GENERALI VERSUS AXA. MEGLIO TRIESTE O PARIGI?

Ha collaborato a questo articolo Emanuele Oggioni, gestore azionario di Saint George Capital Management (gruppo Fondiaria Sai), una società di diritto svizzero con sede a Lugano specializzato nell’asset management

Dal punto di vista geografico Italia e Francia sono confinanti ma sotto l’aspetto del rischio Paese c’è una differenza come tra il giorno e la notte. Questo è quello che dicono i mercati, ma è anche quello che dicono i sorrisini e le battutine dei vari leader politici, Sarkozy in testa, quando parlano del Belpaese. Eppure anche per la Francia ci sarebbe poco da ridere, almeno a giudicare dallo spread dei Titoli di Stato transalpini che proprio in queste ore sta salendo inesorabilmente tanto da far vacillare la famosa tripla A.

E anche dal punto di vista del valore di mercato dei vari titoli azionari quotati l’Italia prova reggere il confronto. Il settore finanziario, ad esempio, è stato tartassato a causa della carenza di liquidità che anticipa vari aumenti di capitale che il mercato, si sa, digerisce malvolentieri. Ma il contagio si è esteso anche al settore assicurativo con società piene zeppe di titoli difficilmente valutabili in quanto altamente rischiosi. E’ il caso delle Assicurazioni Generali la cui valutazione di mercato si è più che dimezzata negli ultimi anni nonostante risultasse un titolo supersolido.

Ma cosa fa, ad esempio, la concorrente francese Axa? Nel grafico sottostante abbiamo voluto mettere a confronto l’andamento dei due titoli a partire dal gennaio 2007 e ci accorgiamo che mentre il titolo Generali da allora ha perso il 60,08%, il concorrente transalpino ha fatto peggio perdendo addirittura il 68,48%. Gli ultimi dati presentati al mercato sono stati negativi tanto per Axa quanto per Generali. L’assicuratore francese ha registrato nei primi nove mesi dell’anno ricavi in calo del 4,8% a 65,9 miliardi di euro, risultati che hanno portato comunque alla conferma di tutti gli obiettivi del piano strategico fino al 2015.

Il piano prevede una crescita media annua del 10% dell’utile per azione e la redditività del capitale proprio del 15% nel 2015. Generali, la zavorra del debito sovrano italiano. Da parte sua Generali sembra rivedere le sue ambizioni di crescita, zavorrata soprattutto dal portafoglio titoli e in particolare dal peso di quelli italiani. In particolare la trimestrale al 30 settembre ha mostrato per i primi nove mesi del 2011 un utile netto in calo del 37,1% a 825 milioni per effetto soprattutto di svalutazioni complessive per 824 milioni. Le svalutazioni sui titoli sovrani della Grecia sono salite a 329 milioni (erano 140 milioni a fine giugno).

Successivamente al nuovo piano di salvataggio discusso dall’UE alcune settimane fa, Generali ha…

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Articolo a cura di

Francesco Pilotti

Responsabile Ufficio Studi

Non lo si è mai visto dare i numeri nonostante passi le giornate lavorative davanti a migliaia di numeri che scorrono sui monitor