I TITOLI TOP (PARMALAT) e FLOP (MPS) DELLA SETTIMANA

Ecco i titoli che si sono distinti nell’ultima settimana al rialzo e al ribasso. Si distingue PARMALAT (+4.75%) mentre affonda MONTE DEI PASCHI DI SIENA (-11.32%). Questa pazza, pazza Borsa… vista con una punta (naturalmente di matita e di colore rigorosamente rosso o blu) di ironia. Per cercare di sorridere anche dei continui saliscendi.

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TOP


In una settimana in rosso per Piazza Affri brilla la performance di Parmalat che sale in controtendenza. A mettere le ali al titolo le vicende dal caso Lag relative all’acquisto della controllata americana di Lactalis a un prezzo ritenuto troppo basso dalla magistratura che rendono, secondo alcuni osservatori, più probabile un’offerta sul mercato da parte dei francesi per ritirare il gruppo di Collecchio da Piazza Affari. Il Tribunale di Parma avrebbe chiesto, infatti la rimozione dal board del consigliere Antonio Sala e di due sindaci, rilevando “l’anomalo intervento di esponenti del gruppo francese” nei confronti di Mediobanca (che nell’operazione aveva ruolo di advisor) nelle trattative per determinare il prezzo della cessione. Insomma, prima Calisto Tanzi, poi i francesi di Lactalis la mucca di Parmalat sembra produrre sempre per i suoi padroni il suo latte… migliore.


FLOP


Fra i titoli più importanti a guidare il ribasso settimanale i bancari con in prima fila il solito Monte dei Paschi di Siena. A far aumentare la pressione dei venditori anche le indiscrezioni di un nuovo aumento di capitale di un controvalore doppio rispetto a quello previsto che potrebbe raggiungere i 2 miliardi di euro. L’obiettivo del management è portare la banca senese fuori dal tunnel e tranquillizzare Bruxelles che deve ancora dare il via libera ai Monti bond. Insomma, una bella cura ancora lacrime e sangue con ulteriori tagli del personale per la banca che oggi capitalizza poco più di 2,5 miliardi di euro e che farebbe diventare in questo scenario la Fondazione Mps azionista con solo una quota del 15%. Ah, i bei tempi andati quando Mps, la banca più antica del mondo, era considerata un gioiellino… Ora invece i soldi non sembrano bastare mai per rimetterla in carreggiata e i piccoli azionisti sperano ardentemente che questo sia l’ultimo pit stop…