I primi 100 giorni di Biden sul fronte economico e sanitario e il mega piano da 2.000 MLD di $. Cosa c’è dietro l’angolo?

Il mega piano da 2.000 miliardi di $ può costituire un volano per l'economia USA. Con effetti positivi su produttività e posti di lavoro

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L’obiettivo primario e immediato del nuovo Presidente Usa è stabilizzare l’economia e la salute pubblica. Il resto dell’agenda politica è appeso all’incerta maggioranza in Senato, ma se passasse il piano Biden l’economia americana potrebbe riprendersi in modo robusto grazie a un mega piano da 2.000 miliardi di dollari spiega Standard & Poor Global Ratings in un report, con un’unica grande vittima: l‘industria petrolifera.

L’afflusso di elettori più alto dell’ultimo secolo

Nonostante una delle stagioni elettorali più inusuali della storia degli Stati Uniti – data la pandemia e la relativa recessione – la partecipazione degli americani alle elezioni del 2020 è stata la più alta degli ultimi 100 anni, con un’enorme quantità di voti per posta e persino maggiore quella dei voti anticipati (questa seconda modalità viene definita early voting e indica un periodo in cui, a partire da 45 giorni prima dell’election day e fino a 4 giorni prima del voto, è permesso agli elettori recarsi negli uffici elettorali o nei seggi predisposti per le elezioni e votare). Quasi il 65% della popolazione in età elettorale ha votato.

Ancora in bilico il Senato

Il Presidente eletto Joe Biden ha vinto ma con uno scarto più ristretto di quanto la maggior parte dei sondaggi si aspettasse, con il presidente Donald Trump che ha ottenuto notevoli guadagni in termini di sostegno rispetto alle previsioni.

I Democratici hanno ottenuto una maggioranza alla Camera dei Rappresentanti (ma hanno perso alcuni seggi), mentre il controllo del Senato deve ancora essere deciso e a tal fine la Georgia ospiterà due ballottaggi il 5 gennaio.

Inoltre, il Senato sarà di nuovo in ballottaggio tra due anni, con 22 seggi repubblicani da convincere nel 2022 nelle elezioni di metà mandato, contro i 13 seggi democratici. Il controllo repubblicano delle Camere per influenzare la riorganizzazione dei distretti potrebbe rendere difficoltoso per i Democratici mantenere la maggioranza della Camera nel 2022.
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