FONDI ED ETF, LA STRADA DELLA FLESSIBILITA’ (E PERCHE’ NELL’INVESTIRE IN BORSA E’ BENE ESSERE UN PO’ CAMALEONTICI…)

Lo studio pubblicato in estratto a metà  marzo sul numero di  Money Report e messo a disposizione dei nostri lettori (scaricabile qui) ha suscitato molto interesse da parte di numerosi risparmiatori e anche società  del settore e addetti ai lavori. Abbiamo ricevuto diverse richieste di chiarimenti al nostro Ufficio Studi e in questo Report rispondiamo quindi alle domande più frequenti.

Ho letto del vostro interessante studio. Attualmente seguo con voi un portafoglio obbligazionario composto da titoli diretti. Ma sarei molto interessato a ampliare la consulenza e seguire un portafoglio anche composto da fondi obbligazionari selezionati con i vostri criteri. Mi piace molto l’approccio attivo e flessibile e i risultati realizzati nell’ultimo decennio da questa metodologia parlano da soli. Come posso sottoscrivere questo portafoglio? Qual è la percentuale consigliata?

Il nuovo portafoglio obbligazionario multi-manager (ovvero che opera selezionando i migliori fondi di diverse società  di gestione) è sottoscrivibile rivolgendosi a Roberta Rossi (consulente finanziario indipendente di SoldiExpert SCF), dato che considerate le caratteristiche è di fatto una consulenza su misura che può essere svolta solo tramite un rapporto di consulenza personalizzata. Dove per stabilire anche il peso da assegnare si valuta per ciascun cliente il suo profilo di rischio mediante la compilazione di un questionario per fornire a ciascun investitore la sua asset allocation’ ideale. Riguardo la percentuale consigliata’ da assegnare a questo approccio all’interno della parte obbligazionaria occorre quindi fare con il cliente alcune valutazioni personali. In linea di massima comunque troviamo sensato suddividere equamente (50% e 50%) l’approccio obbligazionario tramite il possesso diretto di titoli (ovvero un paniere composto da numerosi bond) con un portafoglio obbligazionario tramite fondi e/o Etf gestiti secondo i criteri spiegati nello studio. Il vantaggio può essere nel tempo di avere un approccio meno statico con la capacità  (si spera anche nel futuro se sarà  simile al passato) di uscire più velocemente dal mercato nelle fasi particolarmente avverse o di cavalcare alcune tendenze che con l’obbligazionario diretto non sempre è possibile. Inoltre anche per portafogli di una certa consistenza questo approccio consente di entrare e uscire più facilmente dal mercato. Attuare approcci diversi (e su mercati diversi) è secondo il nostro parere un modo furbo di affrontare i mercati dato che non esiste il sistema vincente’ in ogni condizione. E pertanto attuare una diversificazione sia di strategie (quantitativa e discrezionale) che di mercati su cui investire (azioni e obbligazioni tramite il possesso diretto o indiretto) è un approccio alla lunga vincente se ci si muove con metodo. Quello che cerchiamo di fornire attraverso i nostri servizi di consulenza’.

Non vi conoscevo e ho appreso di voi da un articolo su Soldionline.it dove si parlava del vostro studio che mi ha impressionato molto positivamente per il livello di informazioni fornite. Proprio recentemente un private banker mi ha proposto per il mio patrimonio (non proprio piccolo) di investire a pioggia su alcuni fondi selezionati. Quella che voi chiamate ironicamente la teoria del fritto misto’. Un po’ di emergenti, un po’ di Brasile, un po’ di Italia, un po’ di America più qualche fondo che in questi anni si è comportato meglio del mercato. A sentire loro questo portafoglio che mi hanno proposto dopo lunghi studi è il massimo e in questo modo nel lungo periodo dovrei ottenere i migliori risultati. Cosa ne pensate di questo approccio?

E’ la strategia più venduta degli ultimi decenni ed è sicuramente quanto di più conveniente per il Sistema’. Ma non spesso per il risparmiatore come abbiamo potuto dimostrare nel numero di Money Report di marzo mettendo a confronto nel tempo portafogli costruiti secondo un approccio passivo e quello invece adottato nei portafogli di SoldiExpert SCF. Basta ricordare che nel decennio passato Piazza Affari ha perso il 40% (!). E dire che affidarsi agli esperti del risparmio gestito (fondi d’investimento, gestioni patrimoniali..) è una soluzione è un’altra pietosa bugia. Lo dicono i dati. Dal 1984 al 2008 (un periodo di 25 anni) un risparmiatore che avesse investito in Bot piuttosto che affidarsi ai fondi d’investimento avrebbe ottenuto un rendimento superiore con uno stress senza confronti. Dal 1988 al 2008 se parliamo solo di fondi azionari il rendimento medio annuo sarebbe stato dell’1,7% contro il 5% ottenuto dai mercati (rendimenti tutti desumibili dagli indici Fideuram e dagli studi pubblicati da Mediobanca). Quasi il 3% all’anno è stato mediamente tosato’ ai risparmiatori da commissioni di gestione e intermediazione. Dire quindi che investire tramite fondi (o anche Etf) in modo statico porti nel lungo periodo a dei vantaggi è probabilmente vero. Ma dipende se si intende agli investitori o agli intermediari, banche e promotori… Per tutte queste ragioni l’approccio statico’ all’investimento non è nel nostro Dna per quanto sappiamo benissimo che è alla base dell’industria finanziaria e anche di buona parte della nascente consulente finanziaria indipendente. Ma quando si vende aria fritta’ siamo convinti che prima o poi il cliente se ne accorga’.

Leggendo con molta attenzione il vostro studio ho capito finalmente (e credo una volta per tutte) come funziona il vostro metodo di selezione dei titoli quando operate secondo un approccio quantitativo. E correttamente indicate anche i contro di questo metodo. Ma quando consigliate invece di seguire un approccio più fondamentale ovvero discrezionale?

L’approccio discrezionale ovvero più fondato sui fondamentali’ delle società  lo attuiamo nei nostri servizi in alcuni portafogli di azioni italiane che selezioniamo tenendo conto non solo dell’andamento dei prezzi di Borsa (l’unico criterio che viene esaminato nell’approccio quantitativo) ma anche dalle prospettive delle società , il posizionamento, il bilancio…. E’ il caso del portafoglio Difensivo fra i portafogli standard di SoldiExpert SCF o di alcuni portafogli che il nostro ufficio studi cura per la consulenza personalizzata. A nostro parere e secondo la nostra esperienza un approccio anche fondamentale come quello che cerchiamo di attuare con i nostri portafogli ha un suo perchè (le perfomance di questi portafogli parlano da sole considerando ad esempio che il portafoglio Difensivo dal 2002 a oggi ha ottenuto un rendimento del +128,66% a fronte di un mercato sceso del 24,22%) per quei risparmiatori che prediligono soprattutto un approccio semi-statico all’investimento azionario. Che può essere anche quello che dà maggiori soddisfazioni quando i mercati sono orientati stabilmente al rialzo (meno si compravende, più si tengono i titoli in posizione, più si guadagna). Ma purtroppo nessuno può sapere quando è questo momento (se non col senno del poi) e quindi a nostro parere quando possibile (in base evidentemente anche al capitale a disposizione) è saggio diversificare stili d’investimento e mercati sottostanti. Un investitore prudente e che vuole contenere le fasi di volatilità  e di perdita può guardare con interesse ai nostri portafogli di fondi azionari/obbligazionari e/o di azioni di tipo quantitativo che in questi anni hanno dimostrato nella realtà  di poter centrare l’obiettivo di tagliare le perdite e far contenere i profitti’.

Per seguire il vostro approccio sui fondi tramite una gestione flessibile e attiva come quella che avete presentato nell’ultimo numero di Money Report c’è qualche banca con cui consigliate di operare dove è più facile e conveniente trovare i migliori fondi?

Il numero di banche in Italia è veramente numeroso e quasi tutte le più importanti oramai offrono la possibilità  di sottoscrivere anche online fondi e non solo della casa. Il risparmiatore deve porre attenzione sui costi richiesti di sottoscrizione (che stanno convergendo comunque verso il basso) e sull’offerta. Privilegiando quelle banche che offrono sulla propria piattaforma online una vasta possibilità  di scelta. Da questo punto di vista banche le banche migliori’ in ordine secondo la nostra esperienza sono IwBank, Fineco e Banca Sella’.

Sono un sottoscrittore (felice) del vostro portafoglio obbligazionario di fondi Schroder ma sarei interessato a un portafoglio simile che operi su più case d’investimento perchè credo, come avete dimostrato, che possa essere un moltiplicatore di opportunità . E perchè non tutte le società  di gestione sono uguali o sono sempre in battuta. Ci può essere un gestore molto bravo nei governativi e uno pessimo nel corporate, o viceversa. Una società  che ha un fondo specializzata in obbligazioni dei paesi emergenti e un’altra in bond high yield. Come posso sottoscrivere il nuovo portafoglio? E’ possibile poi richiedere alcune varianti di questa consulenza: per esempio dando una quota più elevata o vincolata ad esempio ad alcune categorie di fondi obbligazionari (esempio Governativi)? E quanto mi costerà  questo servizio?

Per sottoscrivere questo servizio deve rivolgersi a Roberta Rossi, consulente finanziario indipendente responsabile del servizio di consulenza personalizzata di SoldiExpert SCF, dato che si tratta di un servizio di consulenza personalizzato. In base alla banca con cui opera e in base alle sue caratteristiche le sarà , infatti, consigliato con quali società  di gestione operare e anche attuare delle ulteriori personalizzazioni come quella da lei individuate se si vuole avere un approccio più prudente e mantenere una quota core’ del proprio patrimonio ancorata (se ne esistono certo le condizioni) a fondi più sicuri pur scegliendo fra i migliori della categoria. Riguardo il prezzo le tariffe applicare sulla consulenza obbligazionaria personalizzata variano dallo 0,75% allo 0,2625% del patrimonio mentre per la consulenza azionaria personalizzata variano dall’1,5% allo 0,525% del patrimonio’.

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Desideravo capire con quante società  di gestione reputate sia interessante replicare le vostre strategie sui portafogli obbligazionari o azionari di fondi. Ovvero se opero con Iw Bank o Fineco mi consiglierete se avete i giusti segnali di operare con tutte le case di gestione che mi mettono a disposizione?

Mettere più società  di gestione in competizione è giusto anche perchè un gestore…potrebbe impazzire’ o scherzi a parte magari avere un anno disgraziato. Ma troppe società  di gestione complicherebbero peràeccessivamente la vita del risparmiatore con switch continui e quindi sul servizio di consulenza personalizzato in base alla banca con cui il risparmiatore opera valutiamo un massimo di 3/5 società  di gestione. Certo c’è sempre la possibilità  che manchi poi proprio in portafoglio il miglior fondo di una categoria ma è uno scotto da pagare visto che rincorrere questo obiettivo vorrebbe dire operare su un numero di fondi veramente troppo elevato, non tanto per noi come sistemi informativi, ma soprattutto come frequenza poi nell’operatività . Sulle migliori società  di gestione nell’obbligazionario i dati passati ci dicono Pimco (attualmente peràdisponibile solo su Fineco e con una base dati ancora incompleta ai fini delle nostre strategie), Fidelity, Schroder, Jp Morgan, Bny Mellon, Ubs. Sull’azionario le migliori società  di gestione i dati passati ci dicono che sono Carmignac, Fidelity, Black Rock, Morgan Stanley, Franklin Templeton, Schroder, Jp Morgan. Già  oggi nel portafoglio di fondi Planet Total Return sull’azionario molte di queste società  (e altre ancora) sono monitorate. Nel nuovo servizio di consulenza personalizzata di SoldiExpert SCF sia sui fondi azionari che sui fondi obbligazionari andiamo a fare un lavoro di maggiore personalizzazione per ciascun cliente, attuando le strategie indicate nello studio’.

 

I portafogli che voi consigliate sono stati realizzati nello studio che presentate tramite fondi. Si possono attuare anche tramite Etf? Ci sono controindicazioni?

Tutte le nostre strategie possono essere attuate sia su azioni che fondi o Etf. Abbiamo attuato lo studio sui fondi perchè dispongono certo di una base dati storica molto più lunga e adatta a fare simili analisi di back testing’. Gli Etf azionari o obbligazionari possono quindi essere impiegati per attuare simili strategie e ne è dimostrazione il fatto che da diverso tempo offriamo portafogli flessibili realizzati mediante Etf. Sicuramente i costi di gestione più bassi degli Etf rispetto ai fondi possono costituire un’attrattiva interessante. E fra i vantaggi offerti c’è anche la possibilità  di negoziarli molto facilmente (come delle azioni) a differenza dei fondi che costringono a una gestione leggermente più complicata’ quando si tratta di uscire magari da una società  di gestione a un’altra. Ma sarebbe troppo semplicistico parlare di una superiorità  assoluta degli Etf rispetto ai fondi come qualcuno fa. Anche gli Etf hanno dei contro da valutare. E’ vero certo che il costo di gestione è molto più basso ma è anche vero che quando si vanno a comprare o vendere il prezzo presenta uno spread talvolta molto ampio. Soprattutto nelle fasi di forte volatilità  e turbolenza del mercato. Uno spread che può essere di alcuni punti percentuali annullando coos la convenienza sul piano dei costi. Un conto è cioè detenere un Etf per il lunghissimo periodo e un altro movimentarlo: in questo secondo caso il vantaggio economico potrebbe essere annullato. Vanno poi aggiunto altre 2 controindicazioni agli Etf se vogliamo essere seri. Prima di tutto il trattamento fiscale che è assolutamente assurdo e punitivo e non consente di fatto di recuperare le perdite pregresse (a differenza delle sicav ovvero i fondi che soprattutto utilizziamo nella nostra consulenza). Altro problema da valutare è poi la liquidabilità  degli Etf. Un conto è se si opera sugli Etf legati ai maggiori indici o su quelli più trattati ma abbiamo visto spesso (soprattutto nelle fasi di maggiore volatilità ) che su molti Etf i market maker (coloro che devono assicurarne la liquidità ) possono sparire, mettere un forbice molto ampia fra proposta di acquisto e di vendita e anche mettere delle quantità  in denaro e lettera tutto sommato limitate. Insomma possono fare i furbetti. Se un nostro cliente vuole entrare o uscire su un fondo dove ha investito magari 500.000 euro non c’è problema (e mai ne abbiamo ravvisato in qualsiasi momento di mercato); sugli Etf, soprattutto quelli specializzati (azionari o obbligazionari) qualche problema invece si potrebbe verificare. Ovvero per vendere quella quantità  occorrerebbe far scendere (e magari molto) il prezzo in fasi di mercato di forte tendenza. Ragione per cui non tutti gli Etf sono buoni’ e non sempre sono adatti per tutti gli investitori. I fondi d’investimento saranno più cari ma molti di questi problemi sopracitati non li hanno e inoltre se il sistema gira bene’ nel tempo avrà  anche la capacità  di selezionare quei gestori dei fondi che fanno meglio degli indice (e quindi anche degli Etf), offrendo un valore aggiunto superiore. In conclusione fondi ed Etf sono strumenti egualmente interessanti ma vanno considerati sempre in relazione al proprio patrimonio, obiettivi che si perseguono e strategie che si attuano’

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