GIOVANI, CARINI, POCO OCCUPATI MA CON L’IPHONE. GRAZIE AL CREDITO AL CONSUMO

C’è una parte cospicua di italiani che si indebitano sempre più e c’è un italiano su tre che deve pagare una rata mensile per rimborsare un finanziamento aperto: in media si tratta di un impegno da 360 euro e sul groppone ci sono quasi 35mila euro da pagare (dati Crif). Secondo l’Osservatorio Assofin, dobbiamo alle banche 58 miliardi tra prestiti per ristrutturazioni, tablet e acquisto dell’auto.

La cosa positiva è che in Europa c’è chi è messo peggio di noi. Quella negativa vedendo anche l’ultimo osservatorio Compass  è che gli italiani si indebitano sempre più e sono sempre di più i “millenials” a farlo ovvero le giovani generazioni.

Sono i giovani a trainare il settore: le pratiche avviate da persone fino a 30 anni sono aumentate del 59% rispetto al 2013 che hanno ricorso al rateale più di 5 volte il target dai 31 ai 50 anni.E cosa comprano a rate gli italiani? Soprattutto prodotti di elettronica (il 37% delle pratiche di finanziamento) seguiti a ruota da macchine e moto (35%) da mobili e accessori per la casa (20%) e per finire da “altro” (8%), segmento che comprende spese per viaggi, tempo libero, wellness ma anche “matrimoni” (che, tra l’altro, sono tornati in voga).
E come nel modello statunitense le rate stanno diventando un fattore essenziale nel sistema dei consumi: secondo i risultati della ricerca l’80% degli acquisti non sarebbe avvenuto senza finanziamento secondo il campione dei consumatori intervistati.

Le regioni italiane dove cresce di più negli ultimi 5 anni il ricorso alle rate? Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Toscana. Le più “virtuose” come debiti privati? Sicilia e Molise.

Il finanziamento medio nel settore automobilistico è di 15.542 euro, nell’elettronica di 1174 euro e nell’arredamento di 1702 euro. Ci sono sempre più settori che devono il loro traino sempre più alla vendita a rate. E cresce in Italia come nel mondo il ricorso al debito per acquisti che una volta si sarebbero definiti “voluttuari” o legati soprattutto a “status symbol”.

Nel 2018 il 35% del campione esprime come “progetto” di acquisto “fare un viaggio importante” seguito da “acquistare nuovi elettrodomestici/prodotti elettronica” (29%), acquistare arredamento 27%).
Qualche anno fa aveva destato discussione il fatto che in Cina un numero impressionate di studenti universitari si indebitava (a tassi d’interesse oltretutto elevatissimi) per acquistare prodotti di elettronica di consumo. Ed era stato scoperto che circa il 90% degli aderenti acquistava un prodotto Apple. D’altra parte c’è una ragione se Apple nonostante a livello mondiale ha solo il 16-18% del mercato mondiale degli smartphone raccoglie l’80% dei profitti di tutto il settore…seppure i produttori asiatici (Samsung e Huawei, Xiaomi soprattutto) continuano a crescere come quota di mercato.

Siamo in un’epoca in cui il futile è diventato indispensabile. Non come ai tempi di Alberto Corti, autore del bellissimo e introvabile “Quaderno dei “Pensierini”” che a settant’anni mastica amaro quando vede per cosa ci si indebita oggi “Una volta il mutuo lo si faceva per la casa, per far studiare i figli, oggi per l’Ipad del momento o per la crociera alle Maldive”. Un consumo immediato, gratificante, come se non ci fosse domani. In cui vivere con quello che si ha e ci si può permettere come faceva Alberto Corti ai suoi tempi è demodè. “Certo anch’io come tutti ho sognato macchine, viaggi, oggetti che non mi potevo permettere…ma non ho mai invidiato chi aveva di più, caso mai ho guardato a chi aveva meno – racconta Alberto Corti – nella vita ho sempre cercato di adeguare le mie esigenze alle mie entrate, mi sembra un buon metodo per vivere sereni.”

Ecco Alberto anche a noi sembra un metodo per vivere sereni. A costo di risultare fuori moda.

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