Fondi, sicav e gestioni: ma quanto mi costano! E i rendimenti?

Sul Femminile “Io Donna” che esce il sabato con il Corriere Della Sera, ogni settimana un personaggio piu’ o meno famoso deve rispondere al “Mini questionario Proust”. Le domande sono sempre le stesse. “Il tratto principale del suo carattere? Il suo principale difetto? Se dovesse cambiare qualcosa nel suo fisico? Sogno ricorrente? Come vorrebbe morire? Il suo motto?“. Gli intervistati rispondono nel modo piu’ disparato a tutto tranne che a una domanda. Quella sul come vorrebbero morire (ovvio no? Nessuno risponde “Tra mille tormenti” ma “Nel sonno” o “Senza accorgermene”).

Se sottoponessero a me il “Mini questionario Proust” alla domanda “Qual e’ il tratto principale del suo carattere?” Risponderei “Sono polemica. Da sempre” Amo mettere in discussione le certezze acquisite. Mi piacciono la dialettica e le discussioni. E le persone dotate di un forte senso critico. Mio marito dice che sono un “kamikaze”. In effetti da quando sono nata ho dato filo da torcere a tutti: genitori, maestre, insegnanti, superiori, funzionari pubblici, istituzioni. E’ che vedo nella polemica uno stimolo a fare meglio. Per questo quando ricevo qualche email un po’ critica sono sotto sotto contenta. Perché non sono solo io quella polemica. E come si dice “Chi si somiglia, si piglia” quindi..ecco le domande piu’ scomode e polemiche ricevute negli ultimi mesi dai miei Clienti. E le mie risposte.

I fondi e le sicav? Non mi piacciono perché costano troppo…

DOMANDA Buon giorno dott.ssa Roberta. Per quanto riguarda le società di gestione beh ! sarà pure un fatto psicologico ma partire con un costo certo come applicano fondi e sicav per un risultato incerto non mi piace. Quindi nella scelta degli strumenti su cui operare io preferirei azioni, titoli obbligazionari ed Etf ai fondi e alle sicav.

RISPOSTA Questa sua considerazione sui costi spiega la sua avversione verso il mondo dei fondi d’investimento e delle sicav o piu’ in generale del risparmio gestito. Ma attenzione a non buttare l’acqua sporca con il bambino dentro come si diceva una volta.

E’ certo vero che i fondi o gli strumenti del risparmio gestito possono essere più cari di altri strumenti ma dipende sempre dall’utilizzo che se ne fa, sono come dice la parola degli strumenti. Un coltello può essere uno strumento utile e necessario come un’arma pericolosa: dipende dall’uso che se ne fa. Non è lo strumento in sé che va criticato.

Mi capita quindi sovente di trovare persone che sui fondi hanno un ricordo pessimo, un vero e proprio ancoraggio (dal termine ancora) negativo al mondo dei fondi o del risparmio gestito o delle gestioni patrimoniali. Ma il problema non era lo strumento in sé, il fondo o i fondi o la gestione patrimoniale, ma per come sono stati utilizzati.

Nella maggior parte dei casi i fondi infatti sono consigliati dalla banca, costruito un assortimento (spesso discutibile poiché dentro c’è tutto e il contrario di tutto) e poi lasciati lì, fissi, immobili incuranti di quello che accade nel mondo. Ed è questo l’errore ed è proprio questo quello che non facciamo noi quando usiamo i fondi nella consulenza o nelle gestioni.

Se utilizzati bene il beneficio dei fondi può essere ben superiore al costo. Un esempio? In un nostro portafoglio di fondi abbiamo in posizione il fondo BGF European Value E2 EUR (Isin LU0147394679) che segna un +26,66% dal 23 aprile 2013. Oppure tra gli Schroder abbiamo il SISF EURO Equity A Cap. EUR (Isin LU0106235293) +29,24% dal 4 dicembre 2012 oppure su un altro portafoglio abbiamo consigliato il 30 ottobre 2013 il WF Framlington Europe Microcap A Cap EUR (Isin LU0212992860) che segna a ieri un +17,06%.

Il nostro tipo di gestione strategica degli strumenti prevede un’assoluta flessibilità e questo è il nostro valore aggiunto ovvero un fondo come è entrato può uscire a favore di un altro che individuiamo come statisticamente più forte oppure se le condizioni dei mercati non lo consigliano possiamo anche consigliare alla nostra clientela di andare in liquidità. Un approccio che in diversi anni di attività sul campo ha dimostrato realmente di proteggere nelle fasi di forte discesa e di cavalcare invece bene i mercati nel tempo le fasi di rialzo.

Certo i fondi non sono gli unici strumenti su cui operiamo ma se il patrimonio lo consente sono uno strumento molto interessante perché consentono di diversificare su strumenti e mercati altrimenti non raggiungibili, sono ancora mediamente molto più liquidi degli Etf se si dispone di un patrimonio elevato, e le nostre strategie prevedono anche una selezione molto accurata non accontentandoci di quello che passa il convento perché un fondo d’investimento non vale l’altro. E per darle qualche esempio da inizio anno 2014 il nostro portafoglio di fondi multimanager è in guadagno dal +6% al + 9% (dipende dalla banca su cui è replicato).

I costi (certi) e i risultati (incerti) del consulente finanziario

DOMANDA Partendo dal presupposto che il portafoglio si valuta nel medio termine oggi ad un primo sguardo il risultato potenziale appare valido ma facendo due conti tra costi vari, inflazione e tasse il break even può essere del 4%. Ho impiegato anni per aderire al Vostro servizio perché a fronte dei costi certi i ricavi per chi investe non lo erano altrettanto. Non trovate che questa sia un limite…

RISPOSTA Se la sua obiezione riguarda il fatto che il costo della consulenza è certo mentre il rendimento è incerto questo è vero ma d’altra parte non è possibile evidentemente offrire un obbligo di risultato sui mercati finanziari salvo non vendere la pelle dell’orso…senza averlo catturato.

Anche quando ci si affida a un avvocato, a un medico, a un veterinario, a un commercialista, a un chirurgo estetico paga un costo certo per un risultato incerto. Non c’è alcuna differenza. E la Consob vieta ai consulenti di essere pagati a risultato e c’è una ratio: molti potrebbero sarebbero indotti a far correre ai clienti rischi eccessivi pur di ottenere la commissione di performance. Se l’autorità di controllo vieta una pratica del genere un senso ci sarà ed è proprio quello che il consulente nell’interesse del cliente decida se è il caso di affrontare i saliscendi dei mercati usando la Ferrari, la Cinquecento o la Audi a seconda del terreno e delle condizioni atmosferiche. Come dice un mio cliente “non si usa una Ferrari in centro cittá all’ora di punta, ma quando la strada é lunga e libera é molto meglio di una Fiat Punto. Bisogna solo decidere al mattino quale scegliere in garage prima di partire…..e Voi siete lì per questo.” Non sempre usare la Ferrari a prescindere porta a migliori risultati e se i consulenti fossero premiati solo a performance tenderebbero a usare solo quella (se non guadagno quando faccio perdere meno al cliente sono indotto sempre a farlo correre come un matto).

Sul break even anche lì l’alternativa qual è quando si vuol far rendere del capitale? Non c’è nulla di meglio attualmente dell’investimento mobiliare ovvero la Borsa. E’ meglio che prestare i soldi, affittare le case, comprare le case per rivenderle, investire in un’attività…si può essere liquidati in qualsiasi momento, si trova sempre un compratore, una controparte disposta a darci la libertà che i soldi consentono. Non si può dire lo stesso sempre delle attività imprenditoriali, di prestare i soldi o di voler liquidare una casa.

L’inflazione peraltro qualsiasi investimento si voglia fare è un asticella che occorre superare se si vuole mantenere il proprio potere d’acquisto; le tasse “bellissime” o “bruttissime” (dipende dai punti di vista) sono un pedaggio da cui non ci si può sottrarre (tranne casi particolari); il costo della nostra consulenza è certo tecnicamente un costo ma in questi anni (per chi ci ha seguito con disciplina e costanza) crediamo di aver anche dimostrato che può essere un ottimo investimento ☺

Consulenza finanziaria online: ci siete voi ma anche altre società che si pubblicizzano molto alla radio e sui giornali. Cosa ne pensate?

DOMANDA Buongiorno Roberta, sono un piccolo risparmiatore di anni 51. Mi ritengo alquanto deluso dalla gestione del piccolo patrimonio posseduto: le strategie e proposte della mia banca sono molto limitate e, spesso, inconcludenti. Ora mi sono deciso: meglio tardi che mai! Sono alla ricerca di qualcosa in più, qualcuno che mi aiuti, alla mia età non posso più aspettare. Per correttezza la informo ho chiesto un appuntamento, non ancora fissato, con diverse società di consulenza fra cui una che fa molta pubblicità alla radio e penso che li conosca come suoi concorrenti sul mercato. Se ha suggerimenti e/o controindicazioni in merito non esiti a dirmelo.

RISPOSTA Parlare dei “concorrenti” non è elegante ma non ci sottraiamo alla simpatica provocazione.

Non ci sono molte realtà in Italia che possono vantare i nostri risultati (sia in periodi toro sia in periodi orso) e la nostra storia (un’esperienza ventennale sul mercato).

Risultati non frutto del caso ma di spese che noi annualmente devolviamo nello studio delle migliori strategie per battere i mercati, nell’esperienza maturata e nella trasparenza con cui facciamo il nostro mestiere senza rifilare pacchi pro domo nostra al cliente o fare gli accademici della Crusca.

Ben venga la concorrenza perché aiuta a far comprendere al risparmiatore che c’è un altro sistema per investire i propri risparmi e se poi questa concorrenza ha così tanti soldi da spendere in campagne pubblicitarie milionarie per promuoversi questo può certamente aiutare a far conoscere più velocemente il nostro settore.

Noi però i soldi li preferiamo investire sui nostri servizi e in ricerca e sviluppo e sul personale per poter fornire un servizio migliore ai nostri clienti piuttosto che comprare (o tentare di comprare) quote di mercato perché secondo noi non è così che si cresce stabilmente e in modo sostenibile nel mercato della consulenza finanziaria indipendente.

E diciamo questo dopo aver visto anche i bilanci (basta fare delle visure) di diverse società nate in questi ultimi anni nel settore della consulenza finanziaria con dietro capitali, azionisti e finanziatori generosi i cui conti economici sono un vero disastro: ricavi pressoché inesistenti e costi a razzo.

Modelli che non ci sembrano sostenibili poiché si basano secondo la nostra modesta esperienza nel settore su alcuni presupposti sballati:

1) l’idea che il mercato della consulenza finanziaria indipendente sia paragonabile a quella del mondo del risparmio gestito e delle cifre che girano in quel settore e non sia invece un settore di grande nicchia

2) l’idea che sia possibile costruire business plan con crescite del fatturato “magnifiche e progressive” come se fossimo ancora ai tempi della New Economy

3) l’idea che per offrire consulenza ai risparmiatori basti usare ancora “torte” e aggiornamenti periodici indipendentemente da quello che accade sul mercato

4) l’idea in alcune di queste società di puntare su un basso “pricing” alla clientela contando così di moltiplicare la base di clienti. Un’idea che non sta in piedi purtroppo economicamente e che si ritorcerà alla fine inevitabilmente sulla società (e di riflesso poi sulla sua clientela) perché il rischio concreto è poi quello di non disporre più a un certo punto di risorse finanziarie per mantenere in piedi l’attività di consulenza come si deve senza ricorrere a tagli su tagli.

Sui costi nostri e dei concorrenti dove non si paga esperienza c’è spesso c’è la fregatura e dove si paga troppo poco spesso non c’è il servizio.

Alcuni consulenti nel nostro settore guardano le posizioni dei clienti una volta ogni due mesi noi lo facciamo tutte le settimane. Su base annua loro guardano la posizione del Cliente sei volte l’anno noi 50. Questo fa un’enorme differenza: in periodi toro si perdono delle occasioni (si entra tardi) in periodo orso si rischiano delle batoste (non si esce in tempo, sempre che si esca, i colleghi non hanno nemmeno un anno e mezzo di vita, chi li ha visti all’opera in periodi Orso?).

E nel tempo queste differenze si vedono, eccome si vedono sui patrimoni della clientela. Comunque lunga vita ai nostri concorrenti: più siamo, meglio è. E peraltro come testimonia la partecipazione di Salvatore Gaziano al convegno di Traders’ all’Università di Bologna c’è grande stima con numerosi attori della consulenza finanziaria indipendente e con alcuni anche di sincera amicizia.

Chi è focalizzato sulla clientela, ha dimostrato nel tempo di riuscire realmente ha far guadagnare e proteggere la propria clientele e non vende “fuffa” è nostro amico.

Il Blog di SoldiExpert SCF

Cerchi consigli per investire in modo
intelligente i tuoi risparmi?

Affidati ai professionisti della
consulenza finanziaria indipendente di
SoldiExpert SCF

PARLA CON NOI

Scopri cosa possiamo fare per il tuo piccolo o grande patrimonio e contattaci per fissare un primo appuntamento telefonico gratuito con uno dei nostri consulenti

PARLA CON NOI