposate che non lavorano

  • decade il diritto di ricevere per legge un assegno di mantenimento in caso di divorzio
  • decade il diritto di ricevere un assegno di mantenimento adeguato al tenore di vita di cui si godeva durante il matrimonio

Se in tribunale chi chiede l’assegno di mantenimento al coniuge non riesce a dimostrare che è oggettivamente impossibilitato a mantenersi, non ha più diritto a essere mantenuto a vita dall’ex anche se è molto ricco. Se anche si riesce a spuntare l’assegno di mantenimento, bisogna scordarsi il tenore di vita precedente. La rivoluzione è in due tempi: ammesso e non concesso che l’assegno venga dato, non potrà mai piu’ essere congruo rispetto al tenore di vita goduto durante il matrimonio.

In Tribunale arrivano le “docce fredde”

“Ma io ho sacrificato tutta la mia vita per lui, per la sua carriera per la famiglia” obietterà qualche moglie.

Dite così e in tribunale vi arriva una sequenza di “docce fredde” in risposta:

  • “Sposarsi è un atto di libertà e autoresponsabilità” sostiene la Cassazione “e con il divorzio il matrimonio si estingue non solo sul piano personale ma anche su quello economico-patrimoniale”. Ciaone assegno…
  • Hai detto ciao ciao al lavoro? Non lavori più da anni? Scopri che in tribunale sono “cavoli tuoi”. Ti rispondono così “la signora abita la casa familiare e sostiene di non riuscire (a mantenersi) in ragione della sua età e inesperienza a trovare un’occupazione…ha tuttavia capacità e possibilità effettive di lavoro personale, visto anche il suo titolo di studio (in pratica se hai una laurea pedala!)”…
  • Qualsiasi tipo di bene posseduto (per esempio una casa) e qualsiasi tipo di reddito che  garantisca l’autosufficienza economica blocca la concessione dell’assegno di mantenimento. Ciao ciao al tenore di vita…
  • Il coniuge che chiede l’assegno di mantenimento deve poter dimostrare di “Non avere i mezzi adeguati (per mantenersi) e di non poterseli procurare per ragioni obiettive”. In pratica tu per tutti gli anni in cui per esempio non hai trovato un lavoro, devi poter dimostrare che a cercarlo ci hai provato, quindi inizia a archiviare tutte le centinaia di email che hai mandato e a cui nessuno ha risposto quando hai deciso di smettere di lavorare…ma mi raccomando le mail scrivile con la posta certificata! Sai com’ è hai l’onere probatorio…
  • Il fatto che lui guadagna molto di piu’, perché hai fatto un passo indietro per permettergli di fare carriera, per i giudici non conta. Ti devi adeguare al tuo nuovo tenore di vita perché “non hai diritto a gravare sull’altro”. Ci manca che ti dicano brutta parassita e sei a posto…
  • Ogni coniuge viene considerato responsabile della sua situazione economica. Tradotto “poteva decidere di lavorare e non l’ha fatto”. Se poi hai un qualsiasi di studio è ancora peggio. Diventa “Con una laurea in tasca se voleva lavorare poteva farlo”.
  • Se l’assegno scatta non sarà extra big perché “Il parametro del tenore di vita goduto in costanza di matrimonio appare privo di rilevanza per la concessione dell’assegno divorzile” (Giudice Tania Vettore 24 05 2017) Quindi quanto? 1000 euro o poco più, no non sto scherzando. Stanno uscendo le prime sentenze e siamo intorno a quelle cifre.

Bella la parità di genere vero? No perché è questo che dice questa legge rivoluzionaria “Che davanti alla legge siamo tutti uguali e che il peso delle nostre scelte di vita può presentarci il conto. Soprattutto quando abbiamo pensato solo al cuore”.

Quindi da domani una mano sul cuore, e l’altra sul portafoglio, a pesare le conseguenze economiche delle nostre scelte.

Ps Nelle prossime settimane il video della conferenza tenuta alla Borsa Italiana con Debora Rosciani su “Lavoro figli matrimonio e patrimonio, come non sbagliare in Borsa e nella Vita”. Intanto sul tema degli assegni divorzili qui sotto potete ascoltare il podcast di Radio InBlu dedicato a questo tema discusso con Marco Girardo Responsabile Economia di Avvenire. Con un lento musicale da urlo che è tutto un programma: “Please Stay” di Bryan Adams 🙂

 

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