IL LATO OSCURO DI VOLKSWAGEN COLPISCE ANCORA. COME HA INGANNATO PURE GLI JEDI GREENPEACE

Pochi forse lo ricordano ma circa 4 anni fa una delle più famose associazioni ambientaliste mondiali, Greenpeace, lanciò una campagna proprio contro Volkswagen, il maggior produttore di auto in Europa e fra i primi nel mondo. E sapete su cosa?

latooscuro

Proprio sulla riduzione delle emissioni di CO2 richiedendo una netta riduzione sulle auto prodotte da questa casa.

La maggior parte delle emissioni dirette di gas serra vengono dalla mobilità su strada e secondo i responsabili di questa associazione occorreva proprio fare pressione su Volkswagen affinchè in Europa le cose cambiassero, convincendo il management di questa società a impegnarsi a una riduzione di almeno il 20%.

Volkswagen significa anche i marchi Audi, Bentley, Bugatti, Lamborghini, Porsche, SEAT ,Skoda e il 25% circa del mercato europeo.

Convincere Volkswagen significava convincere poi a ruota tutta l’industria continentale.

Per sensibilizzare Volkswagen su questo tema i militanti di Greenpeace lanciarono pure una serie di video che facevano una parodia di una riuscitissimo spot della casa tedesca ispirato a Star Wars andato in onda durante il Super Bowl.

Che si presentava come un’azienda amica delle famiglie e impegnata in termini di responsabilità ambientale e come l’azienda “produttrice d’auto più eco-friendly del mondo” mentre invece c’era un “Lato Oscuro” del colosso tedesco caratterizzato secondo Greenpeace da:

  • un enorme peso politico per fare lobby contro alcune leggi decisive per la salvaguardia dell’ambiente;
  • una mancata riduzione dei consumi di carburanti dei suoi veicoli come portato avanti da altre aziende concorrenti;
  • un non utilizzo della sua tecnologia a basse emissioni di gas serra, la Blue Motion, come opzione standard nell’equipaggiamento di tutta la sua produzione.

E per convincere Volkswagen ad abbandonare veramente il Lato Oscuro della Forza, i vertici di Greenpeace lanciarono l’idea di un’Alleanza Ribelle fatta di consumatori (Jedi) che chiedevano a gran voce a Volkswagen di dotare la sua produzione delle migliori tecnologie per l’efficienza di cui disponeva, smettendo di remare contro le leggi per salvare il clima.

Nel 2013 la svolta. Dopo che Volkswagen aveva sempre detto agli ecologisti che non era possibile e realistico per l’industria automobilistica abbattere drasticamente i livelli di emissione a 95gr CO2/km (come la casa tedesca faceva già su alcuni modelli top di gamma) l’apertura a sorpresa del management tedesco.

Al Motor Show di Ginevra edizione 2013 Volkswagen annunciò finalmente fra le prime aziende del settore che la sua flotta sarebbe stata la prima a emettere mediamente 95 grammi di CO2 (un consumo di circa 4 litri per 100 chilometri) entro il 2020. Un obiettivo poi fatto proprio nel 2014 anche dall’Unione Europea e diventato un traguardo per tutte le auto che dal 2020 saranno vendute in Europa.

Un impegno importante e solenne da parte di Volkswagen che si impegnò “a raggiungere quel traguardo senza avvalersi di alcun ‘trucchetto’ nei metodi di calcolo delle emissioni della sua flotta”.

Qualche anno dopo (è cronaca di questi giorni) scopriamo che invece il trucchetto per ammissione della stessa dirigenza di Volkswagen è stato utilizzato in questi anni, avendo taroccato i test anti smog su oltre 10 milioni di autovetture vendute nel mondo.

Insomma, si è cercato di fare fessa l’Alleanza Ribelle dei consumatori ecologisti, taroccando il funzionamento in laboratorio dei parametri che certificano le emissioni inquinanti.

Una vera e propria frode in grande stile sulle emissioni ambientali rivelata in questi giorni da un’indagine delle autorità americane dell’Environmental Protection Agency (EPA) che ha fatto crollare il titolo in Borsa del costruttore tedesco e pure tutto il settore automobilistico mondiale.

Uno scandalo industriale e finanziario veramente fantascientifico… Che sembra impossibile sia potuto accadere. Ma è accaduto. “Arduo da vedere il Lato Oscuro è” dice il maestro Yoda in Star Wars.

Per molti ma non per il gruppo di ricercatori dell’International Council on Clean Transportation (ICCT), un’organizzazione indipendente USA non profit che si occupa di trasporti e ambiente.

Sono questi testardi paladini dell’ambiente che provando su strada le macchine della Volkswagen hanno scoperto che i dati che venivano prodotti in laboratorio erano taroccati. Nella guida reale alcune macchine del colosso automobilistico tedesco superavano ampiamente i limiti di legge. Il colosso tedesco non era per niente eco friendly.

Se forse avessero guardato un po’ di più Star Wars i vertici di Volkswagen non sarebbero finiti in questo scandalo che rischia ora di travolgere tutto il settore automobilistico.

E sicuramente questa saga automobilistica non finisce qui.

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