I titoli TOP (FALCK RENEWABLES) e FLOP (ENEL) della settimana

Ecco i titoli che si sono distinti nell’ultima settimana al rialzo e al ribasso. Si distingue FALCK RENEWABLES (+4,42%) mentre affonda ENEL (-5,17%). Questa pazza, pazza Borsa… vista con una punta (naturalmente di matita e di colore rigorosamente rosso o blu) di ironia. Per cercare di sorridere (se è possibile) anche dei continui saliscendi

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TOP
FALCK RENEWABLES

Colpo da manuale per la società italiana Falck Renewables che incassa 185 milioni di euro, più della metà della capitalizzazione di Borsa, dalla cessione del 49% delle partecipazioni in alcune società attive nel settore eolico nel Galles e in Scozia, attive nel settore eolico. Ad acquistare questa partecipazione in alcuni parchi eolici nelle campagne inglesi che alimentano l’elettricità di circa 160.000 abitazioni è il fondo pensione danese PensionDanmark che seleziona in giro per il mondo opportunità ritenute interessanti come rendimenti per i propri 630.000 iscritti. Il fondo danese è entrato così in partnership con la società di Sesto San Giovanni per diversi investimenti in progetti eolici onshore di Falck, già autorizzati o in costruzione per 100 milioni di euro e ulteriori 125 milioni di euro sono stati stanziati per investimenti in altri impianti nel settore dell’energia prodotta da rifiuti e biomasse. Un bel caso di energia verde “made in Italy”, insomma. Che produce pure verdoni…

FLOP
ENEL

Settimana col polo fortemente negativo per Enel. La società elettrica italiana sta patendo il momento di realizzi di Piazza Affari ma anche la decisione del Governo di Madrid di tagliare i contributi al settore energetico previsti per calmierare il costo dell’energia. A Madrid il governo ha deciso, infatti, di annullare 3,6 miliardi di euro di finanziamenti al settore elettrico attraverso un emendamento, che potrebbe portare anche ad un incremento dei costi per le società energetiche che colpisce Enel tramite la controllata spagnola Endesa. E sul gruppo italiano, inoltre, pesa un report di Deutsche Bank, secondo il quale le stime sugli utili del 2013 e del 2014 sono al di sotto dell’utile rettificato del 2012. Prima gli spagnoli, poi i tedeschi, a questo punto speriamo che non aprano bocca sul titolo pure i francesi…