Investire in Borsa: oggi le Borse sono davvero così care? Guarda questi numeri

Per molti le Borse sono troppo care ma è davvero così? Vediamo l'andamento delle Borse di Parigi, Francoforte e Piazza Affari per capire se investire in Borsa conviene ancora

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È stata un’altra settimana rombante per i mercati azionari che hanno messo a segno cospicui rialzi quasi ovunque da Milano a New York passando per Parigi, Tokio e Oslo (sembra quasi la Casa di Carta se avete seguito la serie su Netflix). Investire in Borsa, oggi conviene o sono davvero così care? Vediamo perché e come investire in Borsa guardando alcuni numeri delle principali Borse europee, tra cui Parigi, Francoforte ma anche Piazza Affari. 

 

 

Borsa di Parigi: il Cac 40 fa faville

 

Alla Borsa di Parigi, in particolare, i festeggiamenti sono stati numerosi, perché l’indice principale, il Cac 40 fa faville: ha superato quota 7.000 punti andando a toccare un livello che si era raggiunto precedentemente 21 anni fa!

In realtà, l’indice Cac 40, come la maggior parte degli indici (tranne il Dax), non tiene conto dei dividendi, ma questi livelli piacciono alla grande stampa e ai media per riempire le pagine di dotte analisi, ricordi e commenti. Diamo anche il dato rettificato, considerando i dividendi, visto che chi investe li prende: tenendo conto dei dividendi, il Cac 40 è molto più alto rispetto a 21 anni fa.

I leitmotiv di questo “record” sono sempre gli stessi anche alla Borsa di Parigi come il fatto che i tassi attualmente bassi rendono le obbligazioni non redditizie e incoraggiano gli investitori a rivolgersi maggiormente alle azioni e le buone sorprese positive arrivate dalle trimestrali.

Certo anche alla Borsa di Parigi c’è il timore che i prezzi delle azioni siano in “bolla” ma, come sappiamo e facciamo vedere da tempo, le quotazioni sono estremamente disperse un po’ in tutto il mondo con alcuni titoli carissimi rispetto a tutto, ma anche titoli relativamente a buon mercato rispetto alle medie storiche e alla “concorrenza” offerta dalle obbligazioni.

Rispetto al 2000, quando France Telecom veniva pagata 80 volte i suoi profitti in Borsa, oggi il titolo più rappresentativo della Borsa di Parigi, LVMH (Louis Vuitton Moët Hennessy) vale “soltanto” 35 volte i suoi risultati e le attese sono di un miglioramento dei profitti, non solo per le ammiraglie del lusso francese (LVMH, Hermès International e L’Oréal) che hanno raggiunto quasi i massimi storici.

Dopo l’impennata del 103% nel 2021, si prevede un aumento del 7% nel 2022. Di conseguenza, il Cac 40 viene pagato “solo” 17 volte i profitti attesi per il 2021, mentre a settembre 2000, all’epoca del vecchio record dell’indice, il rapporto prezzo/utili era di 30 volte.

 

Borsa di Parigi: il Cac 40 nel tempo

 

 

Investire a Piazza Affari conviene?

 

Per stabilire se investire a Piazza Affari conviene ricordiamo che alla Borsa Italiana abbiamo toccato i nuovi massimi da giugno 2008, ma la solita Telecom Italia settimana scorsa ha toccato a un certo punto i minimi storici a dimostrazione (l’ennesima) che tenere i titoli perché “di più non possono scendere e poi stacca un bel dividendo e aspetto di tornare ai prezzi di carico” è come dicono a Genova (e anche a Lerici) una belinata.

Per decidere se investire a Piazza Affari è anche utile però vedere gli aspetti positivi, come i buoni risultati ottenuti da alcuni titoli. Ottimi risultati, invece, per molti titoli nei nostri portafogli consigliati azionari italiani come la trimestrale di Maire Tecnimont (ramo impiantistica per l’energia) che ha toccato in settimana i massimi da agosto 2018, dopo aver comunicato i risultati belli dei primi nove mesi del 2021. Ricavi a 2.052,8 milioni di euro, +9,8% a/a, EBITDA a 124,1 milioni, +10,3% a/a, utile netto a 60,4 milioni, +72,6% a/a. L’indebitamento netto è pari a 10,6 milioni, in miglioramento di 106,3 milioni rispetto al 31 dicembre 2020.

 

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E in ben altro settore presente a Piazza Affari, settimana scorsa, Sanlorenzo (yacht di lusso) che ha sede proprio vicino a Lerici, dove abbiamo il nostro ufficio principale, ha comunicato risultati wow con un portafoglio ordini di 1,2 miliardi di euro (quasi raddoppiato rispetto a un anno fa) e un incremento dell’utile netto del 64,9% a 36,8 milioni.

“La nave va” avrebbe detto Fellini Federico se è quella soprattutto dei super ricchi (ma qui sul territorio parte della ricchezza viene distribuita nell’indotto).

 

 

Investire alla Borsa di Francoforte

 

Anche alla Borsa di Francoforte in Germania si è tornati sopra il livello di 16.000 punti del Dax e si è ai massimi storici e sopra una soglia psicologica importante per qualcuno (che, secondo me, farebbe bene ad andare da uno psichiatra, se lo pensa veramente) anche se il Covid è tornato a mordere con un numero di contagiati ai massimi storici, tanto che si sta pensando a nuove regole più severe, mentre oltreoceano negli Stati Uniti c’è chi pensa, invece, che la fine della pandemia sia vicina.

I colli di bottiglia nelle consegne sono uno dei maggiori ostacoli nel mercato azionario tedesco e quindi anche alla Borsa di Francoforte. A molte società mancano beni e servizi, provocando tagli alla produzione e persino tempi di fermo. E, in questo, la Germania è particolarmente colpita, perché l’industria manifatturiera, in questo paese, con una quota del 20 percento rispetto ad altri paesi, è relativamente elevata e se si considera l’importanza dell’industria automobilistica che schiera 3 campioni mondiali come Volkswagen, Mercedes (Daimler) e BMW.

Per scegliere di investire alla Borsa di Francoforte è importante tenere conto che Secondo i giornali locali, c’è comunque fra gli investitori tedeschi un’atmosfera “festaiola” che statisticamente, in realtà, dovrebbe invitare a una certa cautela.