Il ballo dei mercati: come perdere 33 mila euro e guadagnarne 100 mila. Perché in Borsa (e nella Vita) vince chi sa osare (e sa fare di conto).

Roberta Rossi è un consulente finanziario indipendente, responsabile della divisione Consulenza Personalizzata di SoldiExpert SCF . Salvatore Gaziano è il responsabile delle strategie d’investimento di SoldiExpert SCF  (consulenza finanziaria indipendente in azioni, fondi, Etf e obbligazioni tramite portafogli modello) dopo aver lavorato per molti anni come giornalista finanziario e analista nel settore. Oltre che nel lavoro formano una coppia anche nella vita e in questo diario parlando di finanza personale o dei  fatti più importanti della settimana senza censure e con un pizzico d’irriverenza.
Con una rubrica molto “familiare”…

In questa conversazione parliamo di come non è sempre in discesa la strada verso il guadagno di un investitore e di come purtroppo alcuni risparmiatori hanno la tentazione alla coazione ovvero a ripetere gli stessi errori e aspettarsi risultati diversi. Eppure se uno operasse sui mercati finanziari con una robusta strategia senza se e senza ma… 

 

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Roberta Rossi: Tra un mese scade l’abbonamento di un mio cliente della consulenza personalizzata. Festeggia un anno vissuto pericolosamente. Dopo un mese dalla partenza era già sotto del 5% circa con una perdita di 33 mila euro su un investimento iniziale di 700 mila euro. Roba da far tremare i polsi a molti investitori di questi tempi…

Salvatore Gaziano: Un giugno da dimenticare quello del 2013, ovvero un anno fa, segnato da un mercato che ha perso comunque oltre il 10% con forti ribassi che dall’obbligazionario si sono propagati a tutti i mercati.  Si dice che gli investitori abbiano cuore da coniglio e gambe da lepre…

Roberta Evidentemente il mio cliente non rientra nella categoria dell’investitore medio, come la maggior parte dei nostri clienti.  Ha continuato imperterrito a seguire i nostri segnali operativi. Sapeva di non aver investito per ritirare i soldi dopo un mese. Ma per il suo futuro e quello della sua famiglia. Se vuoi saperlo non mi ha nemmeno telefonato per chiedermi cosa stesse succedendo. Oggi quei soldi sono diventati 802 mila euro. +14,58% per un portafoglio aggressivo investito per il 75% in azionario…

Salvatore Questo episodio mi ricorda un ex cliente che abbiamo visto qualche settimana fa; si era abbonato a uno dei nostri portafogli dei fondi azionari nel 2007 e aveva disdetto il servizio dopo un anno dicendosi “molto deluso” perché aveva perso circa il 10%.  Particolare di non poco conto quell’anno l’indice delle azioni mondiali e dei fondi azionari aveva perso il -50%! E se invece di disdire il servizio oggi fosse rimasto cliente dopo 5 anni non solo avrebbe recuperato la perdita ma avrebbe capitalizzato un guadagno di circa il 50% su quel portafoglio iniziale!
E di casi di questo tipo te ne potrai citare decine come i diversi clienti che nel 2008  iniziarono a disdire nonostante l’eccezionale tenuta in confronto al mercato dei nostri portafogli azionari italiani perché secondo loro “non funzionavano più” e “non ha senso replicare i nostri portafogli soprattutto quando alcuni dei titoli detenuti sono saliti molto”. Risultato: i nostri portafogli azionari hanno raggiunto i record storici in queste settimane (vedi qui) e i risparmiatori che li hanno replicati “senza se e senza ma” hanno colto in questi anni risultati straordinari.

Roberta:  In questi mesi e negli incontri che abbiamo avuto durante il recente tour abbiamo avuto dai nostri clienti un’accoglienza positiva straordinaria: i funzionari di UBS che ci ospitavano nelle loro sedi erano stupefatti per il rapporto che abbiamo saputo costruire con i nostri clienti. Prima di tutto per i risultati realizzati in mercati difficilissimi e poi per il legame che abbiamo saputo creare forse con la nostra spontaneità, rigore e passione per questo lavoro  che evidentemente si nota, eccome.
Riguardo gli obiettivi d’investimento  se si ha in mente il futuro,  se l’orizzonte temporale è medio- lungo e si punta alla crescita del proprio capitale non da qui a un mese o da qui a un anno ma da qui a 7/10 anni (come abbiamo spiegato in questo articolo e come grazie alle nostre strategie è possibile anche dimezzare i tempi rispetto all’investimento “compra e tieni”), non vedo investimenti alternativi al mercato azionario che resta una delle migliori opportunità per far crescere il proprio capitale a patto di investire con la testa, naturalmente, ovvero con strategie di entrata e uscita testate (come quelle su cui si fondano i nostri consigli che non sono basati su strategie passive) e non con decisioni prese di pancia come purtroppo accade a molti investitori che finiscono con l’esporsi passivamente a qualsiasi fluttuazione e farsene pure condizionare l’umore.
La volatilità e le oscillazioni anche violente dei mercati sono fenomeni ricorrenti. E’ fisiologico: ogni tanto si balla. Del resto si chiama investimento in capitale di rischio. Se non ci fosse il rischio non ci sarebbe il rendimento.

 

Salvatore : Si parla anche in termini accademici di “premio al rischio” per i mercati azionari per giustificarne il rendimento migliore nel tempo. Peraltro la volatilità è sempre esistita e non è cosa recente: su orizzonti brevi le turbolenze possono anche essere elevate e l’importante è avere gli strumenti giusti per tutelarsi e non perdere la rotta.
Dal 2002 i nostri portafogli che investono sull’Italia hanno ottenuto performance superiori al 200% nonostante anni in cui hanno perso il 20% (2008) e il 10% (2011), anni in cui la perdita della Borsa Italiana è stata ben più pesante (2008 – 48%  e 2011 -24%). La strada è stata anche in salita… in finanza non esistono pasti gratis diceva l’economista Milton Friedman. E passare dalla depressione all’euforia è una costante emotiva purtroppo per molti risparmiatori…

Roberta: Come compiere il percorso inverso di chi si deprime quando vede una serie di operazioni chiuse in perdita e pensa di essere entrato troppo tardi sul mercato o di aver fatto la scelta sbagliata.

Salvatore Non conosco investitori anche di grande successo che non hanno collezionato segni meno e anche ripetuti sul proprio portafoglio: l’importante è nel tempo che la sommatoria dei risultati positivi sia superiore a quella dei risultati negativi. Questione di matematica.  Tutto qui. Puoi anche chiudere 5 operazioni in perdita e 5 in guadagno ma se quelle 5 in guadagno sono superiori come delta a quelle in perdita hai guadagnato. C’è invece chi pensa che il segreto sia avere solo operazioni in guadagno e per questo motivo tiene in posizioni per anni posizione in stra-perdita perchè così pensa di recuperarle e se gli fai chiudere operazioni in perdita pensa che questo sia la fine del mondo e sia sbagliato. Si vede che non hanno letto la biografia di Michel Jordan, uno dei più grandi cestisti della storia….

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Roberta: Sì, se si ragiona con la testa si comprende benissimo questo principio ma purtroppo molti risparmiatori , ahinoi, si fanno sopraffare dall’istinto e dalle emozioni, come sai. Anche se fornisci loro un’ottima mappa e gli indichi il sentiero riescono a trovare purtroppo il modo per perdersi (e perdere) cambiando rotta …

Salvatore: Possiamo dire a ragion veduta e risultati alla mano che un risparmiatore piccolo o grande che avesse seguito in questi anni i nostri consigli per il tempo corretto non solo avrebbe guadagnato ma stra-guadagnato se si guarda l’andamento dei nostri portafogli. Eppure non tutti fra i nostri abbonati in questi anni sono riusciti a raccogliere questi risultati straordinari sulle azioni, come sui fondi come sugli Etf e persino nel tempo nemmeno sull’obbligazionario. Il maggior problema nonché il peggior nemico di ogni investitore è se stesso diceva già Benjamin Graham un secolo fa.
D’altra parte funzionano così la Borsa e la Vita. Ci sono persone che hanno delle carte servite fantastiche e le sprecano. E sono magari anche brave a trovare scuse o obiezioni dando la colpa sempre agli altri mentre invece le carte che avevano in mano non erano tremende: le hanno giocate male…

Roberta: Ti vedo accalorarti su questo argomento…

Salvatore: Mi accaloro perché il nostro mestiere non è solo fornire segnali di acquisto e vendita  sui mercati ma cercare di far capire qual è la nostra logica, per quali ragioni seguiamo un determinato approccio, quali sono i pro e i contro al di là dei risultati realizzati. Se un investitore non comprende qual è la logica dei nostri portafogli e non si fida è un investitore perso in tutti in sensi. E per me è una delusione perché significa che ancora non facciamo forse bene il nostro lavoro. Scriviamo molto sull’argomento (alcuni dicono troppo), pubblichiamo video, interventi, convegni… Ma poi ti arriva il risparmiatore che ti chiede perché abbiamo venduto in perdita un titolo che secondo lui non avremmo dovuto comprare perche era già salito; ti dice che magari non ha replicato tutte le indicazioni del portafoglio; ti chiede perchè fra i titoli consigliati ci sono anche poi titoli chiusi in perdita e non abbiamo solo consigliato titoli in guadagno; quello che ti dice che i titoli in perdita non li ha venduti perché spera ancora che salgano; ti dice che quell’altro titolo non l’ha acquistato (e magari è proprio quello che è salito di più) perché gli sembrava che fosse salito troppo; ti dice che magari preferirebbe titoli con dividendo elevato perchè secondo lui cosi’ si ottengono migliori rendimenti; ti dice che lui ha perso mentre non ha conteggiato tutte le operazioni anche in guadagno; ti dice che lui perde ed è partito magari da pochi mesi e fa oltretutto l’azionario; c’è quello che ti dice o“quel titolo che avete detto di vendere poi è salito comunque dopo il segnale e ci sono rimasto male” (come se fosse più importante il comportamento di un movimento rispetto a centinaia di movimenti positivi e negativi che occorrerebbe invece valutare per fornire un giudizio razionale) ; quello che ti dice che la banca gli ha proposto un portafoglio di fondi che vuole che tu gli valuti dove di fantastico c’è solo la brochure perché è tutta aria fritta e commissioni salatissime…
Metti tutte queste cose insieme e capisci che lo sforzo di fare bene questo mestiere dalla parte del risparmiatore è notevole come fare capire che dietro ai nostri consigli c’è un senso e i risultati che abbiamo realizzato in questi anni non sono frutto del caso…

Roberta: C’è un’immagine che mi hai ricordato. Due tipi che scavano una galleria a caccia di un giacimento di tesori: il primo dopo pochi metri di scavi molla il colpo perché pensa che tanto dall’altra parte della montagna non ci sia nulla se non pietre, sudore e terra. L’altro che avanza imperterrito e continua implacabile dove il primo picconatore ha rinunciato. E va avanti, avanti senza fermarsi incurante del tempo che passa e della fatica che lo consuma.  Ma alla fine trova un tesoro straordinario e viene stra-ricompensato con diamanti, ori e smeraldi. E’ una storia che ho letto l’altra sera a Federico e Anna prima di metterli a letto. Anche sui mercati finanziari si può usare la stessa metafora. Ed è importante avere la determinazione di andare avanti nonostante le avversità ma anche disporre del giusto “piccone”.

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Salvatore: Già. E il “piccone” è quello che cerchiamo di fornire noi per affrontare i mercati con le nostre strategie. E non è il primo “piccone” che capita o quello che passa il convento e non è nemmeno un piccone che non funziona a guardarne i risultati… Noi possiamo offrire quello che reputiamo il miglior strumento (e continuiamo a lavorarci per migliorarlo) per affrontare i mercati ma tocca poi a ciascun investitore avere la capacità e la tempra di percorrere il tunnel dove alla stanza dei tesori non si arriva immediatamente e se anche si arriva è bene sapere che non esistono solo oro, diamanti, rubini e smeraldi…
Dietro le nostre strategie (e anche per questo siamo invitati come relatori a tutti i più importanti convegni del settore) c’è un gran lavoro di ricerca e sviluppo, un team dedicato e tanta passione ed esperienza. In mercati sempre più volatili e complessi vince chi si muove con un metodo, non improvvisando. Il jazz godiamocelo in cuffia…

Roberta: D’altra parte come diceva un certo Albert Einstein “follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi”.  Chi investe in Borsa e in questi anni ha collezionato, risultati alla mano, purtroppo perdite o risultati deludenti per consigli o comportamenti sbagliati non può insistere a dire che il suo modo di investire è quello giusto. I numeri non mentono. Ma che te lo dico a fare?  E a proposito di prodotti finanziari civetta e pacco ho letto che…

Salvatore: Dai ne parliamo nel prossimo “fra moglie e marito…”.  Altrimenti poi dicono che scriviamo troppo  😆

 

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