I TITOLI TOP (MONTE DEI PASCHI DI SIENA) e FLOP (SOPAF) DELLA SETTIMANA

Ecco i titoli che si sono distinti nell’ultima settimana al rialzo e al ribasso. Si distingue MONTE DEI PASCHI DI SIENA (+14,16%) mentre affonda SOPAF (-29,33%). Questa pazza, pazza Borsa… vista con una punta (naturalmente di matita e di colore rigorosamente rosso o blu) di ironia. Per cercare di sorridere anche dei continui saliscendi.

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TOP

Monte dei Paschi di Siena

E venne il momento della riscossa per il Monte dei Paschi di Siena che come un cavallo al Palio che ha corso sempre in fondo al gruppo ora sembra voler riscattarsi a Piazza Affari, diventando protagonista del rimbalzo del settore bancario. Non che le cose dal punto di vista gestionale e finanziario stiano andando molto bene a Siena come ha ammesso recentemente lo stesso presidente Alessandro Profumo. Arrivando perfino a dire: «Questa banca perde quattrini dal punto di vista operativo, non guadagniamo un euro e così non possiamo andare avanti». Nel secondo trimestre la gestione la banca ha chiuso il primo semestre con una perdita di 1,6 miliardi. Ma il titolo svetta comunque a Piazza Affari perché al mercato piace ora il fatto che questa banca ha in pancia la cifra “monstre” di 27 miliardi di titoli di stato italiani. Si scommette in pratica sulla leva. Comprare Mps è diventato una scommessa, come un opzione, sul miglioramento dello spread Btp/Bund. Rien ne va plus.

FLOP

Brutto guaio a Milano Town. Sopaf, la finanziaria della famiglia Magnoni un tempo dei considerati dei Re Mida ma protagonisti nelle ultime stagioni di operazioni e iniziative sfortunate (come la partecipazione in Banca Network) precipita a Piazza Affari. Le banche finanziatrici come Unicredit hanno chiesto il fallimento e la società richiederà ora l’ammissione alla procedura di concordato preventivo per salvare il salvabile. Quelli che a questo punto salveranno poco sono gli azionisti e obbligazionisti di questo gruppo che avevano creduto nel management di questa società e che prometteva di “generare ritorni superiori alla media grazie a un approccio multi-strategy e opportunistico, utilizzando risorse proprie e di terzi”. Lo slogan della società era infatti “Più valore per il capitale”. E’ proprio vero che non ci sono più i valori di una volta… E nemmeno i capitali ora.