Il chiodo fisso degli italiani per gli investimenti Free Tax fa fare cattivi investimenti: il caso dei fondi PIR

Quella che doveva essere la medicina da somministrare agli italiani per fargli venire la voglia di investire sul “Made in Italy” si è rivelato un boomerang a giudicare dal mezzo miliardo di risparmi che gli italiani hanno ritirato dai fondi PIR quest’anno. La cura ha proprio funzionato, peccato che il paziente sia morto

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Che il chiodo fisso degli italiani quando si tratta di investire siano gli eventuali benefici fiscali è dimostrato dall’ultima ricerca della Consob sulle scelte di investimento delle famiglie italiane. Alla domanda: cosa ti convincerebbe a togliere i soldi dal conto corrente e a investirli? Tanti risparmiatori rispondono: eventuali benefici fiscali. Nel caso degli investimenti può significare tre cose: non paghi le tasse sul capital gain o godi di una tassazione differita oppure non paghi le tasse di successione.

Basta rivestire un prodotto di un qualche beneficio fiscale, che l’italiano medio schioda i soldi dal conto corrente e li dà all’intermediario di turno. Senza andare poi capire bene come li investe e qual è la strategia sottostante. Così tanti risparmiatori si sono fatti convincere negli ultimi anni a sottoscrivere fondi PIR, grazie al bonus fiscale che permetteva di bypassare il pagamento dell’eventuale capital gain decorsi 5 anni dall’investimento. Che in questi 5 anni il sottoscrittore di questi fondi avrebbe pagato come contropartita certa 5 anni di commissioni, in parte a chi glieli ha venduti e in parte a chi glieli investe, non è dato sapere se sia stato sufficientemente spiegato o no. Tra questi sottoscrittori di fondi PIR ci sono molti risparmiatori che non avevano mai comprato un fondo in vita loro.

 

 

Come sono andati questi prodotti, i fondi PIR? Male mediamente finora e anche ben prima della pandemia. Il listino italiano bancocentrico e esposto sui titoli dell’energia è stato uno dei peggiori soprattutto nel caso di una strategia di investimento passiva volta a replicare il benchmark. Aspetta un anno e aspetta l’altro, a furia di vedere perdite, un po’ di persone hanno iniziato – come ha documentato Plus l’inserto settimanale de Il Sole 24 Ore – a chiedere i soldi indietro. A novembre hanno riscattato 135 milioni di euro “il dato peggiore del 2020 – scrive l’inserto del quotidiano di Confindustria – portando il saldo dall’inizio dell’anno a -563 milioni di euro”.

Quella che doveva essere la medicina da somministrare agli italiani per fargli venire la voglia di investire sul “Made in Italy” si è rivelato un boomerang a giudicare dal mezzo miliardo di risparmi che gli italiani hanno ritirato dai fondi PIR quest’anno.

La cura ha proprio funzionato, peccato che il paziente sia morto😡

ps. Da rileggere il j’accuse di Salvatore Gaziano in tempi non sospetti su questi prodotti

5 RAGIONI SUL PERCHE’ I PIR SONO UN GRANDE REGALO ALL’INDUSTRIA DEL RISPARMIO GESTITO (E NON AI RISPARMIATORI ITALIANI)