I TITOLI TOP (Acea) e FLOP (Iren) DELLA SETTIMANA

Ecco i titoli che si sono distinti nell’ultima settimana al rialzo e al ribasso. Si distingue Acea (+7,69%) mentre affonda Iren (-11,05%). Questa pazza, pazza Borsa… vista con una punta (naturalmente di matita e di colore rigorosamente rosso o blu) di ironia. Per cercare di sorridere anche dei continui saliscendi.

MoneyReport, il blog di SoldiExpert SCF

Scopri cosa possiamo fare per il tuo piccolo o grande patrimonio e contattaci per fissare un primo check-up gratuito o una valutazione del tuo portafoglio

TOP

Acea

Balzo settimanale per Acea, la multiutility romana leader nel settore idrico e dell’energia che mette a segno un rialzo del 7,69% sull’onda delle polemiche legate alla cessione di una quota del capitale dopo una serie di bilanci e sorprese tutte in rosso nonostante Gianni Alemanno, che proprio rosso non è, sia il sindaco di Roma. Nelle scorse settimane la società ha perso un arbitrato con i francesi dove contava di ottenere un risarcimento di 51 milioni e invece ha ottenuto ragione solo per 200.000 euro. Attualmente il Municipio capitolino guidato da Gianni Alemanno controlla il 51% della multiutility laziale e ha annunciato da tempo l’intenzione di cedere un 21% del capitale. Si parla dell’ingresso della solita Cassa Depositi e Prestiti, insomma della mano pubblica, ma le contestazioni sono fortissime da parte delle opposizioni e di molti cittadini perché si teme che questo sia il primo passo della privatizzazione dell’acqua nonostante l’esito dell’ultimo referendum. Piazza Affari, però, annusa cambiamenti nel capitale e aumenti delle tariffe idriche. E il titolo, per una settimana, non fa acqua…

FLOP

Logo di Iren

Non c’è pace per Iren, la società multi-utility frutto della fusione delle ex municipalizzate di Torino, Genova e Parma. Nell’ultimo anno il titolo ha perso il 76% e questa settimana l’11,05%. Un bel flop per una società che da molti analisti era considerata un “gioiellino” e un titolo da non far mancare in portafoglio per l’alto dividendo garantito. Di garantito, invece, come dice il ministro Fornero, non c’è nulla e così anche in Iren stanno iniziando a pensare che è l’ora dei sacrifici. La società ha chiuso in rosso l’ultimo esercizio per 100 milioni di euro e ha un debito superiore ai 3 miliardi. Si pensa ora a cambiare la struttura del management e a vendere a Parma anche la sede mentre si parla anche di una possibile fusione con A2A dove nel capitale potrebbe entrare anche la Cassa Depositi Prestiti. Avanti c’è posto…