GUADAGNARE IN BORSA E’ QUESTIONE DI FORZA (SE SAI COME USARLA A TUO FAVORE)! La presentazione dell’ebook gratuito che spiega le nostre strategie.

Sabato 2 agosto Plus, il supplemento settimanale di finanza personale del Sole 24 Ore, ha dedicato l’inchiesta di copertina a “Diversificare ma non troppo” intervistandoci su un argomento che portiamo avanti con passione e convinzione da molti anni.

Su come investire correttamente, quale tipo di diversificazione attuare e quali le strategie di selezione alla base dei nostri portafogli e gli studi che sono dietro al nostro lavoro, abbiamo deciso questa estate un po’ matta di regalare ai nostri lettori un ebook che pubblicheremo a puntate in queste settimane su MoneyReport.it .
Dopo il grande successo del libro “Bella la Borsa, peccato quando scende” ritorno così a scrivere un manuale di Borsa che si arricchisce dell’esperienza dell’ultimo decennio. E considerando che ho iniziato a operare in questo settore nel lontano 1985/1986 penso che ci sia tanta roba in questa mia “fatica”.

E chi lo leggerà potrà farsene un’opinione.
In questi anni i nostri portafogli e la nostra consulenza hanno ottenuto risultati straordinari (sia come rendimenti assoluti che come controllo delle perdite nelle fasi più discendenti) ma naturalmente non si è mai trattato di una passeggiata perchè le fasi avverse sui mercati (azionari come obbligazionari) esistono sempre (e quello che sta accadendo all’Italia in queste ultime settimane è persino poca cosa rispetto a quello che abbiamo visto in questi anni e non c’è nulla di nuovo sotto il sole come dimostreremo) e nessuna strategia è in grado di garantire guadagni sicuri e soprattutto in tempi rapidi e senza veder oscillare anche di molto il proprio capitale.
Nessuno può prevedere l’andamento dei mercati e ben lungi da noi vendere capacità di questo tipo, anche se esistono ancora risparmiatori che vorrebbero credere ai “guru” e agli esperti che conoscono il futuro in modo sistematico (a azzeccare l’ora giusta anche un orologio scassato ci riesce 2 volte al giorno…).

Crediamo però fermamente (e i risultati reali realizzati da oltre 15 anni nel nostro caso e da qualche decennio dalle strategie da noi seguite) che ci possano essere approcci più o meno vincenti o protettivi e in questo ebook faremo parlare numeri, grafici e tanti esempi, parlando di diversificazione, profili di rischio corretti, orizzonte temporale (un concetto che sfugge a molti risparmiatori e che ne è la loro condanna a perdere nel tempo anche se dispongono delle strategie o dei prodotti più performanti) . E risponderemo naturalmente anche alle obiezioni più frequenti che riceviamo perchè come diceva Goethe se “ogni balena ha il suo pidocchio” figuriamo noi 🙂

Uno sforzo di divulgazione che crediamo utile per chi come noi crede fortemente nella consulenza finanziaria indipendente (siamo come SoldiExpert SCF fra le società in Italia con maggiore storia e risultati) e reputiamo importante che ciascun investitore disponga di un’in(formazione) completa e consapevole per valutare i vari approcci nel cuore (al di fuori delle strategie di marketing e commerciali) e possa così confrontare i risultati e cosa è veramente più o meno rischioso e più o meno redditizio nel tempo per investire il proprio patrimonio finanziario in base ai risultati passati e non in base al “buon senso” che, come insegna la finanza comportamentale (e parleremo anche di questo argomento che è la chiave per capire perchè molti risparmiatori alla fine stressati dai mercati capitolano in tutti i sensi), è spesso una trappola mortale per moltissimi risparmiatori che porta a ragionare di “pancia” e non di testa.

Ma una strategia robusta e valida è in grado in un tempo ragionevole (che non è l’aldilà) di estrarre del valore dalle oscillazioni di Borsa (azionarie ma anche obbligazionarie) e far ottenere rendimenti migliori del mercato facendo correre meno rischi: è quello che facciamo col nostro lavoro quotidiano da quasi 15 anni e in questo ebook spiegheremo su quali basi entriamo e usciamo dai mercati, come abbiamo ottenuto i risultati straordinari dei nostri portafogli in questi anni ma anche i pro e contro del nostro modo di operare e quali sono i più grandi nemici da combattere. E come affrontarli.

 

 

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Questa è la presentazione dell’ebook. Per gli utenti registrati al sito (vedi qui nel caso non disponi di login e password per l’accesso per registrarti gratuitamente al SoldiExpert Investor Club) fra gli altri vantaggi hail  la possibilità di scaricare interamente questo ebook!

 

“L’investimento nella conoscenza paga sempre il più alto interesse”.
Benjamin Franklin

 

Ho notato da qualche anno che l’estate è la stagione dove si legge di più non solo letteratura d’evasione. Per questo motivo ho deciso nelle ultime settimane di scrivere un ebook gratuito da inviare ai  clienti e registrati ai nostri siti dove spiegare le strategie che sono alla base da quasi 15 anni dei nostri portafogli e servizi di consulenza, rispondendo così alle classiche domande (e talvolta obiezioni) che mi sono sentito porre in questi lustri sui rendimenti nei mercati finanziari e come affrontare gli inevitabili saliscendi e qual è il modo migliore per trarne profitto..

A tal proposito mi viene in mente una cena particolarmente movimentata accadutami qualche anno fa (penso potesse essere il 2006) a Torino in compagnia di Roberta (1) e di altri amici e specialisti del mercato obbligazionario. Al tavolo c’era anche il professor Beppe Scienza, docente all’Università di Matematica di Torino,  studioso del risparmio e della previdenza integrativa autore del best seller “Il risparmio tradito” e altri saggi.

Mi era capitato diverse volte di intervistarlo e incontrarlo e ne conoscevo lo spirito polemico che quella sera potei constatare  in azione su di me. Era venuto fuori il tema dell’andamento molto positivo dei nostri portafogli consigliati come rendimenti realizzati ma il professore in modo diretto a mezza cena espresse il suo pensiero: “queste performance sono impossibili da realizzare”.

La cena divenne tumultuosa perché considerai la cosa un affronto personale (di fatto era come dire che ero un bugiardo) perché le performance pubblicate su SoldiExpert SCF altro non sono che il resoconto più fedele possibile di tutti i segnali reali (non backtesting) inviati ai nostri clienti e il confronto con l’andamento del mercato. E non sono certo frutto di elucubrazioni fantasiose come possono testimoniare le centinaia di clienti che ci seguono da anni. E in Italia siamo curiosamente fra i pochi che rendono pubblici in questo settore le performance dei portafogli della consulenza standard come abbiamo avuto modo di scrivere recentemente (vedi qui se vuoi saperne di più)

E peraltro mi trovavo al tavolo con esperti e gestori del mercato obbligazionario molto bravi nel fare “bond picking” e che quindi, se volevano essere coerenti con la teoria dei mercati efficienti, dovevano dire che nemmeno il loro lavoro di selezione e analisi aveva un qualche senso e valore. Roberta e gli amici presenti mi trattennero dal lasciare il tavolo e alla fine le acque si calmarono e ricordo quella come una bellissima cena dove lo screzio si ricompose davanti a un vino bianco tedesco in un ristorante cinese (vedi gli effetti positivi della globalizzazione 😉 ).

La tesi del professore (che ho sentito ripetere anche da giornalisti ed esperti) non è nuova ed è stata la più in voga nel mondo accademico (e non solo) negli ultimi decenni e si basa sulla Teoria dei Mercati Efficienti. E  sancisce l’impossibilità di ottenere risultati migliori del Mercato perché sostiene, come dice il nome, il concetto che le notizie e le informazioni sono tutte già scontate nei prezzi e quindi è impossibile battere il mercato.

Si ritiene quindi impossibile estrarre extra-rendimenti dal mercato in modo consistente e continuativo dalla selezione titoli o dal market timing. Ed il corollario della teoria dei mercati efficienti  sostiene naturalmente che il “massimo” sia investire in modo passivo, comprare e tenere lì per sempre facendo ricchi se stessi (si spera) e sicuramente il proprio intermediario (che naturalmente è ben contento di diffondere e far diffondere questa teoria ai “propagandisti del culto” (che possono assumere le sembianze di promotori finanziari, consulenti finanziari, private bankers, giornalisti, esperti… ).

Io (e non certo solo io) non credo che i mercati siano efficienti: tutt’altro. Come dimostrano moltissimi studi di finanza comportamentale usciti in questi anni o  strategie d’investimento non solo teoriche come pure i rendimenti ottenuti nel tempo da alcuni gestori (e non solo Warren Buffett).

Circola in merito una storiella divertente cui un professore sostenitore della teoria dei mercati efficienti è così convito di questa di questa teoria che dice ai suoi studenti che se trovano 20 dollari per terra di non perdere tempo a raccoglierli perché sicuramente saranno falsi… Secondo, infatti la Teoria dei Mercati Efficienti, se così non fosse, qualcun altro, infatti li avrebbe già raccolti. Un divertente e illuminante paradosso.

Io se trovo 20 dollari o 20 euro per terra invece li raccolgo (e mi è capitato l’altra volta di trovarne 20 veri).

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E non ho certo la pretesa di credere o vendere che esistano strategie in grado di ottenere sempre risultati migliori del mercato o di essere un novello Warren Buffett: magari! In qualsiasi strategia attiva bisogna sempre tenere conto, infatti, dei falsi segnali ovvero di operazioni chiuse in perdita anche ripetute e percentualmente significative. E non esistono strategie di market timing perfette capaci di far entrare ai minimi o vendere ai massimi o certezza dei risultati futuri.

Ma una gestione dei propri investimenti basata su alcune strategie è dimostrabile che nel tempo può produrre risultati migliori in termini di rendimento di altre e con volatilità anche inferiori. E lo dicono i numeri e dopo quella rocambolesca cena col professor Scienza (con il quale poi altre volte ci siamo incontrati e considero comunque una persona sempre da leggere per i suoi commenti arguti) i nostri portafogli se si esamina il confronto col mercato (vedi qui) hanno messo addirittura il turbo.

Non esistono certo  “pasti gratis” per dirla col professore Milton Friedman e per seguire strategie come quelle da noi adottate e replicate dai nostri clienti occorre essere investitori un po’ più sofisticati di quelli che pensano che per guadagnare in Borsa basta solo acquistare un mix di titoli e fondi e poi pazientemente aspettare. E soprattutto avere un po’ di capacità di saper controllare l’avversione alle perdite e disciplina oltre che orizzonte temporale che manca purtroppo (ed è un problema di “software” ovvero del nostro cervello come insegna il professore Paolo Legrenzi all’Università Ca’ Foscari di Venezia) alla maggior parte degli investitori come insegna bene la finanza comportamentale.

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“Le perfomance passate non sono garanzia di eguali rendimenti futuri” c’è scritto alla fine di ogni documento finanziario sugli investimenti”. Sono d’accordo ma come ha scritto un grande gestore e pioniere nell’industria dei fondi d’investimento John Templeton, non saranno una garanzia ma se frutto di una strategia robusta “neanche una coincidenza”. E’ quello che cercherò di dimostrare in questo ebook.

 

Siamo dei geni o degli idioti: questo è il dilemma…

Il lavoro che c’è dietro ai portafogli e alle strategie di consulenza di SoldiExpert SCF non è, infatti, frutto  del caso o della fortuna o della capacità di qualche guru di prevedere l’andamento dei mercati (cosa che piacerebbe probabilmente a molti risparmiatori che credono ancora alle favole) ma si fonda (come cercherò di dimostrare) su ricerche e studi accademici decennali (e questo ebook contiene, infatti  una ricca bibliografia di studi accademici e non solo in costante aggiornamento per chi vuole approfondire l’argomento vedi qui ) che dimostrano come un approccio attivo e basato su strategie basate sulla forza relativa è superiore come rapporto rendimento/rischio a strategie passive o altre strategie basate solo sui cosiddetti fondamentali (dividendo, utili, fatturato, ebitda, patrimonio..) o discrezionali.

Sulla base della lettura di centinaia di studi e libri sull’argomento in questi lustri io e il mio team abbiamo cercato di affinare queste strategie con l’utilizzo di diversi indicatori per costruire portafogli nel tempo capaci di ottenere risultati migliori del mercato. E risultati alla mano (non quindi backtesting o prove di laboratorio) come indica il comportamento dei nostri portafogli standard qualche risultato apprezzabile l’abbiamo realizzato, ottenendo risultati nettamente superiori a quelli di oltre il 90% dei gestori.

Potremmo sentirci soddisfatti dei risultati realizzati ma sappiamo che la gloria è transitoria sui mercati finanziari e tanti anni di professione ci insegnano che chi fa questo mestiere impiega un battibaleno a passare dall’altare alla polvere. Insomma a essere considerati troppo velocemente dei geni o degli idioti.

“Ma perché abbiamo acquistato quei titoli che erano saliti  tanto: era chiaro che sarebbero prima o poi scesi…”

“Ma come mai i titoli che abbiamo venduto in perdita sono saliti: non sarebbe stato meglio mantenerli in portafoglio?”

“Da quando ho iniziato a seguirvi la Borsa è scesa: non sarebbe stato meglio aspettare di comprare o comprare i titoli che sono saliti di più?”

Se uno guardasse i rendimenti accumulati in questi anni dai nostri portafogli standard (quelli a disposizione su SoldiExpert SCF ) e il confronto sia con l’andamento del mercato (vedi qui) che il rischio subito (nettamente inferiore) potrebbe pensare che la strada verso i rendimenti positivi è quasi semplice; nella realtà nulla lo è quando si parla di soldi e psicologia del risparmiatore che rema purtroppo pesantemente contro come insegnano gli studi sulla finanza comportamentale.

E anche per questo è nata l’idea in questo libro (e spero di riuscirci) di provare a dare un percorso organico ai molti articoli e report che in questi anni abbiamo dedicato nel divulgare le nostre strategie, spiegando come nascono e senza nasconderne pro, contro oltre che  studi e percorsi seguiti.

Occhio a investire bene i tuoi soldi! 

L’ambizione sarebbe quella che questo ebook venga letto da tutti i risparmiatori e soprattutto da coloro che seguono o si avvicinano al nostro tipo di consulenza finanziaria indipendente per comprenderne la logica (fare i confronti con chi dice di offrire “advice”) e per questo cercherò di utilizzare un linguaggio non propriamente accademico. Ma è un’ambizione forse smodata perché non tutti i risparmiatori e lettori arriveranno temo alla fine di queste mie riflessioni (e spero che tu non  sia fra queste!) nonostante cercherò di fare di tutto per rendere per quel che posso  interessante questo racconto. Anche di usare qualche licenza letterale se può servire a destare l’attenzione 🙂

La finanza comportamentale (una disciplina dell’economia che si è conquistata un premio Nobel e sta sovvertendo molti luoghi comuni sull’home economicus) insegna purtroppo che riguardo le decisioni sugli investimenti e sui soldi il nostro cervello non ragiona ma spesso sragiona: il cervello di noi umani è stato costruito in modo splendido per sopravvivere e riprodurci ma può darci degli input completamente sballati nel navigare sui mercati finanziari e parte di questa nostra irrazionalità è dovuta anche al fatto che non siamo bravi a fare i calcoli. Il nostro cervello “rettile” è un software un po’ arretrato quando lo usiamo per investire.

In logica e matematica non siamo sufficienti come voti spiega molto bene la finanza comportamentale o pensiamo di avere le risposte giuste senza verificare magari che nell’equazione ci sono delle variabili molto importanti da considerare che invece tralasciamo del tutto per arrivare a conclusioni completamente sballate (e c’è chi naturalmente ne approfittadi questa nostra debolezza rivolgendosi a questa parte del cervello più istintiva per venderci prodotti e servizi finanziari più “ruffiani”).

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Ahinoi tutte le ricerche sul tema dimostrano poi che l’educazione finanziaria degli italiani è agli ultimi posti nel mondo occidentale e molti risparmiatori italiani non hanno molta dimestichezza con il mondo spietato dei numeri e come dimostrano le ricerche sul campo, ragionano troppo di pancia o preferiscono indirizzare il loro interesse altrove piuttosto che interessarsi in modo intelligente dei propri risparmi.

Ma purtroppo prima o poi dovranno fare i conti con questo disinteresse, mancanza di prospettiva o eccesso di fiducia mal riposta.

Se non ci si occupa di economia e finanza personale (e con una certa logica e un piano sensato) di sicuro sarà l’economia a occuparsi di noi…

E anche per questo in Italia che nel mondo del risparmio gestito e della consulenza finanziaria tradizionale che si punta più sul rapporto di relazione (con il proprio promotore finanziario o bancario di turno) che sulla competenza e sul risultato: è più facile dare una delega in bianco a chi ti racconta che il futuro è rosa, ti vende concetti semplicissimi (tipo “cedole”, “dividendi”, “lungo periodo”, “esperti”, “piani di accumulo”…)  e il proprio comitato di gestori è il “non plus ultra” (e magari poi con gestione attiva passiva a base di fondi, etf o titoli di massacra il patrimonio iniziale)  piuttosto di chi ti cerca di spiegare che investire è questione soprattutto di metodo e ti parla anche di operazioni in perdita dolorose ma necessarie e disciplina.

Come sanno coloro che ci seguono da molti anni fare consulenza finanziaria per noi non significa dare sempre ragione al cliente o illuderlo che il “lungo periodo” risolve tutta e basta solo costruire un portafoglio a “torta” di fondi o Etf o altri titoli per vendere “advice” o “consulenza fee only” o “private banking”. Etichette che servono spesso solo a fare scena.

Quello che è veramente importante secondo noi è monitorare (e variare nel caso) il portafoglio con strategie testate e robuste dove l’importante non è comporre il portafoglio ma avere invece soprattutto un piano d’azione ovvero una strategia statisticamente tempestiva di entrata ma possibilmente di uscita come ci insegnano i mercati!

Ci sarà certo chi vi dirà che la cosa più “furba” è non fare invece assolutamente nulla e puntare sul lunghissimo periodo che tutto aggiusta e tutti premia: non siamo d’accordo e potrete fare dei confronti su questo approccio e il nostro.

Vi invito quindi a leggere queste “lezioni” con calma ma a leggerle tutte (e troverete risposta probabilmente anche alle eventuali obiezioni che avete in testa su diversi argomenti) e poi naturalmente anche a scrivermi (la mia email è salvatore.gaziano@soldiexpert.com oppure nel modulo per contattarci qui  ) se avete delle considerazioni da fare, suggerimenti o critiche ulteriori.

Non siamo naturalmente nati “imparati” e continuamente cerchiamo di migliorare e affinare le nostre strategie guardando però al “big picture” (il grande scenario) ovvero al risultato complessivo nel tempo (e come leggerete non parliamo per le nostre strategie di quel lungo periodo che confina con l’aldilà) perché è inutile cercare di aggiustare un pezzetto se si sfascia tutto il resto ovvero se una strategia apparentemente di “buon senso” magari mi evita nell’ultimo semestre di perdere il 10% ma nel tempo questo “buon senso” è costato 100 punti percentuali di mancato guadagno.

Purtroppo il “buon senso” come cercherò di dimostrare in questo ebook è uno dei più implacabili nemici dei risparmiatori perché molte delle peggiori trappole in cui cascano come polli i risparmiatori sono basate su alcune presunzioni come:

  • non vendere i titoli in perdita;
  • vendere troppo precipitevolmente i titoli in guadagno;
  • confidare troppo generosamente nell’illusione del lungo periodo;
  •  ragionare col senno dei poi;
  • non fare i giusti confronti;
  • avere un orizzonte temporale esageratamente ravvicinato di pochi mesi e anni;
  • farsi trasportare come una banderuola dall’emotività;
  • stare ad ascoltare troppe campane e cambiare continuamente strategia e le carte in tavola;
  • cadere vittime dell’overload dell’informazione ovvero della moltiplicazione delle fonti informative dove è sempre più difficile distinguere il grano dal loglio;
  • diventare proseliti di qualche guru che vede solo rosa o solo nero;

 

Non è oggettivamente facile per molti risparmiatori (e questo spiega perché la maggior parte diventa “parco buoi” da scuoiare nel linguaggio crudo della Borsa) riuscire a restare indenni dalle “sirene” mangiatrici descritte sopra e infatti nell’approccio seguito dalla nostra consulenza più che metterci la cera nelle orecchie come novelli Ulisse abbiamo cercato di trovare una rotta il ferma possibile con una bussola a bordo.

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“Ulysses and the sirens”, Leon-Auguste-Adolphe Belly, XIX secolo

 

E purtroppo nemmeno l’esperienza di Borsa è un grande insegnamento perché ci sono risparmiatori e investitori che continuano imperterriti decenni dopo decenni a ripetere gli stessi errori dando ragione a Italo Svevo quando spietatamente diceva che “non bastano le disgrazie a fare di un fesso una persona intelligente”.

La nostra “bussola” è costituita dall’analisi tecnica o quantitativa o algoritmica e in particolare da un approccio ispirato a strategie basate sulla “forza relativa” che puntano cioè sul cavalcare i trend del mercato con un approccio attivo e disciplinato.

Operare sulla base della forza di un trend (e questo dovrebbe essere intuitivo) è più sicuro che operare contro il mercato. Come dovrebbe essere intuitivo che è meglio cercare di entrare e uscire dal mercato al giusto timing piuttosto che restare sempre investiti.

I trend esistono ovvero delle tendenze ascendenti o discendenti dei prezzi e non si possono ignorare: non sono un’opinione ma un fatto.

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Provate a guardare il grafico di un qualsiasi titolo e ditemi se i prezzi giornalieri, settimanali o mensili vi sembrano completamente causali o si può invece leggere invece per determinati periodi una tendenza al di là del “rumore” che si può vedere nelle oscillazioni ravvicinate.

I trend esistono (sono sempre esistiti e probabilmente sempre esisteranno) e un investitore saggio deve imparare a utilizzarli a proprio vantaggio. E statisticamente è una buona idea cavalcare un trend come spiegheremo nel libro: si hanno maggiori probabilità dalla propria parte a essere investiti in un mercato al rialzo e a essere disinvestiti in un mercato al ribasso. E’ molto più rischioso (e spesso irrazionale) investire in modo “contrarian” e meno sicuro.

Ora qui non vogliamo sostenere che sia sempre possibile ottenere risultati migliori del mercato e “pasti gratis” o che abbiamo trovato noi (o chicchessia) la pietra filosofale (quella che secondo gli alchimisti poteva consentire di tramutare qualsiasi metallo in oro) ma un’osservazione attenta dei mercati e un confronto fra le varie strategie nel tempo dovrebbero consentire di fare una classifica fra le varie strategie in base ai risultati realizzati (e relativi pro e contro) senza affermare semplicisticamente come conviene a qualcuno (il famoso “conflitto d’interesse” che alligna potente dentro l’industria del risparmio gestito e nel sistema finanziario ) che l’investimento passivo  in fondi o Etf sia la migliore soluzione per tutti.

E quando avrete letto tutto l’ebook potrete fare dei confronti e le vostre considerazioni in merito e giudicare le nostre strategie e quelle vostre (o del vostro consulente o intermediario) e fare dei confronti completi.

Vi parlerò quindi di strategie basate sulla forza relativa e delle alternative apparentemente più di “buon senso” (come l’investimento passivo e non solo) e potrete fare i confronti sui risultati e sui rischi che si corrono con le varie opzioni e giudicare nel tempo cosa è veramente meglio per voi (e non per il vostro broker o promotore finanziario o consulente finanziario).

Scoprirete che una gestione attiva non vuol dire iper movimentare il portafoglio perché anzi se si va a vedere la movimentazione media dei fondi d’investimento italiani si scoprirà incredibilmente un’elevatissima rotazione di portafoglio che ha come risultato per oltre il 90% dei fondi risultati inferiori all’andamento del mercato!

Nelle nostre strategie un portafoglio di fondi effettua, per fare un confronto, in media una operazione ogni 1,3 mesi: nulla di iper speculativo o difficile da seguire, quindi. E naturalmente non tutte le operazioni che si realizzano sono in guadagno come spieghiamo sempre, rivolgendoci a un pubblico di investitori consapevoli e maturi che non vogliono credere alle favole (dove peraltro c’è comunque sempre qualche mostro da sconfiggere).

Parleremo inevitabilmente di orizzonte temporale perché per noi l’investimento non è “per sempre” come consiglia Warren Buffett o la maggior parte dei promotori ma non è nemmeno di pochi mesi o 2/3 anni perché il Dio Tempo (Kronos nell’antichità) va conosciuto e rispettato. E peraltro la mitologia greca vuole che Kronos divorò i suoi figli per non farsi spodestare e quindi è bene non prendere sotto gamba …questo Dio come dovrebbero aver capito coloro che cercano guadagni “veloci” e dopo qualche  anno o perfino mese di risultati deludenti assoluti o relativi scalpitano e continuano a cambiare strategia, peggiorando solo nel tempo la propria situazione.

E ne ho conosciuti in questi anni di simili risparmiatori che se invece di smettere di seguire le nostre indicazioni fornite dopo una fase avversa avessero invece continuato nel replicarle “senza se e senza ma” oggi si ritroverebbero con un capitale nettamente superiore…

Ci sono solide ragioni che dimostrano che i trend esistono  (e persistono per periodi anche significativi) e che i prezzi nei mercati finanziari non si muovono “random” (ovvero casualmente) ma secondo cicli precisi e uno svolgimento quasi ritmico dove il sentiment dell’investitore oscilla quasi sempre fra ottimismo e depressione, paura ed avidità, ansia e speranza, eccitazione e panico.

Certo i mercati non sempre si muovono in tendenza (soprattutto rialzista) e hanno anche fasi di congestione o di cosiddetto “mercato laterale”: non è sempre festa.

Un approccio metodico e disciplinato, se robusto, sa sfruttare questo comportamento dei mercati (azionari ma anche obbligazionari) a proprio vantaggio e un piccolo vantaggio o extra-rendimento nel tempo (pensate anche alla legge dei grandi numeri e al “minimo” vantaggio di una roulette che basta a generare nel tempo guadagni eccezionali) può trasformarsi in un grande vantaggio come avrete modo di scoprire in questo ebook.

In conclusione i mercati la sanno più lunga di noi e di qualsiasi esperto o guru ed è conveniente assecondarli in modo attivo piuttosto che andarci contro o subirli solo passivamente. E questo è possibile a patto di conoscere alcune regole fra cui fra le più importanti (per quanto vi potrà sembrare banale) è quella che la performance del portafoglio complessivo è differente dall’andamento singolo delle sue parti.

E che in Borsa non guadagna di più (o perde di meno) chi ha sempre ragione perché si possono compiere anche solo il 60% di operazioni in guadagno e il 40% in perdita e ottenere un risultato nettamente superiore (e con meno rischio) di chi non ha movimentato mai il proprio portafoglio e non ha mai “consolidato” una perdita.

Buona lettura!

 

(1) Roberta Rossi, è amministratore delegato di SoldiExpert Scf e responsabile della divisione Consulenza Personalizzata. 
Laureata alla Bocconi, classe 1970, è stata sul finire degli anni ‘90 la responsabile dei contenuti in tema di finanza personale del sito Soldionline.it, il primo e più importante sito finanziario italiano. Dopo l’esperienza come direttore operativo di BluInvest.com e poi di Borsa Expert.it, siti specializzati nella consulenza finanziaria a pagamento, dal 2004, in sintonia con l’introduzione della Mifid, segue e assiste la clientela privata (ma anche istituzionale) interessata alla consulenza su misura. E’ anche advisor di sgr per alcune gestioni patrimoniali ed è un’attiva conferenziera sui temi della gestione del risparmio.
E’ chiamata spesso a intervenire come esperta in trasmissioni televisive, radiofoniche o sui giornali ed è fra le donne che in Italia ha maturato fra le più importanti esperienze nel campo della consulenza finanziaria indipendente. Collabora anche a Patrimoni, il mensile di finanza personale di Milano Finanza sui temi del risparmio gestito e la consulenza indipendente.

p.s. nei prossimi giorni inizieremo a pubblicare uno alla volta i vari capitoli dell’ebook a disposizione in forma integrale solo per gli utenti registrati a MoneyReport.it (vedi qui se non sei registrato). Dopo la pubblicazione dell’ultimo capitolo metteremo a disposizione l’intero ebook con tutti i capitoli in formato pdf in forma gratuita per tutti i registrati a MoneyReport.it

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Se desideri scaricare GRATIS l’intero EBook in formato pdf o desideri acquistarlo in formato stampato, clicca qui

Capitoli seguenti:

CAPITOLO 1:  Quello che ho imparato dal saliscendi dei mercati finanziari 

CAPITOLO 2: Perché se investi guardando l’orologio o il calendario sei matematicamente destinato a perdere 

CAPITOLO 3:  I prezzi di Borsa dicono tutto, il nostro cervello no.

CAPITOLO 4:  Perché ci piace operare in Borsa sulla forza e non sulla debolezza o a naso

CAPITOLO 5:  I fondamentali sono importanti ma Keynes insegna che lo sono ancora di più i concorsi di bellezza 

CAPITOLO 6: Credetemi. Se vi piace giocare in Borsa invece che investire e seguire delle regole siete fottut

CAPITOLO 7: Le strategie con i migliori risultati nel tempo in Borsa non sono quelle che il nostro cervello immagina

CONCLUSIONE: In Borsa si può essere polli o aquile.

 

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