[riservata] Per i mercati l’ultimo mese è da profondo rosso. Ecco un trucco provato per guadagnare (e molto di più) su azioni e obbligazioni e vivere più sereni

Dovrei forse vergognarmi a raccontare questa storia ma ho scoperto improvvisamente qualche anno fa di avere una paura esagerata della vista del sangue. Da ragazzo no. Anzi credo di aver subito un numero di prelievi del sangue veramente abnorme a causa di una presenza fino all’adolescenza di un valore Aslo molto elevato.

Alla nascita del nostro primo figlio poi Roberta mi ha chiesto di assistere al parto di Federico, il nostro primogenito. E’ sempre emozionante assistere alla nascita di una creatura e soprattutto di un figlio. Devo confessare però che non ricordo molto di questa esperienza perché appena i medici hanno fatto davanti ai miei occhi un’iniezione a Roberta (perché aveva scelto di fare il parto con l’epidurale) e ho visto l’anestesista piantare un bell’ago nella sua schiena sono caduto a terra sbattendo violentemente la testa contro una parete, restando svenuto.

Tutto questo me l’ha raccontato poi naturalmente Roberta molto divertita, spiegandomi come tutte le infermiere presenti in sala parto della Mangiagalli di Milano a un certo punto fossero, insieme ai medici, più intenti a occuparsi di me che della partoriente.

In ogni caso sono riuscito a riprendermi in tempo per assistere alla nascita in diretta di Federico pur se sono stato oggetto naturalmente di scherno da parte di tutte le infermiere di turno dell’ospedale che venivano da tutti i piani a osservare da vicino il “fenomeno” di marito.

ODDIO ORA L’AZIONARIO E L’OBBLIGAZIONARIO STANNO SCENDENDO
Mi è venuto in mente questo episodio (ma anche il parto di Anna, la nostra seconda figlia, è stato per la verità rocambolesco) perché come io ho scoperto superata la boa dei 40 anni di avere paura del sangue (ma sarà stata anche l’emozione e il caldo perché avevo avuto l’idea di indossare un maglione girocollo in una stanza che mi sembrava tropicale) così molti risparmiatori hanno lo stesso atteggiamento con le perdite in Borsa. Nell’azionario come nell’obbligazionario.

Quando le cose vanno bene tutto bene. Ma quando vedono il loro portafoglio perdere quota, i titoli, fondi o Etf scendere e soprattutto andare sotto il prezzo di carico o chiudere delle operazioni in perdita, il terrore sembra quasi materializzarsi nei loro occhi e nella loro mente. Come la mia paura per il sangue.

Prendete le ultime settimane e guardate cosa è successo ai mercati finanziari. Apparentemente una tempesta perfetta da quando circa un mese fa e negli scorsi giorni il governatore della Fed, Ben Bernanke, ha fatto capire che non sosterrà all’infinito il mercato obbligazionario comprando a manetta titoli di stato americani e riempiendo di liquidità a costo quasi zero le banche e gli speculatori di tutto il mondo.

Queste dichiarazioni hanno provocato l’attesa di una risalita dei tassi d’interesse, una conseguente caduta del mercato obbligazionario e poi anche dell’azionario in tutto il pianeta e basta vedere l’andamento dell’ultimo mese dove non si è salvato alcun mercato azionario, obbligazionario o delle materie prime per capire quello che è accaduto. Tutto giù senza eccezioni. Giù le obbligazioni, giù le azioni, giù le materie prime.

Queste sono infatti le performance mensili dei mercati principali:

C’è un sistema per rimediare a questo stress da oscillazioni borsistiche?

E’ questo l’argomento che voglio trattare in questo primo report di 3, fornendoti dei consigli molto validi per quanto ti potranno sembrare anche assurdi. Ma è il nostro cervello di investitore a funzionare in modo assurdo come capirai e ti dimostrerò non solo io.

Innanzitutto la prima domanda da porsi è: razionalmente si possono evitare di subire da un giorno all’altro oscillazioni negative della propria posizione titoli che sia obbligazionaria o azionaria?

No. Se non vogliamo prenderci in giro e non siete dei tipi che credono ancora agli elefanti che volano (e non credo di averli fra i miei lettori). Salvo naturalmente non tenere i soldi sotto il materasso o sul conto corrente bancario correndo altri rischi. Di essere derubati dei propri risparmi dai ladri visibili o quelli invisibili come l’inflazione ovvero l’erosione del potere d’acquisto.

Una certa volatilità fa parte quindi del gioco sia nell’azionario che nell’obbligazionario e bisogna quindi saperci convivere e farsene una ragione perché la storia anche recente insegna che sulle azioni subire un andamento avverso del 50% è di fatto la norma (e non a caso si consiglia di avere un orizzonte temporale ragionevolmente lungo perché non si investe sulle azioni per qualche settimana o mese ma per costruirsi un futuro finanziario migliore dopo qualche lustro) e perfino nel “più tranquillo” mercato obbligazionario (e di cui parlerò nel prossimo report) vedere le quotazioni avere oscillazioni contrarie anche del 10-15% e più è qualcosa che non fa parte di un altro pianeta, tutt’altro!

E diciamo questo pur avendo ottenuto in questi anni nei nostri portafogli azionari o obbligazionari (potete vedere qui quelle dei portafogli BorsaExpert ) rendimenti positivi e volatilità estremamente più basse (grazie a una gestione attiva che significa non essere sempre investiti al 100% come ben sanno e hanno visto i nostri clienti nelle ultime settimane dato che abbiamo consigliato di chiudere diverse posizioni) e non come giustificazione.

Eppure mi capita ancora troppe volte di vedere risparmiatori (anche fra i sottoscrittori dei nostri servizi) dopo un ribasso dell’azionario o dell’obbligazionario perdersi d’animo e pensare di essere gli investitori più “sfigati” della terra perché pensano di essere entrati troppo tardi o male e basti qualche settimana o mese o anche annata negativa per giudicare di aver sbagliato tutto.

E a quel punto spesso iniziano a commettere una serie di errori comportamentali tipici quanto catastrofici come cambiare asset allocation o investimenti sulla base del “fiuto” (passando a quelli che loro o qualcuno più astuto gli vuol far credere che sono più “cool” o difensivi o aggressivi a seconda del momento) col risultato di sommare spesso perdite a perdite mentre quello che sembrava essere un investimento poco interessante torna a fiorire e a salire di brutto.

E quante ne ho viste in questi lustri di queste situazioni se potessi raccontarle tutte…

E a dimostrarlo, al di là dei portafogli di SoldiExpert SCF e dei risultati realizzati in questi anni con rendimenti nettamente superiori dei mercati di riferimento e volatilità molto più contenute, vi è uno studio che meriterebbe da parte dei risparmiatori un’attenzione maggiore e che non mi stanco mai di citare per quanto purtroppo pochi risparmiatori leggono e la maggior parte si accontenta di un articolo su un giornale finanziario per pensare di essere un esperto dell’argomento e di aver capito tutto sul senso della Borsa e della Vita.

E’ stato pubblicato da Dalbar, un istituto di ricerca americano. E rileva come nell’ultimo ventennio passato un investitore in fondi azionari americano avrebbe potuto, in base all’andamento della media dei fondi, ottenere un rendimento del +8,8% anno. Qual è il risultato medio che invece ha ottenuto? Il +3,2%!

Oltre 5,5% in meno all’anno !

Le ragioni? La maggior parte degli investitori entra ed esce dal mercato nei momenti sbagliati, tendendo ad aumentare la componente azionaria dopo forti rialzi per poi all’opposto diminuirla dopo lunghi ribassi. Insomma si opera senza una strategia, lasciandosi guidare dall’emotività, cambiando troppo spesso asset allocation per inseguire le mode del momento.
E questo vale (anche se in misura minore come spiegherò in un articolo successivo) anche sul mercato obbligazionario.
La Borsa scende. Ecco come reagire

QUALCHE RIMEDIO CHE FUNZIONA ALLO STRESS DEI MERCATI (E CHE FUNZIONA ANCHE COL SANGUE)

E torniamo così alla storiella della paura del sangue che vi ho raccontato. C’è un modo per evitare di svenire alla vista del sangue? Sì ed è molto semplice: basta che quando si assiste a un’iniezione si volti la testa dall’altra parte se non si vuole affrontare il problema più alla radice con una seduta magari di ipnosi o di Pnl fatta da un bravo terapista.

Anche un risparmiatore che “sviene” facilmente all’andamento avverso del portafoglio obbligazionario o azionario può adottare un trucco simile per imbrogliare il proprio cervello che non è molto razionale come sappiamo bene (si veda qui un articolo recentemente dedicato al tema) quando parliamo di investimenti.

Il trucco? Non guardare ossessivamente l’andamento del portafoglio come uno che ha paura del sangue non si mette a scrutare nel dettaglio l’infermiere o il medico che armeggiano con ago o bisturi sulla propria pelle.

Se si sta investendo non a casaccio ma seguendo una strategia e ci si fida di questa o di chi la fornisce non ha, infatti, molto senso guardare ogni giorno o più volte l’andamento della posizione. Ci si avvelena solo il… sangue per nulla col rischio esponenziale di prendere (ed è quello che fa la maggior parte dei risparmiatori come dicono tutte le ricerche) delle decisioni poco razionali basate esclusivamente sull’emotività e su dei giudizi o pregiudizi sbagliati.

Questo non vuole dire, sia chiaro, disinteressarsi della propria posizione titoli! Tutt’altro. Il consiglio è quella di seguirla e rispettare la strategia decisa col proprio consulente finanziario o da soli ma senza lasciarsi condizionare troppo dall’andamento giornaliero che rischierebbe altrimenti di farci commettere con buona probabilità un alto tasso statistico di “cazzate”.

Come fare a non guardare la propria posizione titoli e soprattutto la valorizzazione per non avere l’umore altalenante come quello di un adolescente?

Una soluzione che ho scoperto quasi per caso e adottato personalmente è quella di fare in modo di non conoscere esattamente l’entità del mio patrimonio.

E ne sono soddisfatto perché anch’io sono un essere umano che talvolta avrebbe la tentazione di chiudere magari in anticipo una posizione in guadagno e preoccuparmi di una in perdita. Cosa ho fatto? Ho semplicemente sparpagliato i miei soldi su tanti conti bancari e deposito titoli e conti deposito in modo che se anche mi scappa l’occhio sul valore di una posizione non conosco la situazione totale e non so giudicare giorno per giorno, settimana per settimana o mese per mese quanto guadagno o quanto perdo.

E vi posso assicurare che vivo molto più sereno facendo una valutazione complessiva del mio portafoglio ogni 2/3 anni. Se qualcuno mi dicesse quanti soldi ho se dovessi liquidare tutto vi confesso che non lo so! E nonostante faccia questo mestiere! Ma vi posso assicurare che il mio patrimonio, grazie anche a questo “trucchetto”, è sicuramente più alto di quanto lo era 2 anni fa, 4 anni fa, 6 anni fa o 10 anni fa.

E vivo gli alti e i bassi dei mercati (azionari come obbligazionari) con molto meno stress nonostante mi possa definire un investitore razionale e consapevole che si occupa professionalmente di mercati finanziari dal 1986, dedica la maggior parte del proprio tempo all’aggiornamento professionale e fa questo di lavoro. Eppure confesso senza problemi che avere un po’ di distacco dal conoscere “quanto guadagno e quanto perdo” lo ritengo molto utile e sull’argomento ho scoperto che non sono il solo a pensarla in questa modo ma anche ricerche accademiche molto importanti.

Così quando arriva un segnale di acquisto o di vendita (come quelli che invio alla nostra clientela su azioni, obbligazioni, fondi o Etf e mando anche a me stesso sui portafogli di fondi o di Etf) lo replico senza indugi senza andare a fare alcun ragionamento: eseguo e basta.

E posso assicurarvi che in questi anni i clienti che hanno seguito i segnali senza farsi tante domande sia sull’azionario che sull’obbligazionario ma replicando e basta anno dopo anno, sia nelle fasi toro che in quelle orso, sono quelli che hanno moltiplicato veramente il loro capitale.

“Inutile girarci intorno: i mercati finanziari non sono fatti per i ‘cacadubbi’” diceva un agente di cambio che avevo conosciuto all’inizio della mia attività.

Certo se avessi un unico conto sarebbe più difficile riuscire a “imbrogliare la mia mente d’investitore emotiva” e il costo di avere più conti è abbondantemente compensato dal risultato ottenuto in questi anni dal gestire in maniera quasi “cieca” o “blindata” la mia fortuna finanziaria.

Mia moglie Roberta (consulente finanziario indipendente e responsabile della consulenza personalizzata di SoldiExpert SCF) ha invece un unico conto corrente che guarda una volta l’anno. Lo usa solo per effettuare gli investimenti. Durante l’anno non guarda mai il saldo. Apre il conto e lo richiude velocemente solo per effettuare le vendite e gli acquisti di strumenti finanziari in funzione del trend di mercato. A fine anno guarda il rendiconto. Se è andata bene pensa che l’anno successivo andrà magari un po’ peggio; se è andata male si consola pensando che l’anno successivo andrà meglio. E siccome andrà in pensione tra almeno vent’anni pensa alla fine che sta curando il suo patrimonio nel modo migliore possibile: con metodo e disciplina.

Vi sembra un consiglio stupido? Vi posso assicurare che funziona bene e molti amici a cui l’ho consigliato (e che sapevo benissimo conoscendoli bene che fare leva solo sulla consapevolezza e sulla razionalità non poteva bastare perché siamo umani… quando si parla soprattutto di soldi) negli anni passati ci ringraziano.

Parola di moglie e marito. Ma anche di diverse ricerche accademiche molto serie fatte sull’argomento e di cui vi parlerò prossimamente.

 

 

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