IL RISPARMIATORE (MOLTO) PREOCCUPATO NELL’ERA DEL BAIL IN

Mi hanno scritto diversi risparmiatori molto preoccupati per i loro risparmi in queste settimane. Un livello di preoccupazione che è diventato quasi cosmico poiché ci sono risparmiatori preoccupati per l’istituto bancario su cui hanno il conto e non si fidano della solidità. I miei soldi sono al sicuro?

Ci sono poi coloro che non si fidano dei prodotti sottoscritti e temono vedendo quello che è successo agli obbligazionisti di Etruria, Banca Marche o agli azionisti di Popolare Vicenza o Veneto Banca che anche a loro hanno rifilato qualche pacco di cui non si potranno disfare senza cocenti perdite.

Infine, nelle ultime settimane, si sono aggiunti coloro che sono preoccupati per l’andamento dei mercati e per il loro giardinetto titoli o fondi azionari e obbligazionari.

risparmiatore preoccupato

Come il signor Giuseppe che mi racconta, in una lunga sua email, la sua travagliata vita da risparmiatore “cassettista” che nell’ultimo anno ha visto il proprio patrimonio scendere in modo che ritiene preoccupante avendo puntato sulla parte obbligazionaria su alcuni fondi multi asset che l’hanno deluso e sono in discesa di circa il -8%, mentre sull’azionario il bilancio è ben più pesante nonostante (parole sue) avesse “selezionato attentamente i titoli in base alla capitalizzazione, solo blue chip, con attenzione al dividendo e alle possibilità di recuperare le ingenti perdite subite nel passato considerati i multipli sottovalutati e i report positivi sui titoli e sulle prospettive di sviluppo”.

Purtroppo al momento i titoli selezionati dal signor Giuseppe non hanno premiato la sua fede con un ribasso di circa …

… il -30% da maggio 2015 per effetto della discesa di quotazioni di azioni come Eni, Saipem, Unicredit, Generali e Mediaset. Una discesa che i dividendi incassati hanno attenuato solo di pochi punti percentuali.

“Sono sconcertato dopo tanti anni di batoste prese, soprattutto a partire dal 2000, e da cui non mi sono più ripreso nonostante le abbia provate tutte. Affidando anche su insistenza di mia moglie una parte del mio patrimonio a una nostra nipote che lavora in banca e mi ha fatto acquistare in questi anni quasi tutti le novità che la sua azienda sfornava, presentandomi ogni fondo come il non plus ultra salvo poi dopo qualche mese propormene un altro, mentre quello precedente mostrava un andamento non all’altezza delle aspettative che mi aveva venduto. Ho in portafoglio persino un fondo sullo yuan renmbibi cinese su cui perdo il 10% in un anno e che mi era stato proposto come un investimento sicuro e destinato “inevitabilmente” solo a rivalutarsi. L’opposto di quello che sta accadendo in questi mesi….”

Che dire a questo risparmiatore e ai risparmiatori preoccupati di tutto quanto sembra minare quasi qualsiasi certezza sul fronte dei propri risparmi?

Occorre distinguere innanzitutto i diversi piani e non lasciarsi andare al pessimismo cosmico che non porta da nessuna parte ma muoversi con razionalità e non come conigli spaventati.

Una prima doverosa precisazione. Investire in totale sicurezza per ottenere in cambio un guadagno discreto senza ansie è diventato sui mercati finanziari qualcosa di molto difficile da afferrare. I rischi sono diventati maggiori o almeno più noti che in passato.

Il quadro negli ultimi anni è molto mutato per effetto della globalizzazione, della crisi finanziaria del 2008, dell’intervento delle banche centrali e degli Stati, positivo per alcuni versi, ma che ha creato distorsioni sui mercati e per ultimo una modifica della regolamentazione del settore bancario che rende i correntisti e titolari di obbligazioni e azioni meno tutelati che in passato.

Nel settore bancario e finanziario poi la pressione commerciale e la sete di profitti ha in molti casi travalicato in molti casi i confini della correttezza con risparmiatori che vengono utilizzati come “bancomat” per tosare loro in modi più sempre più sofisticati i risparmi e far quadrare i conti.

I mercati finanziari non sono più quelli degli anni ’80 e ’90 e nemmeno l’economia. Anche nel passato il futuro era difficile da prevedere, ma esistevano probabilmente più relative certezze. Un’azienda leader di un settore poteva da …

… un lustro all’altro perdere magari qualche posizione di mercato ma difficilmente essere completamente messa fuori gioco da un’azienda concorrente magari straniera o da una nuova tecnologia.

Una banca traeva i suoi profitti soprattutto dall’intermediazione del credito dove si potevano fare robusti utili dove il rischio di insoluto esisteva ma con percentuali fisiologiche. E analogo discorso si può fare per interi comparti o industrie e perfino Paesi. Si pensi al Brasile che solo qualche anno fa era presentata come fra le nazioni più interessanti come prospettive di sviluppo e opportunità e nel giro di pochi anni ha visto un crollo della propria economia. O alla Cina che ora spaventa di nuovo il mondo nonostante tassi di crescita dichiarati del Pil dell’ordine del +6,5% annuo ma anche tante contraddizioni.

Quel vecchio mondo antico (che non era in verità molto tranquillo come oggi ce lo immaginiamo) è cambiato ed è diventato molto più complicato.

Come affrontarlo? Non esistono ricette facili. Sul fatto che tutte le banche italiane non erano da giudicare “sicure” abbiamo iniziato nel 2008 a pubblicare articoli dedicati e a lanciare degli allarmi sul fatto che alcuni parametri iniziavano a essere fuori livello su diversi istituti e aumentava il rischio di restare col cerino in mano per chi ne era azionista o obbligazionista subordinato e persino correntista se la banca era di taglia grossa.

Oggi e soprattutto con quanto è accaduto nell’ultimo anno, milioni di risparmiatori italiani hanno dovuto prendere coscienza dopo i casi più eclatanti di banche in dissesto o gestite con troppa disinvoltura che hanno trasformato in fumo i risparmi dei loro clienti con il collocamento di obbligazioni subordinate o azioni vendute a prezzi pompati che la fiducia nei confronti di una banca non può essere illimitata.

E di quello che viene proposto da acquistare va analizzato con grande attenzione perché potrebbe semplicemente essere uno strumento della vostra banca per tosarvi un po’ di soldi e irrobustire il proprio conto economico.

Un anno difficile alle spalle ma non è mai facile la vita degli investitori

Ma rispondiamo al signor Giuseppe e alla sua desolazione per i pessimi risultati dei suoi investimenti.

Preoccuparsi per i suoi risparmi è giusto ma non è solo con questo sentimento che si possono cambiare le cose. Se desidera avere un parere più dettagliato su come è investito e cosa ne pensiamo avremmo bisogno di maggiori …

… informazioni e può richiedere di avvalersi senza impegno della possibilità di avere un primo contatto telefonico gratuito con i nostri consulenti (vedi qui) lei come tutti i risparmiatori che ce lo richiedono.

Sui titoli o sui fondi multi asset o che staccano ricchi dividendi abbiamo espresso più volte il nostro parere: se fosse così semplice investire con successo come viene descritto nelle presentazioni di queste strategie sarebbe fantastico, ma la realtà dei mercati finanziari è sempre maledettamente più complicata e nessuna strategia (pure quelle che hanno dimostrato nel tempo di generare i migliori rendimenti) è esente da fasi avverse e perdite anche discrete.

su e giù

L’ultimo anno non è stato certo facile sui mercati finanziari con forti ascese a cui sono seguite forti discese e con tendenze che si formavano e si sbriciolavano nel giro di pochi mesi: un contesto molto difficile su cui operare.

Anche fra i nostri portafogli alcuni hanno sofferto questo andamento e chiuso l’anno con performance non certo …

pari a quelle di inizio anno e un andamento deludente  se confrontato con le nostre migliori annate.

Ma in tanti anni di attività quello che è successo non lo consideriamo certo inusuale visto che è accaduto tante altre volte che a periodi negativi si sono poi succeduti periodi molto positivi come ho ampiamente scritto nel capitolo 2 (vedi qui) del libro “Guadagnare in Borsa è questione di forza” e se si opera con perseveranza, metodo e il giusto orizzonte temporale le probabilità di ottenere dai mercati finanziari rendimenti positivi e anche eccellenti aumentano esponenzialmente.

E i mercati hanno insegnato negli ultimi 3 lustri che un approccio flessibile magari non pagherà sempre e in tutte le condizioni, ma resta fra i migliori per far crescere il proprio patrimonio e difenderlo nelle condizioni più avverse. E sul mercato, poi, le alternative per ottenere rendimenti sicuri e interessanti è difficile capire quali siano, salvo prendersi rischi ancora maggiori senza magari averne piena coscienza. E talvolta nemmeno via d’uscita.

Il mondo è sicuramente diventato più vasto e complicato e questo presenta certo rischi, ma anche nel tempo opportunità. E la finanza personale qualcosa di sempre più indispensabile per aiutarci a realizzare i nostri obiettivi e quelli dei nostri cari per difendere e far crescere il valore dei nostri risparmi.

Non è certo sempre facile. Lo studio della finanza comportamentale insegna che il nostro cervello non certo ci aiuta in questo processo e il bombardamento di informazioni anche contrastanti (e spesso esageratamente allarmanti) non aiuta.

Ma resta centrale ragionare su questi temi in modo non emotivo col giusto orizzonte temporale, distacco e il giusto approccio.

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